Un progetto che funziona

Da e , 9 novembre 2010 00:52

Cari amici,

è tempo di bilanci.

Nel momento in cui i congressi dei grandi partiti rivelano a tutti i livelli fratture, divisioni, cambi di rotta e “distinguo”, siamo felici, nel piccolo della nostra associazione, di rappresentare un’eccezione e di dimostrarci più maturi dei “grandi”.

Nel febbraio del 2006, prima dell’appuntamento elettorale delle elezioni amministrative, abbiamo iniziato a promuovere una serie di incontri politici tra giovani.

Ci siamo trovati, non in molti, a pensare a come volevamo costituirci, quale indirizzo politico volevamo dare al nostro gruppo e quali regole darci.

Successivamente il gruppo si è infoltito, ci siamo costituiti in associazione e oggi i Giovani per Oderzo rappresentano sicuramente la più importante novità politica del nostro territorio.

La nascita e l’operato dei GpO ha cambiato la scena politica opitergina degli ultimi anni, contribuendo all’avvicinamento dei giovani all’impegno civile per la propria città.

L’Associazione rappresenta un punto d’incontro per la discussione e per la presa di posizione (talvolta anche forte) sui temi della politica nazionale e locale. Nel corso della vita associativa, molte sono le persone che hanno portato un contribuito e che poi hanno i proseguito con esperienze di studio e lavoro lontani da Oderzo.

Abbiamo saputo valorizzare le capacità individuali di ciascun associato senza lasciar emergere individualismi. L’eterogeneità, la coesione e l’indipendenza sono gli elementi che fanno da solida base dell’associazione e, ne siamo certi, le permetteranno di avere un futuro autonomo dalle persone che la compongono.

Il mese scorso, per la prima volta, l’associazione si è misurata con il rinnovo delle cariche e tutto è avvenuto con estrema naturalezza e serenità.

In segno di continuità, il presidente uscente e quello entrante hanno deciso di scrivervi questa lettera insieme. Il segno di rinnovamento più evidente è che la maggioranza del consiglio direttivo sia costituita da soci non fondatori, compreso il presidente.

Ora è il momento di andare avanti. La società di oggi ha bisogno di una nuova politica, partecipata e visionaria, che sappia coinvolgere, pensare e vedere in grande in un momento in cui mancano idee e prospettive.

Nella certezza che questo cambiamento possa avvenire solo dal basso e anche con il nostro contributo, cercheremo di fare la nostra parte insieme a chi deciderà di unirsi ai Giovani per Oderzo.

Sosteniamo le idee in cui crediamo, sosteniamo la Buona Politica.

Una scomoda (e oleosa) realtà

In quel di Colfrancui, lasciata la chiesa alla destra, un grazioso ponticello pone il viaggiatore all’ingresso di una tra le più belle ville della nostra zona. Potrà egli bearsi di cotanta bucolica grazia? No! Gli si presenteranno nutrie, pantegane, pannelli verdi, olezzi di varia natura. Questo è il disagio al quale vengono quotidianamente sottoposti gli abitanti della zona.

Causa comune di tutti questi mali risulta essere l’oleificio Medio Piave, presente in quell’area da decine d’anni. Già tre anni fa avevamo sottolineato il problema dalle colonne dello strillone unendoci alle proteste dei cittadini. Qual è stato il risultato? Orribili pannelli posti davanti alla fabbrica per nascondere ciò che non può essere nascosto.

Il problema più evidente (percepibile anche a qualche chilometro di distanza) è costituito dall’odore di olio bruciato che si diffonde nell’aria soprattutto d’estate nei giorni in cui l’afa si fa più pesante. Non solo l’aria ma anche il suolo e le acque subiscono gli effetti di questa presenza. Lo si può ben capire osservando il fosso che costeggia la struttura: presenza di residui biancastri che soffocano una vegetazione ormai ridotta in pessime condizioni e immondizia assortita che favorisce l’insediamento di animali insalubri. Tuttavia il danno maggiore lo subisce la strada comunale che dalla campagna porta a Colfrancui. Il passaggio incessante di mezzi pesanti causa vari problemi: il ciglio della strada ha ceduto per un tratto di una decina di metri, il manto stradale è gravemente compromesso da buche, crepe e sgretolamenti, l’aria è costantemente carica di polvere e lo spazio che separa le case dalla carreggiata si riduce sempre più accrescendo il rischio per ciclisti e pedoni. Come se non bastasse, a causa della scarsa manutenzione, gli alberi piantati per nascondere l’oleificio in caso di temporale rischiano di abbattersi sulla strada.

Dopo anni di inascoltate proteste da parte dei cittadini ci chiediamo come sia possibile che ancora non si vedano risultati concreti. Coscienti del fatto che il trasferimento della struttura potrebbe risultare troppo oneroso, ci auguriamo che le pubbliche amministrazioni interessate si adoperino congiuntamente per risolvere la situazione.

Energie Rinnovabili: un investimento a colpo sicuro

Il primo passo è già stato fatto da tempo: una passeggiata per le vie di Oderzo può bastare a verificare come ormai molti cittadini abbiano compreso l’importanza ed il vantaggio di utilizzare le cosiddette fonti energetiche rinnovabili per produrre l’energia di cui hanno bisogno.

Quella del sole è, al momento, la fonte rinnovabile più sfruttata come testimoniano i tetti, sempre più frequenti, sui quali sono stati installati pannelli solari o fotovoltaici, ma quella solare non è l’unica energia alternativa disponibile. Sia su larga scala, sia al fine di un utilizzo familiare, infatti, si può ricorrere alla geotermia (calore prodotto dal terreno), all’eolico (energia dalla forza del vento), all’idroelettrico (energia dal moto delle acque) e a molte altre fonti rinnovabili di energia.

L’utilizzo di fonti rinnovabili è un campo in cui si gioca una partita fondamentale, la cui posta in gioco ha un valore altissimo: in primo luogo si tratta di fare un passo fondamentale verso una drastica riduzione dello sfruttamento e del danneggiamento dell’ambiente in cui viviamo, in secondo luogo le fonti energetiche rinnovabili hanno anche un forte potenziale economico.

Un ruolo fondamentale nella diffusione di queste fonti lo hanno gli Enti pubblici che hanno il dovere civile e morale di disporre, per i propri cittadini, delle risorse energetiche rinnovabili e potenzialmente inesauribili per evitare il rischio di pericolose dipendenze da monopoli energetici.

L’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi nella produzione di energia alternativa ma non mancano le eccellenze: nei giorni scorsi il New York Times ha segnalato il caso del comune di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara. L’Amministrazione comunale del piccolo paese abruzzese ha investito da tempo in un sistema integrato di fonti rinnovabili che ha portato il Comune all’indipendenza energetica e a produrre un surplus di corrente elettrica che, rivenduta, ha permesso ai cittadini di non pagare tasse comunali e per lo smaltimento dei rifiuti oltre che un guadagno di 170.000 €.

Ci rivolgiamo, dunque, alla nostra Amministrazione comunale affinché intensifichi i suoi sforzi in una direzione già intrapresa, sia informando i cittadini, sia moltiplicando gli interventi sul territorio finalizzati alla produzione di energia rinnovabile.

Questa è un’ottima occasione per poter sperare in un futuro più eco-sostenibile, con meno inquinamento e, perché no, con un’economia un più solida.

Gloria Tessarolo: “competenza” o questione di partito?

Da e , 9 novembre 2010 00:36

Ha sicuramente scatenato l’opinione pubblica locale la menzione di Gloria Tessarolo durante la puntata di Report trasmessa da Rai 3 domenica 17 ottobre: la giovane trentenne opitergina, da anni iscritta alla Lega Nord e consigliera comunale a Oderzo veniva citata dal programma per la sua recente nomina presso il Consiglio di Amministrazione Rai Cinema. Oltre al doppio incarico, ad infittire il caso è la sua laurea in Lingue e la sua passione per il cinema. Non è dunque chiaro che tipo di qualifica sia necessario ottenere per ambire a un incarico di tale responsabilità. Numerose sono state le e-mail che hanno invaso la redazione del programma, che ha così scoperto che una decina di anni fa Gloria Tessarolo raccoglieva firme in piazza Grande per l’abolizione del canone Rai.

Nella stampa locale gli attacchi si sono susseguiti a partire da Rubinato (Pd): «A quanto pare, la Lega Nord ha imparato in fretta le vecchie logiche spartitorie della prima repubblica: ma non era un partito nuovo e puro?», passando per Freschi (Pd) e Quarello (Pd): «Questa nomina è uno schiaffo per disoccupati e neo-laureati». A prendere le difese scende in campo Bepi Covre (Lega Nord): «Gloria Tessarolo è stata nominata nel CdA di Rai Cinema per controllare l’operato dell’ente, per questo non sono necessarie competenze specifiche».

Sicuramente siamo indignati noi giovani, che studiando per ottenere capacità specifiche queste ci vengono disconosciute, in merito ad una tessera di partito. E pensando al caso del cinema italiano, al collasso coi finanziamenti e sempre meno presente nel panorama dei festival internazionali, non si dovrebbe rivitalizzare questo CdA con persone dalle comprovati doti in campo cinematografico? A ben guardare nessuna delle persone attualmente presenti nel consiglio ha prettamente studiato cinema, anzi provengono da settori ben distanti.

Riprendendo Covre, che ha tentato una difesa della compagna di partito, adducendo a lei l’onere di sorvegliare la gestione economica del CdA, questi non è un ruolo più opportuno per Paolo Del Brocco, amministratore delegato e laureato in economia e commercio?

Mentre i giovani studenti e ricercatori universitari che hanno scelto una laurea attinente alla settima arte, difficilmente troveranno un posto confacente alle loro aspettative, Gloria Tessarolo per questo incarico ottenuto grazie al suo amore per il cinema prende 25˙000€ l’anno. Senza competenze specifiche.

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