Un treno carico… di speranza?

Da e , 10 gennaio 2011 19:55

Come ogni inverno si presenta a tutti noi pendolari il gravoso problema del ritardo dei treni causato dalle avverse condizioni atmosferiche che raggiungono i nostri territori (più o meno) di sorpresa. Puntualmente anche quest’anno, dopo la seconda metà di dicembre, ha nevicato e il servizio ferroviario ne ha subito le conseguenze: ritardi e soppressioni. Se l’assenza o ritardo di tali treni si può “giustificare” con le precipitazioni nevose, non è chiaro come mai superata l’emergenza neve si siano ripetuti ritardi e soppressioni senza particolari motivi. Facciamo riferimento al treno delle 13.38 in partenza da Portogruaro e diretto a Treviso di lunedì 20 e martedì 21 la quale mancanza ha causato la non circolazione del treno delle 14.10 in partenza da Treviso e diretto a Portogruaro. Tutto ciò ha obbligato l’utente a munirsi di biglietto del servizio autobus LaMarca in nome della falsa integrazione tra i due sistemi di abbonamento (coloro che hanno un abbonamento Oderzo – Treviso possono usufruire sia di autobus di linea che di treni, mentre quelli che si recano oltre il nostro capoluogo di provincia possono solamente servirsi del mezzo su rotaia). Il concentrarsi di questi disagi ha comportato la raccolta di 150 firme di pendolari che quotidianamente utilizzano i treni della tratta Treviso – Portogruaro. Quindi chiediamo agli amministratori regionali e locali che pongano maggior attenzione a questo problema in quanto alcuni pendolari, studenti o lavoratori che siano, sono fortemente condizionati dalla puntualità dei treni e dal ristretto intervallo tra una coincidenza e l’altra.

Mobilitazione al liceo Scarpa. La voce degli studenti

Da e , 10 gennaio 2011 19:50

Il 14 dicembre, mentre al senato veniva votata la fiducia al governo, una voce di dissenso si propagava in tutta Italia attraverso le iniziative degli studenti. In quel giorno, anche i ragazzi del liceo Scarpa di Oderzo, si sono mobilitati per protestare contro i provvedimenti introdotti dal DDL Gelmini in ambito scolastico e universitario. Nascondendosi dietro a slogan che inneggiano all’efficienza e alla meritocrazia, la riforma attuata dal Ministro dell’Istruzione non cela ai più attenti le norme che ridurranno le prospettive della maggioranza degli studenti italiani: ciò produce incertezza e diffonde disagio tra i destinatari del provvedimento.
Durante un’autogestione accuratamente organizzata, promossa da un gruppo di studenti, sostenuta dai rappresentanti d’istituto e alcuni professori, approvata dal dirigente scolastico, i ragazzi dello Scarpa hanno trascorso un’intera mattinata all’insegna dell’informazione e della produzione di contenuti connessi alla riforma.
Un dibattito collettivo con rappresentanti di sindacati studenteschi pro e contro la riforma ha rappresentato un importante momento di scambio di opinioni. Alcuni professori hanno tenuto lezioni sulla costituzione e i movimenti del ’68. I circa 200 studenti dello Scarpa si sono divisi tra laboratori di varie attività, tra cui la proiezione di film e l’ascolto di musica d’autore. In uno di questi sono stati realizzati gli striscioni utilizzati dagli studenti che nel pomeriggio hanno dato continuità e visibilità alla protesta manifestando in piazza e per le vie del centro.
Ovviamente l’iniziativa non ha avuto il clamore delle grandi manifestazioni cittadine, ma va sottolineato che una mobilitazione di questo tipo non è cosa consueta per Oderzo. Questa protesta si unisce ad un quadro di mobilitazione generale che ha ben pochi precedenti in Italia ma che tuttavia viene costantemente ignorata e denigrata dal governo e dagli esponenti politici che hanno consentito a questa legge di essere approvata.
Iniziative strutturate come quella dei nostri concittadini dimostrano che i giovani si informano, hanno a cuore il proprio futuro, possono e vogliono essere parte attiva nelle scelte che influenzano le sorti della loro generazione e del loro Paese. Chi nega loro questo spazio li priva di un diritto. Chi critica a priori queste manifestazioni dovrebbe riesaminare il proprio senso civico.

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Alla ricerca del terzo polo

Il mese di dicembre è trascorso all’insegna della politica autoreferenziale, una politica che ha parlato solo di se stessa senza affrontare i veri problemi del Paese. Il culmine di questa fase è stato il voto di fiducia al governo del 14 dicembre: non una parola è stata spesa per il futuro del Paese ma solo per il futuro dei parlamentari che avrebbero contribuito a sostenere il governo.
A seguito di quel voto, che ha ufficializzato l’uscita dalla maggioranza parlamentare di Gianfranco Fini si è concretizzata l’ipotesi della costituzione di un fantomatico terzo polo, costituito dai gruppi di Fini, Casini e Rutelli.
L’inconsistenza di una tale formazione è evidente: senza soffermarci sul contrasto tra le diversissime storie politiche dei leader coinvolti (ex Msi, DC, Radicali, Verdi, Margherita, etc…), facciamo notare come nemmeno oggi queste componenti dimostrano di avere una visione unitaria sul futuro del nostro paese, come ha confermato il recente voto sulla proposta di legge della Gelmini (Fli favorevole, API e UDC astenuti).
Permetteteci di dubitare che una tale formazione possa avanzare delle proposte credibili in merito alla risoluzione dei gravi problemi economici e sociali dell’Italia.
Questa lettura ci è parsa scontata fino all’annuncio del Partito Democratico della propria volontà di allearsi con questa entità politica. Nella migliore delle ipotesi si tratta della presunzione di un gruppo di dirigenti di interpretare l’opinione del proprio elettorato, nella peggiore, invece, si tratta del totale scollamento da esso.
Non ci sembra il caso che quella che si propone come la principale alternativa all’attuale governo cerchi l’accordo con forze politiche che non hanno alcuna consistenza elettorale (se non nei sondaggi) e che soprattutto non hanno ancora né una proposta politica, né un programma sui quali basare un’eventuale collaborazione.
Errare è umano, perseverare è diabolico.

Quanti giovani per Oderzo?

Da e , 10 gennaio 2011 19:44

Era il lontano 2006: alcuni giovani spinti dalla voglia di rinnovamento e di partecipazione alla gestione della cosa pubblica avevano iniziato la loro esperienza politica nell’ambito di associazioni e gruppi informali, arrivando, poi, alla loro prima esperienza di campagna elettorale nelle amministrative che si svolsero lo stesso anno.
Tra quei giovani non c’eravamo solo noi, Giovani per Oderzo: ogni candidato sindaco era sostenuto da liste di giovani che, tuttavia, terminate le elezioni amministrative, sono sparite dalla circolazione nel giro di breve tempo.
Oggi siamo felici di non essere più soli: sembra, infatti, che sia recentemente nato il gruppo dei Giovani e Liberi per Oderzo, almeno così ci pare di capire dalla firma di un articolo pubblicato sul periodico Qui Oderzo.
Di loro sappiamo poco se non che, collocandosi nell’alveo del PdL, sollevano problemi che noi abbiamo evidenziato da anni. Nell’articolo distribuito alle famiglie opitergine, infatti, rimproverano al sindaco di esagerare con le premiazioni (Strillone di dicembre 2007 e marzo 2008) e di affrontare il tema della sicurezza solo con parole e non con fatti (Strillone di ottobre 2009).
Ci auguriamo pertanto che, da un lato, l’Amministrazione rifletta ancora su questi argomenti, viste le critiche giunte da più parti, dall’altro di poter conoscere meglio questi giovani e di poter capire il loro eventuale rapporto con il PdL.
Noi, infatti, non possiamo in alcun modo sentirci vicini ad un partito (e ad un governo!) che costantemente demolisce il nostro futuro, condannandoci ad una vita di precariato, che concepisce la ricerca universitaria solo in termini di profitto immediato, che considera la scuola pubblica come una spesa scomoda e consegna a chi è più giovane di noi una preparazione scadente e inadeguata. Di pari non possiamo neppure sentirci vicini ad un’opposizione che è sostanzialmente assente a livello nazionale, spesso incoerente e gerontocratica a tutti i livelli.
Non ci resta che augurare un buon lavoro ai nostri “colleghi” Giovani e Liberi per Oderzo: l’impegno giovanile in politica rimane, forse, l’ultima risorsa per un Paese come il nostro.

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