CONFERENZE E DIBATTITO PUBBLICO

Da , 29 settembre 2011 10:16

Aperitivo con l’autore

Da , 18 settembre 2011 17:09

Scambio libri di settembre

Da , 13 settembre 2011 00:23

I GpO incontrano NIDIL

Da e , 8 settembre 2011 15:20

NIdiL (Nuove Identità di Lavoro) è la struttura sindacale della CGIL che dal 1998 rappresenta i lavoratori atipici e i lavoratori in somministrazione (ex interinali). L’organizzazione si impegna in primo luogo a combattere l’utilizzo improprio dei contratti di lavoro parasubordinato, accordi usati spesso dai datori di lavoro al posto del contratto di lavoro dipendente tradizionale: in questo modo possono sfruttare una posizione di forza, rendendo i lavoratori ricattabili a causa delle frequenti scadenze di contratto e dunque potendoli pagare di meno.

NidiL, accanto all’opera di tutela, si occupa anche di offrire occasioni di informazione ed istruzione tramite numerose iniziative sviluppate con tutti i mezzi di comunicazione a loro disposizione.

Come Giovani per Oderzo abbiamo scelto di collaborare con NIdiL per organizzare tre incontri volti a fornire informazioni a tutti coloro che hanno voglia di approfondire il tema del lavoro precario, di capire la differenza tra i vari contratti di lavoro utilizzati da moltissime imprese, per imparare dunque ad affrontare il mondo del lavoro di oggi, estremamente complesso e variegato e per questo insidioso, con un occhio più vigile e attento alle ingiustizie.

La serie di incontri che abbiamo in programma di realizzare vedrà la presenza di esperti della CGIL e NidiL, che forniranno dati e numeri riguardo la situazione attuale dell’occupazione giovanile e di altre figure professionali molto interessanti, come quella dello psicologo del lavoro specializzato nell’ambito del precariato.

Cogliamo l’occasione per invitarvi, insieme a NidiL, ad aderire allo sciopero generale contro la manovra finanziaria proclamato per il 6 settembre e a partecipare alla manifestazione regionale che si terrà a partire dalle ore 9 in piazza Ferretto a Mestre: l’invito è rivolto soprattutto ai giovani affinché prendano posizione con responsabilità e senza rassegnazione.

Finalmente l’ADSL a Piavon!

Da e , 8 settembre 2011 14:58

Già qualche mese fa ci era capitato di parlare del cosiddetto digital divide, quella barriera tecnico-sociale che divide coloro che hanno accesso alle nuove tecnologie (in particolare ad internet) da coloro che per varie motivazioni non ce l’hanno. In quella sede avevamo rilevato l’immobilità dell’amministrazione comunale in tale ambito, ma questa volta bisogna invece segnalare che le cose sono andate diversamente.

Durante l’estate infatti un gruppo nato su facebook, il popolarissimo social network, ormai veicolo di moltissime attività, tra cui la sensibilizzazione della gente sulle più disparate tematiche, ha cercato di fare pressioni affinché la zona di Piavon, fino ad ora esclusa dalla rete internet ADSL (che permette una velocità di navigazione adeguatamente elevata), fosse finalmente connessa. Fortunatamente questa richiesta è caduta a breve distanza da uno stanziamento di fondi regionale destinato all’ampliamento della copertura ADSL nelle zone in cui è ancora assente; tutto ciò, grazie anche al pronto interessamento dell’Amministrazione comunale, ha prodotto una svolta sulla questione, che si è concretizzata nell’inizio, ad agosto (termine previsto ottobre 2011), dei lavori di ampliamento della rete internet fisica, mentre è previsto che l’attivazione del servizio da parte del gestore non avverrà prima del 2012.

Ebbene, ci rende felici poter finalmente segnalare un caso in cui l’Amministrazione si è attivata per fornire servizi ai cittadini (anche se il problema era presente ormai da anni), speriamo che sia un segnale benaugurante e che, tagli governativi permettendo, apra la strada a cinque anni di interventi, più o meno infrastrutturali, mirati a migliorare la qualità della vita nel nostro comune e non a farne una bella vetrina per i passanti.

Quale futuro per l’Italia

Da e , 8 settembre 2011 14:53

Durante la calura estiva la crisi che da tempo interessa l’economia mondiale si è aggravata a tal punto da richiedere delle misure straordinarie da parte dei governi per evitare il fallimento dei loro Stati. Anche il governo Berlusconi è stato chiamato ad un atto di responsabilità ma la sua risposta è stata di un’inadeguatezza ed incapacità sconcertanti. Il Premier ha negato a lungo l’esistenza di questa crisi, negandone la gravità (lo ha detto anche il Presidente Napolitano al meeting di CL a Rimini) e accusando le opposizioni di essere demagogiche e catastrofiste. Non potendo più negare l’evidenza, a fronte del rischio che speculatori stranieri prendessero il controllo dell’economia italiana, il governo, ad agosto, ha predisposto una manovra anticrisi.

In quell’occasione Berlusconi ha rivelato qual è il suo valore come uomo politico: un politicante con nessuna credibilità internazionale, abile mistificatore mediatico, irresponsabile verso il popolo italiano. Infatti, le misure più impegnative previste in quella manovra, come ad esempio il pareggio di bilancio, venivano rimandate al 2013 scaricando così l’impopolare onere dell’aumento delle imposte al prossimo governo del Paese.

Di fronte a questa ennesima dimostrazione di inaffidabilità politica è stata l’Europa a suonare il campanello d’allarme costringendo il governo ad assumersi la responsabilità di tamponare l’emergenza il prima possibile. La manovra, così corretta, è in discussione in questi giorni: un pasticcio frutto del disorientamento di una maggioranza sempre più litigiosa e divisa.

Da un lato il PDL è propenso all’aumento della tassazione dei contribuenti già noti al fisco, senza scalfire lo zoccolo dell’evasione, e al taglio dei trasferimenti agli enti locali mentre dall’altro, la Lega, punta alla salvaguardia di un sistema pensionistico che non dà futuro alle giovani generazioni e alla riduzione del numero di parlamentari. Tutto questo condito con le sparate più assurde di ogni singolo parlamentare ed improbabili “vertici di maggioranza” che si tengono ad Arcore (tra le numerose “distrazioni” del Premier) e non in una sede di Stato.

Visto che ogni giorno la manovra cambia come se non ci fosse in ballo il futuro di questo Paese, ci è difficile entrare nel merito di quello che sarà il contenuto definitivo della manovra. Non ci resta altro che l’amara constatazione che l’attuale classe dirigente italiana è la meno adatta e credibile ad affrontare questo periodo storico. Noi, che avremo in mano l’Italia di domani, sentiamo la nostalgia del nostro futuro.

Lega double-face

Da e , 8 settembre 2011 14:50

Ancora una volta la Lega Nord ha mostrato all’Italia la doppia faccia con cui da anni usa governare questo Paese. Dopo averci assillato dall’inizio della legislatura con le sue manie federaliste ed aver fatto di tutto per convincerci della bontà di questa opzione, in occasione della discussione della manovra anti-crisi il governo ha cambiato marcia.

Taglio dei trasferimenti agli enti locali, soppressione di alcuni di essi quali Comuni e Province, non possono certo dirsi provvedimenti rivolti al potenziamento delle istituzioni più periferiche e vicine ai cittadini ma costituiscono, anzi, un ultimo atto di arroganza da parte dello stato centrale.

Le timide proteste della Lega, unite alle ormai incomprensibili dichiarazioni di un Bossi vacanziero ed in canottiera francamente in-credibile, hanno portato alla modifica di alcuni dei punti proposti nella prima bozza della manovra, ma ciò non toglie come sia evidente che almeno una parte di questa maggioranza consideri il federalismo poco più che uno spot pubblicitario.

In ogni caso, mentre a Roma i ministri ed i dirigenti della Lega modificano di giorno in giorno i dettagli della manovra, i sindaci e gli amministratori del partito scendono in piazza a protestare contro la sua sostanza.

Il 29 agosto, più di 800 sindaci si sono riuniti a Milano per rivendicare le loro ragioni di fronte a tagli che impediscono loro di garantire servizi ed investimenti. Tra loro spiccavano proprio i sindaci leghisti come Tosi e il primo cittadino di Varese, ma anche la nostra Treviso, per bocca di Gentilini (che sindaco non è più, ma parla volentieri al posto di Gobbo), ha espresso la sua contrarietà ai provvedimenti presi in esame a Roma.

Non è la prima volta che, negli articoli de lo Strillone, facciamo notare la discrepanza tra le scelte che la Lega compie quando siede al governo e quello che tiene nelle piazze “padane”. Non sappiamo più nemmeno noi come commentare il fatto che un partito scenda in piazza a protestare contro un governo di cui fa parte, sostenuto da una maggioranza di cui è membro influente. La Lega sta attraversando un momento di crisi di credibilità, ma anche d’identità, il suo solito atteggiamento doppio e ambiguo non l’aiuterà certo a recuperare consenso.

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