Atletica lasciata a piedi

Da Irene Calderan e Silvia Polesello, 8 maggio 2012 15:23

Il campo sportivo di Oderzo, essendo stato trascurato per molti anni, ha finito per trasformarsi in uno spazio inutilizzabile, è diventato un’area che non viene sfruttata adeguatamente se non per uso esclusivamente calcistico. Tale struttura così ampia e costosa viene aperta ad un modesto pubblico solo in occasione delle partite di campionato dell’Opitergina, benché lo stadio potrebbe ospitare manifestazioni ben più affollate di queste.

 

Agli occhi della comunità, l’assessorato allo sport della nostra città è ben orientato alla valorizzazione degli sport: l’offerta di attività sportive è molto varia grazie alle sedi e agli spazi a loro adibiti dal Comune, inoltre viene organizzata, già da qualche anno nel mese di Maggio, la “Giornata dello Sport” per permettere alle diverse società sportive di sponsorizzarsi, ma anche di sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’attività fisica e della salute del corpo.

 

Gli sforzi fatti sono considerevoli, concentrandosi anche sulla realizzazione di nuove strutture come la recente palestra dei “Masotti”, ma ci chiediamo se non sia più pratico potenziare ciò che già si è costruito ed utilizzarlo al meglio.

 

Il campo sportivo è evidentemente caduto in disuso. Pochissime sono le persone che lo frequentano a causa dello stato di desolazione e fatiscenza in cui si trova. Le due società di atletica che vi si allenano, “Polisportiva Padana” e “Atletica 3B”, evidenziano numerosi disagi poiché la pista da corsa è sgretolata e rotta, rappresentando un considerevole rischio per gli atleti che vi corrono, e le strutture dedicate alle varie specialità non sono sottoposte ad alcuna manutenzione.

 

Infine lo stadio non è più omologato con gli standard delle società “CSI” e “FIDAL” che sono responsabili dell’organizzazione delle competizioni sportive e risulta quindi impossibile coinvolgere le associazioni nella realizzazione di manifestazioni di atletica che, specialmente durante la stagione estiva, sono frequentissime, perdendo anche tutta una serie di profitti legati alla probabile affluenza di sportivi che vi volessero partecipare.

 

È spiacevole constatare come questa situazione si sia ripetuta anche in altre occasioni: i “Grifoni” del Rugby Oderzo, per fare un esempio, hanno più volte sollecitato il comune, così come è stato fatto per lo stadio, affinché si attuassero delle manovre per adeguare gli standard dei campi di allenamento. Fino ad ora però non è stato fatto nulla. Speriamo sempre in un intervento quanto più tempestivo da parte dell’assessorato allo sport, in modo che tutte le attività sportive vengano dotate di strutture adatte per poter funzionare al meglio.


Sbarattiamoci!

Come molti di voi già sapranno, sabato e domenica prossimi Oderzo vedrà la prima edizione della Piazza del Baratto. In quell’occasione Piazza Castello sarà teatro di una notevole esperienza pratica di scambio di beni materiali e di servizi. Si potranno barattare beni di vario tipo tra cui abbigliamento, casalinghi, oggettistica, libri, prodotti per giardinaggio, elettrodomestici, giocattoli, autoproduzioni e fai da te (piante, semi, talee, conserve, candele, detersivi, ecc.)

Oltre all’evento principale, l’iniziativa comprende tre serate di confronto su temi correlati. La prima serata ha già riscosso molti apprezzamenti, i prossimi appuntamenti saranno martedì 8 e lunedì 14 maggio, a palazzo Moro.

Come Giovani per Oderzo abbiamo deciso fin dall’inizio di sostenere questa nuova e significativa iniziativa che si fa veicolo di valori importanti il cui recupero si fa sempre più urgente.

L’azione del baratto, lo scambio di beni senza l’uso del denaro, è una pratica che guarda al benessere sociale e ambientale. Fa bene all’ambiente, perché permette di allungare il ciclo di vita degli oggetti, contribuendo in questo modo a ridurre i rifiuti; fa bene a noi che, oltre a procurarci i beni di cui abbiamo bisogno risparmiando denaro, liberiamo i nostri armadi dagli oggetti inutilizzati, che sono d’intralcio per noi ma che possono ancora servire a qualcun altro. Inoltre il baratto fa da tramite ad un altro importante valore: il recupero della relazionalità. Ci fa entrare in contatto con le persone in una relazione all’insegna della solidarietà e della sostenibilità.

Relazionalità è stata, ed è, parola chiave anche nel backstage. La piazza del baratto è infatti una grande opportunità di lavoro in sinergia con tante altre associazioni e persone del territorio riunite intorno ad un obiettivo e a dei valori comuni, una bella esperienza di condivisione nella progettazione e nella realizzazione dell’evento.

Vi aspettiamo!

Per informazioni sull’evento, potete consultare la pagina facebook di Piazza del Baratto, o chiamare Marzia al numero 3479735334.

Riforma del lavoro?

Da Andrea Erboso e Claudio Santi, 8 maggio 2012 15:18

Il tema caldo di questi mesi è stato la cosiddetta riforma del lavoro, proposta dal Ministro Fornero. Il dibattito che ne è scaturito ha visto i tre principali sindacati ritrovare finalmente l’unità per sostenere con maggior forza le ragioni dei lavoratori e discutere con il governo per una riforma il più possibile adeguata. La maggior parte della discussione è avvenuta attorno alla modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori sul quale governo e sindacati non sono riusciti a trovare una soluzione condivisa.

Riteniamo che, seppur trattandosi di una questione fondamentale, il dibattito sull’art. 18 abbia distolto l’attenzione da problemi altrettanto importanti riguardanti il mondo dell’occupazione.

Innanzitutto la presunta “riforma” si concentra soprattutto sul lavoro dipendente e cioè solamente su una parte dei lavoratori mentre esclude un settore grandissimo come quello del pubblico impiego o quello del lavoro precario.

Ci piacerebbe che una riforma seria e duratura si occupasse di garantire un accesso all’impiego basato sul merito e prevedesse meccanismi di valutazione della qualità del lavoro pubblico, prevedendo anche in questo settore la possibilità del licenziamento.

Una vera riforma dovrebbe avere come obbiettivo primario quello di creare posti di lavoro per rispondere al dato allarmante della disoccupazione giovanile che ha raggiunto, a marzo 2012, la percentuale del 35,9%.

Finchè il governo non avrà dato una risposta organica a questi problemi non potrà dire di aver riformato il settore dell’occupazione sul quale si fondano le reali possibilità per rilanciare il nostro Paese.

Questi soldi ci rappresentano?

Ma se li chiamano rimborsi, perché i soldi glieli diamo in anticipo? La domanda sorge spontanea, ma badate bene, il nostro obiettivo è offrirvi uno spunto di riflessione sul tema. Se cercate uno sfogo privo di contenuti avete sbagliato lettura.

Sono passati quasi vent’anni da quando gli italiani, a larghissima maggioranza, hanno rifiutato l’idea di un “finanziamento pubblico” ai partiti. Questi allora sono subito corsi ai ripari. Ora, grazie ad un artificio linguistico, i partiti li finanziamo attraverso dei “rimborsi elettorali”, ma la sostanza non è cambiata poi molto.

Noi non crediamo che per dimostrare di essere un buon politico, onesto e trasparente nella propria azione, ci si debba per forza rimettere del denaro. Anzi, in questo modo probabilmente si metterebbe la politica esclusivamente nelle mani di chi può permetterselo, e così la parte di popolazione meno abbiente si ritroverebbe meno rappresentata.

Tuttavia il modo in cui sono state gestite le cose fin’ora è, a dir poco irrispettoso nei confronti di un Paese che sta affrontando enormi sacrifici per superare una crisi economica profondissima.

Inondare di soldi partiti politici, in alcuni casi scomparsi da anni, perché questi li possano investire in attività che ben poco hanno a che fare con la buona amministrazione della cosa pubblica, è francamente una presa in giro.

Per rendere tutto ciò più onesto e per riabilitare almeno in parte, agli occhi della gente, l’immagine della politica e dei suoi attori, basterebbero pochi e semplici passi: i partiti devono dimostrare di aver speso una determinata somma per attività che contribuiscano alla buona gestione del nostro Paese, solo allora lo Stato dovrà rimborsare i soldi spesi. Altri fondi possono essere raccolti dai sostenitori del partito o grazie ad altre iniziative lecite.

Insomma, non solo dovrebbero essere cambiate le “regole del gioco” che assegnano i rimborsi ma dovrebbe anche cambiare radicalmente la mentalità dei partiti stessi. Forse in questo modo, i cittadini potrebbero veramente riconoscersi in coloro che si candidano ad essere i loro rappresentanti. La politica guarderebbe di più al benessere della gente e meno a quello del mondo dell’economia e della finanza. E magari lo strappo ricucito tra popolazione e politica ci potrebbe far trovare il modo di uscire più uniti, come Italia e come Europa, da questo difficile momento.

Che il match abbia inizio

Da Irene Calderan e Michele Polese, 9 aprile 2012 10:19

Giovani contro vecchi, precari contro garantiti, per andare fuori dagli schemi comuni. È possibile una conciliazione o sarà uno scontro all’ultimo sangue?

Questo è il tema dello spettacolo organizzato dalla Cgil di Treviso, in collaborazione con i Giovani per Oderzo e altre associazioni giovanili della Marca, che si terrà il prossimo 14 aprile nell’Auditorium del Sindacato trevigiano.

Il match sarà disputato con regole precise. Agli angoli dell’immaginario ring ci saranno 8 sfidanti: da una parte 4 rappresentanti della categoria “giovani & precari”, dall’altra 4 “vecchi & garantiti”. Al centro 2 arbitri d’eccezione, Ricky Bizzarro e Nicola Atalmi.

L’evento non sarà una conferenza convenzionale, infatti saranno vietati luoghi comuni, passività, scarsa partecipazione e rassegnazione. Nuove idee, racconti, esperienze, ironia, colpi duri ma leali animeranno la scena.

I pugili si riconcilieranno attraverso forme d’arte musicali e teatrali tra un round e l’altro. Il pubblico sarà parte attiva e ravviverà il conflitto con un innovativo modo di partecipare. All’ingresso noi Giovani per Oderzo distribuiremo delle cartoline ad ogni fazione, dove ciascuno potrà esprimere le proprie opinioni e domande. Le migliori saranno scelte per essere proiettate in diretta sullo sfondo del ring.

L’incontro sarà suddiviso in 4 round, ognuno con un proprio tema. Nel primo, lavoro e diritti: perché alcuni non ne hanno mentre altri sono giustamente tutelati? Come difendere impieghi con forme contrattuali sempre nuove? Nel secondo si dibatterà sul ruolo del sindacato nel 2012: può riuscire ancora a rappresentare i lavoratori? Il terzo round, invece, sarà incentrato sul futuro del lavoro precario: come è possibile fare progetti per un giovane senza uno stipendio fisso? Com’è cambiata la precarietà negli anni? Infine, il welfare: c’è e ci sarà ancora lo stato sociale? È tutt’oggi importante o possiamo rinunciarvi?

Sicuramente questi temi coinvolgono tutti noi, chi nel ruolo di “vecchio” e chi in quello di “giovane”. In questo “Scontro fra generazioni” avrete l’opportunità di incontrare le idee altrui e confrontarle con le vostre. Vi aspettiamo numerosi!

èVENTICINQUE 4a edizione

Anche quest’anno èVENTICINQUE!

Siamo giunti alla quarta edizione della nostra iniziativa dedicata alla Festa Nazionale della Liberazione. Come ogni anno, vogliamo offrire l’opportunità di approfondire alcuni temi legati alla Resistenza e per confrontarci su alcune questioni che riteniamo quanto mai attuali. L’edizione 2012 si intitolerà “Partigiani si diventa” e vuole essere un’occasione per rilanciare anche a Oderzo la partecipazione all’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

L’Anpi è un’associazione laica ed apartitica, che ha bisogno di arricchirsi dell’incontro tra generazioni. Contrariamente a quanto alcuni pensano, non è un gruppo che riunisce vecchi nostalgici, ma è il luogo dove chi ha vissuto la resistenza, ormai pochi, i loro figli, i loro nipoti e così via, lavorano insieme per preservare la memoria del passato e per costruire insieme il presente.

Anche noi giovani possiamo farci portatori e difensori, oggi, dei valori che hanno animato la Resistenza e hanno portato la Costituzione e la democrazia nel nostro Paese. Anche ai giorni nostri ci sono battaglie da portare avanti, con le armi dell’informazione e dell’impegno sociale, se crediamo che questi valori debbano essere la base su cui costruire il futuro del nostro Paese.

Quest’edizione di èventicinque è stata concepita proprio per mettere in risalto quest’aspetto di continuità di valori nel tempo. Nel primo appuntamento, venerdì 13 alle 20.30, la voce del bluesman Davide Drusian, la chitarra di Cocco Marinoni e la fisarmonica di Lele Marcon ci accompagneranno in un viaggio evocativo che ci condurrà al periodo della Resistenza, attraverso le letture e i brani musicali più suggestivi. La serata sarà inaugurata dall’intervento di Umberto Lorenzoni, presidente provinciale dell’ANPI.

La seconda serata, mercoledì 18 alle 20.30 prevede la proiezione di FASCISTA, film di Nico Naldini sulla propaganda del regime. Presenterà il film lo stesso regista, poeta, scrittore, cugino di Pier Paolo Pasolini.

Entrambi gli eventi si terranno nella sala concerti di Palazzo Moro, in via Garibaldi 14.

Invitiamo tutti a partecipare, ricordando le parole di Giordano Cavestro, nome di battaglia Mirko, 18 anni, condannato a morte.

Parma, 4-5-1944

Cari compagni, ora tocca a noi.

Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d’Italia.

Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l’idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.

Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.

Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.

La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.

Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

Una capanna stabile per un futuro im-mobile

A partire dal 19 dicembre 2011 tutti i viaggiatori che escono dalla stazione di Venezia Santa Lucia non possono non notare la presenza di due fantocci vestiti da ferrotranvieri appesi nelle vicinanze di una capanna, ormai chiamata con il nome di “capanna dei licenziati”. Il presidio, come suggerisce il nome appena citato, è mantenuto dai 38 ex-dipendenti della Wasteels International che dall’undici dicembre si sono trovati senza impiego in seguito alla decisione dei vertici di Trenitalia di appaltare ad una ditta francese privata, la Thello, la storica tratta Venezia-Parigi percorsa dal treno Stendhal. Questa nuova gestione ha fatto sì che un treno italiano fosse completamente affidato a personale francese. Di conseguenza i nostri connazionali sono stati messi in mobilità senza garanzia sul loro futuro lavorativo.

Sensibili al problema, noi Giovani per Oderzo siamo andati a parlare con loro. Ci hanno accolto due uomini quarantenni a cui hanno garantito due anni di mobilità. Abbiamo scoperto che sino ad oggi l’unico risultato ottenuto dagli incontri con la regione Veneto è stato la promessa di un lavoro a contratto determinato per un anno. Si tratta però di impieghi creati ad hoc che non richiamano lontanamente la precedente collocazione lavorativa.

La protesta ha riguardato anche il territorio d’oltralpe. Infatti i dipendenti della compagnia ferroviaria statale francese, la SNCF, i quali precedentemente erano in partnership con Trenitalia sotto il nome di Artesia, hanno manifestato contro l’avvento della nuova collaborazione tra Trenitalia e la società privata francese Veolia Transdev.

Ritornando sulla questione dei licenziati italiani, la situazione di queste persone va a sommarsi alla condizione sfavorevole di chi non può godere del pre-pensionamento perché troppo giovane e neppure di un nuovo lavoro perché troppo anziano per il mercato lavorativo. È giusto dunque che Trenitalia si assuma le sue responsabilità trovando, nel più breve tempo possibile, una posizione lavorativa similare per questi ferrotranvieri.

Festa Nazionale della Liberazione 2012

Da Andrea Simonato, 26 marzo 2012 18:55

Anche quest’anno… èVENTICINQUE

I Giovani per Oderzo vi invitano alla 4a edizione del ciclo di eventi dedicato alla Festa Nazionale della Liberazione.

L’edizione 2012 s’intitola “Partigiani si diventa!” e vuole essere l’occasione per rilanciare anche a Oderzo la partecipazione all’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

Gli eventi si svolgeranno a Palazzo Moro, in via Garibaldi 14, ODERZO

 

venerdì 13 aprile – ore 20.30 – CONCERTO READING

La voce del bluesman Davide Drusian, la chitarra di Cocco Marinoni e la fisarmonica di Lele Marcon, ci accompagneranno, attraverso le letture e i brani musicali più suggestivi, in un viaggio evocativo che ci condurrà al periodo della Resistenza.

La serata sarà inaugurata dall’intervento di Umberto Lorenzoni, presidente provinciale dell’ANPI.

 

mercoledì 18 aprile – ore 20.30 – PROIEZIONE FILM

Sarà proiettato il film di montaggio FASCISTA (1974) realizzato da Nico Naldini, poeta, scrittore, cugino di Pier Paolo Pasolini.

Il regista, Nico Naldini, interverrà alla serata per presentarci il suo film.

Governo tecnico. E poi?

Da Andrea Erboso e Michele Polese, 5 marzo 2012 22:58

Nelle ultime settimane il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti ha ricevuto numerosi apprezzamenti dalla stampa estera e dalla maggioranza dei quotidiani nazionali. Il Time dello scorso 20 febbraio titolava sopra una sua foto “Può quest’uomo salvare l’Europa?”, mentre Monti nei suoi viaggi internazionali incassava costantemente il favore dei vari leader.

Il Presidente e i suoi ministri hanno effettivamente portato un cambiamento nello stile e nelle procedure della politica italiana. La reazione positiva dell’opinione pubblica di fronte a questo mette in luce, tuttavia, lo stato di crisi dei partiti italiani, ridotti ad associazioni autoreferenziali e totalmente spaesati di fronte al vuoto politico provocato dalle dimissioni di Berlusconi, prima, e dall’operato dei tecnici, poi. Questi hanno inoltre intercettato la voglia di cambiamento dei cittadini dando una risposta alla voglia di concretezza e sobrietà che i partiti non riuscivano più a fornire. Coerentemente con questo modo di fare, Monti ha dichiarato che l’esperienza politica dell’esecutivo si concluderà con il termine naturale della legislatura, il 2013. Cosa resterà alla fine di quest’esperienza? I partiti non potranno più ignorare le conquiste nel campo della credibilità, della pragmaticità e della trasparenza raggiunte in cento giorni dal governo tecnico.

Oggi le forze politiche non sembrano capaci di rispondere positivamente a queste sollecitazioni e non danno l’impressione di aver iniziato un percorso di rinnovamento e autocritica.

Da un lato il Pdl, in crisi di leadership, si chiede se cambiare nome ascoltando intanto il suo nuovo inno, composto personalmente dall’ex-premier. Dall’altro il Pd fatica ancora a trovare una sua identità, lacerato da contrasti interni che provocano una dispersione del consenso verso altri partiti più a sinistra. Entrambi dimostrano la difficoltà nell’affrontare il futuro corteggiando alcuni ministri dell’attuale esecutivo per un’eventuale candidatura a Premier.

Nonostante tutto siamo però convinti che la voglia di confronto, le idee, la politica nella sua più nobile accezione non siano concetti lontani dalla sensibilità degli italiani e che i partiti, se capaci di rinnovarsi profondamente, abbiano ancora la possibilità di svolgere la loro funzione di rappresentanza. Questo anno di governo tecnico costituisce quindi un’occasione unica e non più ripetibile perché le forze politiche cambino e ritrovino la sintonia persa con l’elettorato.

Il mistero dell’aula magna

Scuole medie Francesco Amalteo: la situazione è riprovevole. Sono ormai più di due anni che l’aula magna, sede di molte attività culturali, non solamente concernenti le scuole, è caduta in disuso a causa del crollo del tetto. Grazie alla sua posizione adiacente al centro cittadino e al suo grande spazio, permetteva svolgere numerose attività che è stato necessario dislocare altrove. Ma a vivere la scomodità di questa situazione sono, primi tra tutti, gli studenti dei due istituti lì situati: il Liceo classico e linguistico A. Scarpa e le scuole secondarie di primo grado F. Amalteo. Ragazzi e professori sono costretti a chiedere ospitalità ad altre scuole per poter svolgere con regolarità le loro attività, o a rinunciare a conferenze, assemblee d’istituto, mostre e molto altro per l’inagibilità di quest’aula che riusciva ad ospitarli tutti assieme.

Quindi, vista l’importanza di questa struttura, ci chiediamo: perché nessuno è ancora intervenuto? Sembrerebbe che i progetti per l’inizio dei lavori di ristrutturazione ci siano. Infatti tra le varie attività dell’assessorato all’urbanistica del comune, come annunciato nel numero 16 di novembre 2010 della rivista “Qui” di Oderzo, è prevista la “ristrutturazione antisismica dell’aula magna, [...] al fine di consentirne l’utilizzo autonomo rispetto alla scuola, al servizio della collettività.” È stato inoltre esposto un cartellone all’ingresso dell’area, il quale illustra il progetto edilizio, ma non presenta alcuna informazione relativa alla data d’inizio dei lavori. E sono già passati due anni!

Una buona notizia riguarda il progetto d’intervento stesso. I consiglieri comunali discutendo sull’opera di ristrutturazione (durante la seduta del 14 giugno 2010!), avevano proposto e approvato una mozione per promuovere l’applicazione di energie rinnovabili agli edifici pubblici. Tra gli stabili citati come possibili “ospiti” di pannelli fotovoltaici c’era anche l’aula magna delle scuole F. Amalteo, sulla scia dell’intervento realizzato alle scuole primarie Parise.

Riteniamo che fornire edifici scolastici adeguati per lo svolgimento delle quotidiane attività didattiche debba essere un obiettivo fondamentale da perseguire per l’amministrazione comunale e, dato che i progetti sono già stati approvati e che il consiglio comunale ha dimostrato interesse per l’area in questione, ci auguriamo che i lavori inizino quanto prima per riportare al più presto la situazione alla normalità.

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