L’Ungheria minaccia l’unità Europea

img_3(Aggiornamento: il quorum non è stato raggiunto, ma tra i votanti il SI ha raggiunto il 98%)

Questa domenica gli ungheresi sono chiamati ad esprimersi sulle quote decise dall’Ue per la ripartizione dei migranti. Il premier nazional-conservatore Orbàn, dopo aver fatto erigere barriere con filo spinato ai confini del Paese, ha deciso di dare battaglia a Bruxelles e chiamare i suoi concittadini a dire la loro in un referendum. Il quesito recita: “Volete che l’Unione europea, anche senza consultare il Parlamento ungherese, prescriva l’immigrazione in Ungheria di persone che non sono cittadini ungheresi?”. Vista l’intensa propaganda del governo e la paura che il fenomeno migratorio suscita non solo dalle parti di Budapest, la vittoria del “no” appare scontata.
La politica dell’esecutivo ungherese degli ultimi anni è stata improntata a un deciso nazionalismo e segnata da una prassi autoritaria che ha creato spesso allarme tra i partner europei. Il ministro degli Esteri del Lussemburgo il 13 settembre scorso è arrivato addirittura a chiederne l’espulsione dall’Ue per i provvedimenti in tema proprio di immigrazione, oltre che di libertà di stampa e di giustizia.
Tuttavia, al di là del problema della gestione dei migranti, sul quale l’Ungheria si trova al fianco di Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia nel cosidetto “Gruppo di Viségrad”, la consultazione referendaria rappresenta un’aperta sfida a Bruxelles e al suo processo decisionale. La posta in gioco sembra essere la prosecuzione del cammino verso una maggiore integrazione tra gli Stati membri, messo già a dura prova dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione. In un momento di crisi economica globale, con l’Ocse che ha recentemente lanciato l’allarme sulla debolezza della crescita mondiale, le politiche nazionaliste di chiusura riscontrano un facile successo. Anche in Italia, secondo un recente sondaggio Demos-Repubblica, solo il 15% dei cittadini pensa che il trattato di Schengen sulla libera circolazione vada mantenuto.
In questo quadro, il 4 dicembre in Austria si terrà il ballottaggio delle elezioni presidenziali e potrebbe vincere il candidato della destra nazionalista. L’Unione europea ha quindi davanti a sé un bimestre che potrebbe cambiarne le sorti.

Riforma costituzionale: così no, grazie – Questioni di merito

Da e , 4 ottobre 2016 06:49

img_2Nell’ultimo Strillone abbiamo criticato il modo in cui è stata portata ad approvazione la riforma costituzionale sulla quale vi sarà un referendum in autunno. Già queste critiche formali bastano, a parer nostro, per votare NO al referendum. Ma passiamo ora ad accennare alcune delle critiche sul contenuto.
Iniziamo dal fatto che la riforma in questione è nata, come sappiamo, nella culla del famigerato patto del Nazareno. Ci piacerebbe dunque sapere quali sono i motivi politici per cui la sinistra di Renzi, ma anche la destra berlusconiana, prima del dietrofront, hanno approvato questo progetto di modifica della Costituzione. La pubblicità della riforma fatta dal Governo infatti manca di mostrare il perché di tanti e tanto profondi cambiamenti alla Costituzione.
Ad esempio, perché verrebbe diminuito il numero dei Senatori, ma non quello dei deputati? Dato per assodato che un Parlamento di quasi mille onorevoli non è per nulla essenziale e vista la richiesta di diminuzione dei costi della politica proveniente dai cittadini, per quale motivo non si è pensato anche a ridurre il numero dei Deputati? In fondo sarebbe stata una modifica relativamente semplice rispetto ad altre.
Oltretutto i Senatori non sarebbero eletti, ma scelti tra Sindaci e Consiglieri regionali. E perché mai? Un senato delle autonomie avrebbe potuto essere tranquillamente eletto dai cittadini, come avviene in Germania, senza il bisogno di distrarre gli amministratori locali dal proprio lavoro sul territorio, chiamandoli a Roma per un doppio incarico.
Altro punto critico, per quale motivo è stato modificato tutto l’impianto dell’articolo 117, che distribuiva la potestà legislativa tra Stato e Regioni? L’obiettivo era centralizzare la gestione di più materie o vi erano altre esigenze?
Quelle appena poste sono solo alcune delle questioni fondamentali che vengono toccate dalla riforma. Le modifiche che questa apporta alla Costituzione sono talmente vaste e complesse da alterare pesantemente gli equilibri che con tanta oculatezza i costituenti del ’48 avevano cercato di allestire. Se da un lato siamo convinti che qualcosa si possa migliorare, dall’altro riteniamo che mettere mano in maniera così pesante ed approssimativa ad un sistema che presenta tali complessità possa davvero essere un rischio, soprattutto perché la Costituzione è la Carta garante dei diritti e delle libertà dei cittadini ed una sua eventuale modifica oltre che nascere da una riconosciuta necessità condivisa, dovrebbe anche essere discussa nella maniera più ampia, libera e ponderata possibile.

Riforma Renzi-Boschi: storia di una classe politica inadeguata che ha trovato un ottimo capro espiatorio

Da e , 4 ottobre 2016 06:48

img_2La riforma costituzionale Renzi-Boschi, come battezzata dai giornali, ci è stata presentata come l’unica e migliore soluzione a problemi che niente hanno a che vedere con la Costituzione. È vero che anche in quest’ultima alcune parti potrebbero essere migliorate, ma purtroppo non è questo il caso. Se alcuni punti della riforma sono condivisibili, come l’abolizione del CNEL, non si può ignorare il fatto che questi sono affogati in un mare di cambiamenti che non solo renderebbero gli articoli della Costituzione difficili da leggere e interpretare, ma complicherebbero, danneggiandolo, tutto il sistema di funzionamento delle nostre istituzioni.
Prendiamo ad esempio l’obiettivo principale della riforma, la velocizzazione del procedimento con cui approviamo le leggi. Siamo davvero convinti che il problema sia il bicameralismo perfetto?
I tempi in cui le leggi vengono ora approvate non sono di per sé molto lunghi. Alcune vengono approvate in pochi mesi o addirittura in poche settimane (a questo link le statistiche complete: http://bit.ly/tempi-approvazione-senato).
Forse si potrebbe fare anche meglio, ma di sicuro il procedimento previsto nella Costituzione non sta bloccando l’Italia.
Il problema va cercato altrove, più precisamente in coloro che sono incaricati di rappresentarci facendo le leggi, i nostri politici. Un Parlamento di politici onesti, preparati, interessati al bene dei cittadini, disponibili a discutere tra loro per elaborare le leggi migliori, potrebbe davvero risollevare le condizioni del nostro Paese. Al contrario, il conflitto di interessi impedisce ad un politico di fare esclusivamente il bene dei cittadini; un politico corrotto non vuole approvare una legge anti-corruzione efficace; oppure ancora, un politico troppo legato al proprio tornaconto personale non è intenzionato ad approvare una legge che metta a rischio i suoi voti, la sua posizione o i suoi privilegi.
Da parecchi anni i nostri rappresentanti sono oggetto delle critiche degli italiani, che si sono resi conto dell’incapacità della classe politica di fare pulizia al proprio interno per restituirci un Parlamento ed un Governo più onesti e efficienti nella soluzione dei problemi dell’Italia. Ora questi stessi politici ci vogliono far credere che la colpa non è loro. Che modificare la Costituzione che fin’ora ha protetto così bene i nostri diritti è l’unica soluzione per “salvarci”. E noi vogliamo lasciare che costoro mettano le mani sulla Costituzione, quando non sono capaci neanche di fare leggi adeguate?
NO.

Riforma costituzionale: così NO grazie! Questioni di metodo

Da e , 6 luglio 2016 14:52


L'Aula della Camera durante il voto sulle pregiudiziali al DL ''Destinazione Italia'', in occasione della prima seduta del 2014 alla Camera dei Deputati, Roma, 8 gennaio 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Il 12 aprile scorso il Parlamento italiano ha approvato definitivamente la riforma della Costituzione Italiana fortemente voluta dal Governo Renzi. Come previsto dalla stessa Costituzione (art. 138), visto che questa riforma è passata solamente con una maggioranza assoluta (la metà dei voti più uno) e non con i due terzi dei voti di Camera e Senato, i cittadini italiani saranno chiamati a votare pro o contro la riforma.

Abbiamo dunque deciso di contribuire al dibattito esprimendo le nostre forti perplessità nei confronti di questa modifica della Costituzione, in due articoli. Qui ci concentriamo sui difetti di metodo con cui si è approvata la riforma, mentre nel prossimo Strillone vedremo cosa non va nel merito. Continua la lettura 'Riforma costituzionale: così NO grazie! Questioni di metodo'»

Unione Europea al test d’inglese

Il 23referendumue giugno i britannici saranno chiamati alle urne per decidere sulla permanenza del loro Paese nell’Unione Europea. Il referendum era stato promesso dal premier Cameron durante la campagna elettorale del 2015, soprattutto per contenere l’ ascesa dei nazionalisti dello Ukip, risultato il primo partito alle europee dell’ anno precedente. Sfruttando il ricatto di una possibile uscita dall’Ue, il governo britannico ha strappato a Bruxelles una serie di concessioni. L’importo degli assegni di mantenimento agli immigrati con figli, che vengono inviati nel Paese d’ origine, sarà calcolato sul costo della vita nel Paese natale. Anche gli aiuti destinati a chi si è trasferito nel Regno Unito per cercare lavoro saranno erogati in maniera più graduale. Inoltre i fondi che Londra destinerà a Bruxelles per il salvataggio dei membri Ue in difficoltà saranno rimborsati. Continua la lettura 'Unione Europea al test d’inglese'»

Chi cavalca la paura non aiuta a farla sparire

Da e , 8 aprile 2016 11:44

Chi cavalca la paura...

Il tema dell’accoglienza ai migranti nella caserma di Oderzo sembra destinato a mantenere la sua posizione centrale nella campagna elettorale di qualunque candidato Sindaco degli opitergini. L’ultimo avvenimento riportato dalla stampa locale che ha creato non poche polemiche è stato il sopralluogo del Prefetto nei luoghi delle ex caserme, a Magera, per capire come sistemare le strutture prefabbricate destinate ad ospitare i primi migranti. Allertati dalla presenza di numerosi esponenti delle Istituzioni, sul posto si sono recati oltre ad alcuni cittadini, anche il Sindaco Bruno De Luca e altri esponenti della maggioranza in Consiglio Comunale, che hanno rilasciato dichiarazioni contrariate alla stampa locale. Continua la lettura 'Chi cavalca la paura non aiuta a farla sparire'»

#SVEGLIATITALIA: Fai il primo passo verso l’uguaglianza

Da e , 13 febbraio 2016 15:22

Img_1#SvegliatItalia. Questo il grido che migliaia di italiani hanno portato in moltissime piazze del nostro Paese sabato 23 gennaio. L’obiettivo – attirare l’attenzione e sollecitare il dibattito sul riconoscimento degli stessi diritti anche per coloro che fanno parte del mondo LGBT e che oggi purtroppo se li vedono negati.
I diritti delle coppie LGBT hanno ricevuto espresso riconoscimento in molti Paesi, a partire dagli Stati Uniti dove una sentenza della Corte Suprema ha stabilito che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione americana a tutti, dunque anche alle coppie omosessuali. Continua la lettura '#SVEGLIATITALIA: Fai il primo passo verso l’uguaglianza'»

Uno Strillone speciale

Img_2Sabato scorso Oderzo si è ritrovata purtroppo a dover ospitare il triste corteo organizzato dai Consiglieri della maggioranza in Consiglio Comunale.

Un corteo triste e anche un po’ patetico innanzitutto perché ha visto l’Amministrazione comunale manifestare contro la propria incapacità di governare e agire tempestivamente per trovare una soluzione ad un problema concreto come quello dell’immigrazione e dell’ospitalità nei confronti dei profughi.

Notiamo inoltre che anche nella nostra città si è sfruttata una delle più grandi tragedie del nostro tempo per meri fini elettorali: la paura dei cittadini paga sempre, un atteggiamento di chiusura e un pizzico di populismo vanno sempre bene a ridosso delle elezioni. Le soluzioni serie ed efficaci, invece, quelle sì sono difficili da spiegare agli elettori, da far digerire, e possono creare dello scontento: che non sia mai, a maggio si vota! Continua la lettura 'Uno Strillone speciale'»

EXPO 2015: sono contento di aver partecipato manifestaziöne

Da e , 12 novembre 2015 14:45

Img_3“Nutrire il pianeta, energia per la vita”. È questo lo slogan che accoglie chiunque entri nel sito internet di Expo Milano 2015.

L’esposizione universale ospitata dal Capoluogo lombardo si è da pochi giorni conclusa ed è iniziato il tempo dei bilanci per l’Italia, Paese ospitante innanzitutto, che teneva giustamente ad un evento di successo, per coloro che ne hanno seguito la realizzazione, ma anche per tutta una serie di commentatori, dal giornalista al semplice visitatore, che hanno partecipato all’esposizione. Molti di noi ci sono stati e queste sono le nostre considerazioni.

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Nell’arena del Colosseo

Da e , 5 ottobre 2015 16:23

Img_1L’assemblea dei lavoratori che lo scorso 18 settembre ha impedito ai turisti italiani e stranieri di visitare il Colosseo ed altri siti archeologici della Capitale per tre ore (dalle 8:30 alle 11:30), ha scatenato le accuse ai lavoratori ed ai sindacati.

Viste le immediate e disinformate prese di posizione, è necessario approfondire la vicenda prima di gridare allo scandalo. Continua la lettura 'Nell’arena del Colosseo'»

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