A ciascuno il suo

Da , 28 luglio 2011 15:11

Ci teniamo a precisare che l’articolo comparso oggi, giovedì 28 luglio, sulla Tribuna di Treviso non si riferisce ad un nostro comunicato.
La stazione dei treni è un argomento che ci sta molto a cuore, di cui abbiamo discusso numerose volte nelle pagine dello Strillone, dal 2007 a oggi (03/2007; 05/2007; 10/2007; 09/2008; 05/2009; 11/2009; 05/2010; l’archivio è disponibile online).
Il nostro atteggiamento è caratterizzato della critica opportuna e della proposta costruttiva, la “guerra” e le battaglie strumentali solo per apparire fanno parte di un vecchio modo di fare politica, che noi disconosciamo.
I nostri articoli e le nostre proposte sono a disposizione della comunità ed è plausibile che qualcuno ne prenda libera ispirazione. Noi ci impegneremo, piuttosto che ripeterci, a produrre idee originali.

Progetto “Casa Mia”. Un’iniziativa sociale per il nostro territorio

Cari lettori dello Strillone, questo mese diamo spazio ad un importante progetto a cui l’associazione Oltre l’Indifferenza Onlus sta dando vita.

Da più di 10 anni l’associazione, grazie all’impegno di famiglie, operatori e volontari, svolge attività di sostegno a circa trenta ragazzi disabili della nostra zona (di cui la metà con handicap gravissimo) e alle loro famiglie.

In questi anni, l’associazione ha cercato di dare ascolto alle esigenze del territorio e di compensare i servizi di cui è più carente; ha voluto contemporaneamente offrire un valido supporto alle famiglie, creare situazioni di svago per i ragazzi disabili e incentivare momenti di integrazione.

In un clima di amicizia, buona volontà e predisposizione all’impegno per gli altri, la sinergia esistente tra le famiglie, i ragazzi disabili, gli operatori e i volontari di Oltre l’Indifferenza hanno prodotto molte iniziative: laboratori di teatro, corsi di fotografia, uscite domenicali e serali, gite, soggiorni estivi al mare, progetti di assistenza domiciliare, ecc.

L’iniziativa avviata in questi giorni è il progetto “Casa mia” e mira a offrire nuovi servizi di valenza sociale al nostro territorio.

Nei prossimi mesi verrà individuata ad Oderzo un’abitazione che possa diventare un solido supporto alle attività dell’associazione ed il punto di partenza per delle nuove esperienze residenziali.

Una sede che sia, dunque, luogo di aggregazione naturale, un punto d’incontro per chi si vorrà rapportare con questa dimensione. Inoltre, il progetto “Casa mia” vuole sperimentare un servizio di pronta accoglienza che risponda con la masima flessibilità alle richieste delle famiglie del territorio.

Il Centro Servizio e Volontariato di Treviso ha colto la positività dell’iniziativa e ha deciso di finanziare parte del progetto. La proposta è stata favorevolmente accolta anche il Comitato dei sindaci del Distretto che ci ha stimolati a continuare.

Questo progetto ha dei forti elementi di novità: si tratta di un precedente importante e può rappresentare un nuovo modo di dare delle risposte alle esigenze dei nostri concittadini. Per realizzarlo c’è bisogno del sostegno e della generosità di istituzioni, aziende, e privati cittadini.

Certi della sensibilità di voi che ci leggete, vi chiediamo, qualora non poteste esporvi in prima persona, di diffondere il più possibile questo appello.

Per qualsiasi informazione potete scriverci all’indirizzo info@giovaniperoderzo.it o lasciateci un messaggio su facebook e saremo lieti di mettervi immediatamente in contatto con l’associazione Oltre l’Indifferenza.

Piazza batte parcheggio: 2 a 0

Da e , 7 luglio 2011 22:58

Ormai da qualche giorno la decisione sul destino di Piazza Castello è stata presa. Anche grazie alla mobilitazione dei cittadini la nuova piazza resterà pedonale e non sarà deturpata da parcheggi. Decisione analoga è stata presa per Piazzale Europa, che resterà un punto di riferimento per gli studenti delle scuole, per il Farmer’s Market e in generale per tutti gli opitergini. Siamo molto soddisfatti di questa soluzione perché dimostra l’enorme importanza che ha per i cittadini la piazza come punto di ritrovo e di svago.

La scelta del Sindaco di coinvolgere i cittadini ad esprimere la propria opinione è molto positiva, ma è criticabile il suo metodo. Infatti sarebbe stato preferibile agire per tempo per garantire ad un maggior numero di persone la possibilità di intervenire nella decisione. Inoltre se l’idea della consultazione è mirare a una partecipazione più attiva e funzionale dei cittadini bisogna che ciò sia effettuato sistematicamente e non solo occasionalmente. Con la modalità adottata sembra che l’amministrazione non abbia voluto prendersi la responsabilità di una scelta che poteva essere non condivisa da tutti. Poiché decisioni di questo calibro devono essere attentamente vagliate da commissioni di tecnici riteniamo più sensato che al cittadino venga proposta una rosa di possibilità (tutte ponderate dagli uffici tecnici) fra cui scegliere. In questo modo verrebbe mantenuta la partecipazione popolare senza il rischio di dover approvare progetti scriteriati e completamente al di fuori di ogni pianificazione urbanistica.

Vorremmo inoltre segnalare l’iniziativa del comune di Udine di fornire ai cittadini un servizio web con il quale manifestare problemi e/o proporre eventualmente soluzioni senza per forza recarsi in uffici o telefonare, e nel contempo renderli parte attiva dell’Amministrazione. Il servizio, denominato ePart (da e-Partecipation, per informazioni: www.epart.it) è stato accolto molto bene dalla popolazione, anche perché permette di andare incontro a soluzioni molto più rapidamente che in passato.

Prendendo come esempio il comune di Udine riteniamo una buona idea la realizzazione di uno spazio sul sito del Comune di Oderzo che possa fungere come raccolta di proposte o lamentele. Servirebbe sicuramente ad avvicinare il cittadino all’attività comunale e aiuterebbe l’Amministrazione a sfruttare il potenziale manifestato dal forte consenso ottenuto alle ultime elezioni.

Italia peggiore… a chi?!

Da e , 7 luglio 2011 22:53

Non meno di due settimane fa il ministro Renato Brunetta ha avuto modo di esprimere il suo pensiero sul mondo del lavoro precario. Al termine di un convegno al quale era intervenuto, infatti, il ministro non ha ritenuto necessario rispondere ad una rappresentante dei lavoratori precari intenzionata a rivolgergli alcune domande e ha preferito lasciare la sala definendo questi lavoratori l’”Italia peggiore”. Dopo una prima smentita, sbugiardata però dal video dell’accaduto, visibile da tutti su internet, Brunetta ha rincarato la dose confermando la sua affermazione.
Tra le tante, offensive, uscite a cui ci ha abituati il ministro, questa è veramente indecente ed ipocrita! Vorremmo sapere perché i precari rappresentano la parte peggiore del nostro paese, cos’hanno fatto di tanto grave da meritare di essere definiti così da un ministro della Repubblica.
Per noi i precari sono i giovani neolaureati che faticano a trovare un impiego, sospesi tra precarietà e lavoro nero, sono i padri di famiglia che hanno perso il lavoro a causa della crisi (e dell’inettitudine del governo nel farle fronte!), sono quegli italiani che vorrebbero lavorare in quei settori (sanità, scuola, beni culturali, ricerca) in cui il governo del ministro Brunetta non ha mai avuto intenzione di investire e che invece sono cruciali per la crescita del nostro Paese!
I precari sono persone, italiani, che si confrontano con un mondo del lavoro diverso da quello della generazione che li ha preceduti e che meritano rispetto per ciò che fanno e per le difficoltà che incontrano nel costruirsi un futuro senza avere certezze nemmeno a medio termine.
L’”Italia peggiore” vera, dunque, è quella di chi critica e offende ma che, visti i ruoli di responsabilità e potere che ricopre, non ammette di essere in parte responsabile della situazione di instabilità in cui versa il mondo del lavoro di oggi.
Speriamo che il moto d’indignazione nei confronti di certe affermazioni non lasci il posto alla rassegnazione e che i lavoratori abbiano la forza di ricordare a Brunetta che il “lavoro” più precario è proprio il suo: il ministro a tempo indeterminato, di questi tempi, non esiste più!

Referendum: la vittoria dei cittadini!

Da e , 7 luglio 2011 22:49

Abbiamo vinto! Il quorum è stato raggiunto! Il sì è stato scelto dalla maggioranza della popolazione decretando l’esito positivo del referendum. Tutto questo si è realizzato nonostante il boicottaggio di molti media, televisione in primis. I cittadini hanno scelto di andare a votare comunque, grazie anche alla numerosa informazione girata su internet e svolta dalle varie associazioni, comitati e coordinamenti spontanei favorevoli al referendum. La grande affluenza alle urna dei nostri concittadini testimonia un profondo senso civico e la volontà di partecipare alla vita politica del nostro Paese quando questa si occupa di temi importanti che interessano il futuro di tutti noi.

Nei festeggiamenti seguiti alla vittoria del sì per i 4 quesiti, ci sono state, però, delle reazioni che ci hanno lasciato perplessi. Prima fra tutte, il tentativo da parte di alcuni esponenti politici di opposizione di ergersi a paladini della vittoria referendaria, gli stessi che avevano fortemente dubitato su un possibile esito positivo, si erano spesi poco per promuovere i referendum e avevano presentato proposte di legge migliorative ma non nettamente differenti da quelle oggetto di consultazione referendaria, come, ad esempio, la proposta del PD sul tema dell’acqua pubblica.

Un secondo aspetto è l’aver dato al referendum una esclusiva valenza politica, quasi si trattasse di un voto a favore o contro Berlusconi, senza comprendere invece la centralità dei temi referendari che hanno portato molti cittadini di diversa estrazione politica a partecipare ed esprimersi su temi concreti e fondamentali. Un voto partecipato, trasversale e responsabile della maggior parte dei nostri cittadini che fa ben sperare per il futuro dell’Italia. L’augurio e che chi vorrà governare in futuro il nostro Paese, e che oggi si trova all’opposizione, sappia farsi interprete di questo vento di cambiamento, ne diventi il punto di riferimenti, si distingua nel compiere scelte coraggiose per il bene comune.

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