Opitergini di origine straniera al voto. A breve la nuova Consulta per gli Immigrati

Da Chiara Cappellotto e Erika Torchio, 9 gennaio 2012 14:48

Sta per scadere il mandato dell’attuale Consulta per gli Immigrati, organo istituito nel 2008 per favorire l’integrazione delle comunità straniere presenti nella nostra città.

Lo scopo di questa Consulta è quello di fare da tramite fra i cittadini stranieri presenti sul territorio e le istituzioni, per favorire un dialogo costruttivo fra le diverse etnie e la comunità che li ha accolti.

L’organo è composto da 12 cittadini provenienti dalle diverse aree geografiche: Europa comunitaria, Europa extra UE, Asia, Nord Africa, Africa Centromeridionale e America del Nord e del Sud, in modo da garantire un’equa rappresentanza in base alle diverse origini.

Il 21 gennaio dalle 9.00 alle 17.00, presso la Sala Riunioni dell’Ufficio Servizi Sociali si svolgeranno le elezioni per il rinnovo della Consulta alle quali possono partecipare tutti i cittadini stranieri maggiorenni residenti a Oderzo. Invitiamo tutti gli aventi diritto a votare per mostrare il proprio interesse verso le attività di questo importante strumento di democrazia e di integrazione che l’amministrazione ha deciso di fornire agli stranieri presenti sul territorio.

Riteniamo che la Consulta dovrebbe esse valorizzata di più e soprattutto pubblicizzate maggiormente le sue attività, in modo da farle conoscere a tutti i cittadini.

Molti possono essere gli opitergini interessati al lavoro svolto dalla Consulta, per questo sarebbe utile rendere pubbliche le convocazioni e permettere a tutti, italiani e stranieri, di partecipare alla sedute come uditori: sarebbe un ottimo modo per creare un ponte fra le istituzioni e la popolazione. Inoltre, per fare rete è indispensabile la collaborazione con le diverse associazioni presenti sul territorio. Noi Giovani per Oderzo saremo molto orgogliosi di collaborare con i nuovi eletti non appena si saranno insediati e a tal proposito ricordiamo loro che è in corso la raccolta firme per la campagna: “I’Italia sono anch’io” che propone di diminuire a 5 anni il periodo di permanenza richiesto per poter richiedere la cittadinanza italiana e l’introduzione dello jus soli per far si che i cittadini stranieri nati in Italia acquisiscano alla nascita anche la cittadinanza italiana.

Pensiamo che sia un argomento molto stimolante per la Consulta per gli Immigrati e ci auguriamo presto una nuova e fruttuosa collaborazione.

Wi-Fi libero per i cittadini: c’è chi sa come fare!

Da Paolo Polesello, 9 gennaio 2012 14:44

Ormai è parecchio che ritorniamo sull’argomento. Continuiamo però volentieri a ribadire quale sia l’importanza di una rete internet wireless (senza fili) e gratuita, messa a disposizione dei cittadini da parte del Comune, almeno nelle zone centrali e maggiormente frequentate della città. Con il tempo che passa l’utilità che potrebbe avere tale iniziativa aumenta. Con la crescente diffusione di smartphone, tablet e altri dispositivi simili, oltre che dei computer, ai cittadini/utenti che ne possiedono uno, viene offerta una serie praticamente infinita di servizi, a patto però che dispongano di un collegamento ad internet. Dunque, ora che la navigazione nel web è divenuta uno strumento per molti aspetti essenziale all’interno della vita dei cittadini, fino al punto da essere identificata come un vero e proprio diritto, riteniamo che un’Amministrazione Comunale ben potrebbe pensare di fornire questo servizio gratuitamente almeno nelle zone di maggior frequentazione della propria città.

La maggiore obiezione che solitamente le Amministrazioni comunali oppongono a questa richiesta riguarda i costi. Tuttavia un recente articolo apparso sulla stampa locale ci viene in aiuto illustrandoci le mosse di un Comune a noi vicino. Il Consiglio Comunale di Ponte di Piave ha approvato all’unanimità una convenzione con una ditta, la “E4a”, che oltre a predisporre la fibra ottica per fornire un collegamento internet ad alta velocità tra tutti i principali edifici amministrativi della città, permetterà anche l’installazione, in luoghi di pubblico interesse, di ripetitori, grazie ai quali ogni cittadino che si trovi in quella zona avrà a disposizione un collegamento internet gratuito.

La parte più interessante di tutta questa storia riguarda appunto i costi che il Comune di Ponte di Piave dovrà sostenere per ottenere tutto ciò. In realtà questi saranno molto bassi, soprattutto se messi a confronto con l’entità di un bilancio Comunale.

Questo ci fornisce l’opportunità di rinnovare l’appello alla nostra Amministrazione Comunale. Dato che in passato le proposte in questo ambito sono state accantonate perché comportanti costi troppo ingenti e troppo poco utili alla cittadinanza, riteniamo che ora ci sia un buon esempio concreto su cui riflettere. Preso atto che avere accesso alla rete internet è ormai sempre più utile e quasi necessario nella società odierna; assodato che per il Comune, con una spesa molto ridotta, esiste la possibilità di fornire questo servizio gratuitamente anche per gli opitergini, perché non informarsi e trovare un modo per rendere la propria città più al passo con i tempi?

Sicurazza: quando la colpa è dell’uomo nero

Da Nicola Feltrin e Andrea Simonato, 9 gennaio 2012 14:36

Quando la colpa è dell'uomo nero...Concluso il primo decennio dall’undici settembre è facile accorgersi di come la parola d’ordine che ha dominato la scena politica mondiale sia stata “sicurezza”. Tale concetto è stato usato ed abusato più volte, più o meno a sproposito, per giustificare scelte spesso prive di fondamento. Tutto è cominciato scusando, in nome della sicurezza nazionale, abusi prima inconcepibili, violazioni dei dritti umani perpetrate e propagandate come necessarie ed indispensabili a scongiurare un male maggiore. Da quel piano, apparentemente distante, sul quale sembra sempre di non poter intervenire, tale prassi si è infiltrata nella vita di tutti noi, sempre più con la sensazione di essere in costante stato d’assedio, immaginando nemici dietro ogni angolo pronti ad attentare alle nostre vite al primo segno di debolezza. Già questa situazione sarebbe, di per se’, grave; tuttavia c’è un secondo movimento ancora più preoccupante.

I proclami razzisti della Lega stanno trascendendo la soglia del colore, della boutade elettorale a cui aderire per spacconeria da un lato e da stigmatizzare a prescindere dall’altro, in un vuoto gioco delle parti: sempre più è infatti accettata generalmente l’associazione di idee tra lo straniero povero e il delinquente in una deriva deterministica insensata e infondata (le teorie secondo le quali cattive condizioni di vita generano inevitabilmente criminali sono state sconfessate ormai da più di mezzo secolo). Non si esita più, ormai, a classificare qualunque provvedimento preso nei confronti di un cittadino straniero tra le “misure di sicurezze”, ciò avviene anche a livello comunale: ci è dispiaciuto sentire il nostro Sindaco elencare tra i provvedimenti attuati dal Comune per la sicurezza lo sgombero dei Rom e le norme anti-accattonaggio; tanto più perché si tratta delle uniche persone nominate all’interno di un discorso che inizia parlando di stupri e rapine (cfr. verbale consiglio comunale del 28 novembre 2011). In questo modo si dà sempre più un’aura “istituzionale” a idee improponibili ed inaccettabili in una società che si dice fondata sull’uguaglianza e sul principio di presunzione di innocenza. Sarebbe più responsabile inserire provvedimenti di questo tipo sotto il capitolo “ordine pubblico”, si eviterebbe così la spiacevole adesione al modello negativo tramandato alla Lega.

La riflessione su questi temi non è un puro esercizio intellettuale portato avanti da fondamentalisti dei dritti umani e privo di conseguenze concrete: nell’ultimo dicembre, mentre tutto il mondo cristiano celebrava la nascita di un mediorientale povero in canna, cittadini italiani (“brave persone” per definizione) si appropriavano dei ruoli di accusa, giudice e boia per fare “giustizia”. Così facendo hanno invece violentato non solo quei principi basilari che consentono alle persone civili di convivere nel rispetto reciproco ed ad uno stato liberale di essere tale, ma soprattutto delle persone incolpevoli di crimini, peraltro mai commessi, solo in ragione della loro origine (rom in un caso, senegalese nell’altro) quasi questa implicasse una sovversione del principio di presunzione di innocenza.

Vogliamo pertanto cercare di richiamare tutti all’ordine, all’attenzione alle parole ed alle idee espresse poiché, contrariamente al sentore comune imbevuto di qualunquismo e di scetticismo, esse hanno molto più potere delle azioni concrete incrostandosi nell’immaginario collettivo una volta etichettato l’orrore come proprio dei folli e, in quanto tale, incapace di attecchire nella nostra mente di “persone per bene”.

Raccolta firme

Da Andrea Simonato, 9 dicembre 2011 22:47

Scambio libri natalizio

Da Andrea Simonato, 9 dicembre 2011 22:45

L’Italia sono anch’io

Da Andrea Simonato e Erika Torchio, 6 dicembre 2011 13:27

I Giovani per Oderzo aderiscono alla campagna “L’Italia sono anch’io”, una campagna nazionale promossa da 18 associazioni, dal Comune di Reggio Emilia e da Carlo Feltrinelli. Si tratta di un movimento trasversale e unitario nato per promuovere l’uguaglianza tra stranieri e italiani che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese. E riportare il tema all’attenzione delle istituzioni, della politica e dei media.

Il nostro Capo dello Stato ha recentemente espresso questa opinione: «Mi auguro che si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione».

È irritante pensare che la maggior parte delle critiche rivolte a Napolitano provengano da quei politici che non perdono occasione per ribadire la propria non italianità, ripudiano la nostra bandiera e le nostre tradizioni (ma sono stipendiati attraverso i nostri contributi!).

Accogliere questa richiesta forse significa solamente essere realisti e rendersi conto che viviamo in una società multietnica e che il nostro Paese vive grazie al contributo di persone le cui origini possono essere differenti dalle nostre ma che condivideranno con noi il nostro futuro.

Dall’ultimo rapporto Anolf emerge che, al 31 dicembre 2010, in provincia di Treviso il 18% dei minorenni sono stranieri (lo 0,3 % in più rispetto al 2009). Ad Oderzo la percentuale di minorenni stranieri è in linea con la media provinciale: 17,67%.

Molti di questi “stranieri” sono probabilmente nati in Italia e stanno ricevendo sui banchi delle nostre scuole un’educazione uguale a quella dei nostri figli. Ma solo dopo i 18 anni potranno provare ad ottenere la cittadinanza. Nel frattempo, anche quando diventeranno lavoratori, proprio come tutti gli immigrati regolari che rendono sostenibile il nostro welfare e pagano regolarmente le tasse, non avranno il diritto di voto.

Eppure, quando la Ragione Veneto, nell’atto di rinnovare lo statuto, ha calcolato di mantenere un consigliere ogni centomila abitanti, ha tenuto conto anche degli immigrati, altrimenti sarebbero risultati cinque consiglieri in meno!

“L’Italia sono anch’io” promuove una raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, che hanno due principali obiettivi: cittadinanza italiana per chi nasce in Italia (ius soli) e diritto di voto per i lavoratori stranieri regolari.

I Giovani per Oderzo saranno in piazza per raccogliere le firme il giorno 17 dicembre in collaborazione con CGIL.

A chi si lamenta affermando che bisognerebbe pensare prima ai nostri figli, ci sentiamo di ricordare che dare il nostro contributo affinché alcuni diritti vengano riconosciuti come universali, significa garantire ai nostri figli, ai nostri nipoti, di vivere in un mondo in cui questi diritti li proteggeranno, a prescindere dal luogo in cui sceglieranno di vivere.

Un Natale Sereno e solidale

Da Chiara Cappellotto e Laura Furlanetto, 6 dicembre 2011 13:24

Luci, addobbi e pubblicità ci ricordano che il Natale si avvicina. E questo si accompagna inevitabilmente all’assalto ai centri commerciali e al nostro portafoglio. E, dopo, a cassonetti pieni di luccicante carta da regalo. Ma è proprio così inevitabile? No. Si può vivere un Natale senza sprechi senza per questo rinunciare allo spirito natalizio, anzi, magari facendo riacquistare un significato più vero e più importante al gesto del dono.

Soprattutto in questo periodo di crisi economica, possiamo ripensare il nostro approccio al Natale.

Le possibilità sono diverse. In primo luogo, possiamo produrre da soli i nostri regali. Cose semplici ma preziose, come un un disegno, una foto, un oggetto fatto da noi stessi appositamente per quella persona. Regalando ad esempio marmellate, conserve, biscotti preparati da noi, stiamo donando anche il nostro tempo e la nostra attenzione.

In alternativa, possiamo scegliere di acquistare i nostri regali in maniera solidale, sostenendo piccole imprese locali e piccoli artigiani. Le possibilità sono moltissime: aziende agricole locali se prediligiamo il cibo, o se invece optiamo per un oggetto possiamo rivolgerci ad artigiani locali o alle numerose associazioni ONLUS che in questo periodo vendono alcuni prodotti per reperire i fondi per le loro attività. O ancora, possiamo scegliere i nostri regali tra i prodotti del commercio equo e solidale, e contribuire in questo modo a sostenere i contadini e gli artigiani del Sud del mondo. E poi c’è sempre un classico intramontabile: il libro (acquistato in una piccola libreria, ovviamente). Un libro scelto con cura è sempre un regalo meraviglioso, che vive quando lo si riceve, quando viene letto, sfogliato, riletto, prestato. Per un Natale che sia sostenibile e che guardi anche all’ambiente, è bene preferire prodotti utili, durevoli, realizzati con materiali non inquinanti e riciclabili.

Anche la scelta di come presentare il regalo può fare la differenza. Dando libero sfogo alla nostra creatività, possiamo risparmiare noi e nello stesso tempo fare un piccolo gesto per il pianeta. Riutilizziamo cose che abbiamo in casa, e che altrimenti butteremmo: carta di giornali e riviste possono diventare incartamenti e fiocchi originali, e magari significativi.

Invitiamo tutti ad affrontare con particolare attenzione gli acquisti natalizi, perché ogni nostra piccola scelta può contribuire a far sì che sia per tutti un sereno Natale.

A natale si risparmia, anche con i LED

Da Paolo Polesello e Jessica Vernier, 6 dicembre 2011 13:19

Eccole lì! Spuntano ogni anno verso Natale e illuminano piazze, strade e palazzi di Oderzo. Sono le luminarie di natale, che quando compaiono, ci fanno capire che bene o male, anche quest’anno, dicembre è arrivato e l’anno volge al termine.

La novità di quest’anno però l’apprendiamo dalla stampa locale: le nuove luci di natale, che illumineranno le fredde sere opitergine, saranno composte da lampade a LED e non più da vecchie lampadine che sprecano un sacco di energia! In passato ci siamo già occupati sullo Strillone di questo tema e da molto ormai ci auguravamo che questo passaggio avvenisse il prima possibile, visto il risparmio di elettricità che si sarebbe potuto ottenere su una installazione così grande di luci.

E finalmente tutto ciò è accaduto, grazie ad una società privata che si è accollata la maggior parte delle spese. Questa è l’associazione Forò che è composta da un gran numero di commercianti opitergini. Tuttavia non bisogna trascurare l’apporto dell’Amministrazione Comunale che, sebbene in parte decisamente più ridotta, ha comunque sostenuto alcuni dei costi, dimostrando un po’ di quella sensibilità che da tempo ci aspettavamo in questo ambito.

Ora, di certo questo può essere considerato un buon primo passo. Tuttavia lo slancio nella direzione del risparmio energetico è bene che non si fermi qui. Parlando di pubblica illuminazione, ciò che si potrebbe fare è molto. Perché ad esempio non applicare la tecnologia LED per l’ammodernamento anche dell’illuminazione stradale di Oderzo? Negli ultimi tempi lo sviluppo tecnologico in questo ambito ha prodotto molte soluzioni efficienti ed innovative, che potrebbero portare grossi vantaggi sia per la viabilità cittadina, sia per l’economia della nostra città. Una migliore visibilità sulle strade nelle ore notturne e la riduzione dell’inquinamento luminoso possono benissimo coniugarsi con un considerevole risparmio energetico e con ulteriori vantaggi, come ci dimostra l’esempio di altri Comuni italiani all’avanguardia su queste tematiche.

Dunque crediamo che incoraggiare l’Amministrazione Comunale a proseguire per questa strada sia il modo migliore per valorizzare la buona scelta fatta in questo caso.

Nuova era o breve pausa?

Da Nicola Feltrin e Andrea Simonato, 6 dicembre 2011 13:12

Come ormai tutti sanno il governo Berlusconi non c’è più, è finito il 12 novembre con le dimissioni del Cavaliere ed è stato sostituito da un esecutivo completamente nuovo. Che è successo? Ha vinto la sinistra? C’è stato un colpo di stato? La maggioranza che doveva essere “sempre più forte” è “improvvisamente” crollata, dobbiamo ancora capire se sotto i colpi dei mercati (comunisti?) o sotto la sua stessa insostenibile inconsistenza politica. Fatto sta che il nuovo governo Monti è ormai completo di tutti (o quasi) i suoi componenti, votato e sostenuto da una nuova maggioranza che non osa definirsi tale composta da PD, Terzo Polo e PDL.

Purtroppo, nonostante il nostro sia ufficialmente un sistema parlamentare, dubitiamo di vedere qualche cosa sorgere dalle Camere poiché apparentemente nessuno è pronto ad assumersi la responsabilità di qualunque cosa succeda.

In assenza, per il momento, di provvedimenti definitivi del governo, vogliamo esprimere qualche pensiero riguardo alla squadra. Le riserve non sono poche, soprattutto riguardo al passato (ed al presente) di molti ministri, legati strettamente agli ambienti della finanza e delle banche, quegli stessi ambienti che stanno all’origine della crisi attuale. Ma vogliamo essere fiduciosi e sorvolare su queste questioni.

Senza dubbio l’Italia ha guadagnato molto in dignità e credibilità internazionale: un premier serio e pacato e dei ministri che per la prima volta hanno esperienza nella materia del loro ministero sono un notevole punto di discontinuità con il passato.

Ma quello che davvero avremmo voluto da questo nuovo governo è la voglia, da parte di tutti, di mettersi in gioco, di dire finalmente : “la crisi c’è, ce ne assumiamo tutti la responsabilità ed il costo”, invece la soluzione è stata ancora una volta quella di delegare, di chiamare qualcuno da fuori che rimetta a posto le cose quel tanto che basta, costi quel che costi, per poi potergli affibbiare la colpa di tutti i sacrifici e ricominciare a far quel che si stava facendo prima. Sono i partiti ed i politici “di professione” che hanno deluso in tutto ciò: coloro che dovrebbero farsi carico dei problemi continuano a disfarsene sperando che qualcun altro li risolva per loro.

Ma questo è l’oggi, e non è detto che il domani debba somigliargli. Se da qualche parte c’è qualcuno pronto a farsi carico della prossima epoca (ammesso e non concesso che l’attuale sia finita) questo è il momento migliore di proporsi, di farsi avanti, di ricominciare a costruire.

UNdESCO. A pranzo con la Palestina

Da Chiara Cappellotto e Erika Torchio, 8 novembre 2011 17:13

Dal 31 ottobre l’UNESCO ha un nuovo membro: con 54 voti favorevoli (per la cronaca, l’Italia si è astenuta) la Palestina entra a far parte dell’organizzazione delle Nazioni Unite che tutela l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Questo importante riconoscimento rappresenta un vero e proprio punto di svolta nel percorso d’indipendenza che la Palestina ha intrapreso: a breve anche questo territorio avrà la possibilità di valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale grazie alla nomina di alcuni luoghi d’interesse a Patrimonio UNESCO. Per promuovere la difesa dei diritti dei palestinesi l’ONU ha indetto per il 26 novembre la giornata mondiale per la Palestina: “Assettati di giustizia”. In concomitanza con questa ricorrenza, Pax Christi invita tutte le città ad organizzare iniziative di sensibilizzazione sulla complessa questione palestinese.

Anche gli opitergini avranno l’occasione di partecipare. La Bottega della Cooperativa Pace e Sviluppo di Oderzo organizzerà, infatti, un pranzo palestinese, per conoscere i sapori di questa terra. L’evento avrà luogo domenica 27 novembre presso la sala parrocchiale di Camino.

L’allettante menu prevede come antipasto humus, una crema a base di ceci, baba ganush, un gustoso purè di melanzane, e una salsa al peperoncino serviti con il pane tipico del luogo, detto pita. A seguire verrà preparato un couscous di verdure.

Parteciperà al pranzo Don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi che da tempo ha avviato la campagna “Ponti non muri”, la quale promuove azioni e sviluppa contatti per favorire il dialogo fra il popolo israeliano e quello palestinese, cerca di dare un’informazione il più possibile completa di quanto accade in quei territori.

Durante il pranzo verrà anche presentata la mostra fotografica di Ruggero Da Ros, fotografo impegnato nel documentare da vicino le condizioni di vita della popolazione delle zone sconvolte dal conflitto israeliano-palestinese.

Per partecipare è necessario prenotarsi presso la bottega del commercio equo e solidale.

Panorama Theme by Themocracy