Raccolta firme

Da , 9 dicembre 2011 22:47

Scambio libri natalizio

Da , 9 dicembre 2011 22:45

L’Italia sono anch’io

Da e , 6 dicembre 2011 13:27

I Giovani per Oderzo aderiscono alla campagna “L’Italia sono anch’io”, una campagna nazionale promossa da 18 associazioni, dal Comune di Reggio Emilia e da Carlo Feltrinelli. Si tratta di un movimento trasversale e unitario nato per promuovere l’uguaglianza tra stranieri e italiani che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese. E riportare il tema all’attenzione delle istituzioni, della politica e dei media.

Il nostro Capo dello Stato ha recentemente espresso questa opinione: «Mi auguro che si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione».

È irritante pensare che la maggior parte delle critiche rivolte a Napolitano provengano da quei politici che non perdono occasione per ribadire la propria non italianità, ripudiano la nostra bandiera e le nostre tradizioni (ma sono stipendiati attraverso i nostri contributi!).

Accogliere questa richiesta forse significa solamente essere realisti e rendersi conto che viviamo in una società multietnica e che il nostro Paese vive grazie al contributo di persone le cui origini possono essere differenti dalle nostre ma che condivideranno con noi il nostro futuro.

Dall’ultimo rapporto Anolf emerge che, al 31 dicembre 2010, in provincia di Treviso il 18% dei minorenni sono stranieri (lo 0,3 % in più rispetto al 2009). Ad Oderzo la percentuale di minorenni stranieri è in linea con la media provinciale: 17,67%.

Molti di questi “stranieri” sono probabilmente nati in Italia e stanno ricevendo sui banchi delle nostre scuole un’educazione uguale a quella dei nostri figli. Ma solo dopo i 18 anni potranno provare ad ottenere la cittadinanza. Nel frattempo, anche quando diventeranno lavoratori, proprio come tutti gli immigrati regolari che rendono sostenibile il nostro welfare e pagano regolarmente le tasse, non avranno il diritto di voto.

Eppure, quando la Ragione Veneto, nell’atto di rinnovare lo statuto, ha calcolato di mantenere un consigliere ogni centomila abitanti, ha tenuto conto anche degli immigrati, altrimenti sarebbero risultati cinque consiglieri in meno!

“L’Italia sono anch’io” promuove una raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, che hanno due principali obiettivi: cittadinanza italiana per chi nasce in Italia (ius soli) e diritto di voto per i lavoratori stranieri regolari.

I Giovani per Oderzo saranno in piazza per raccogliere le firme il giorno 17 dicembre in collaborazione con CGIL.

A chi si lamenta affermando che bisognerebbe pensare prima ai nostri figli, ci sentiamo di ricordare che dare il nostro contributo affinché alcuni diritti vengano riconosciuti come universali, significa garantire ai nostri figli, ai nostri nipoti, di vivere in un mondo in cui questi diritti li proteggeranno, a prescindere dal luogo in cui sceglieranno di vivere.

Un Natale Sereno e solidale

Da e , 6 dicembre 2011 13:24

Luci, addobbi e pubblicità ci ricordano che il Natale si avvicina. E questo si accompagna inevitabilmente all’assalto ai centri commerciali e al nostro portafoglio. E, dopo, a cassonetti pieni di luccicante carta da regalo. Ma è proprio così inevitabile? No. Si può vivere un Natale senza sprechi senza per questo rinunciare allo spirito natalizio, anzi, magari facendo riacquistare un significato più vero e più importante al gesto del dono.

Soprattutto in questo periodo di crisi economica, possiamo ripensare il nostro approccio al Natale.

Le possibilità sono diverse. In primo luogo, possiamo produrre da soli i nostri regali. Cose semplici ma preziose, come un un disegno, una foto, un oggetto fatto da noi stessi appositamente per quella persona. Regalando ad esempio marmellate, conserve, biscotti preparati da noi, stiamo donando anche il nostro tempo e la nostra attenzione.

In alternativa, possiamo scegliere di acquistare i nostri regali in maniera solidale, sostenendo piccole imprese locali e piccoli artigiani. Le possibilità sono moltissime: aziende agricole locali se prediligiamo il cibo, o se invece optiamo per un oggetto possiamo rivolgerci ad artigiani locali o alle numerose associazioni ONLUS che in questo periodo vendono alcuni prodotti per reperire i fondi per le loro attività. O ancora, possiamo scegliere i nostri regali tra i prodotti del commercio equo e solidale, e contribuire in questo modo a sostenere i contadini e gli artigiani del Sud del mondo. E poi c’è sempre un classico intramontabile: il libro (acquistato in una piccola libreria, ovviamente). Un libro scelto con cura è sempre un regalo meraviglioso, che vive quando lo si riceve, quando viene letto, sfogliato, riletto, prestato. Per un Natale che sia sostenibile e che guardi anche all’ambiente, è bene preferire prodotti utili, durevoli, realizzati con materiali non inquinanti e riciclabili.

Anche la scelta di come presentare il regalo può fare la differenza. Dando libero sfogo alla nostra creatività, possiamo risparmiare noi e nello stesso tempo fare un piccolo gesto per il pianeta. Riutilizziamo cose che abbiamo in casa, e che altrimenti butteremmo: carta di giornali e riviste possono diventare incartamenti e fiocchi originali, e magari significativi.

Invitiamo tutti ad affrontare con particolare attenzione gli acquisti natalizi, perché ogni nostra piccola scelta può contribuire a far sì che sia per tutti un sereno Natale.

A natale si risparmia, anche con i LED

Da e , 6 dicembre 2011 13:19

Eccole lì! Spuntano ogni anno verso Natale e illuminano piazze, strade e palazzi di Oderzo. Sono le luminarie di natale, che quando compaiono, ci fanno capire che bene o male, anche quest’anno, dicembre è arrivato e l’anno volge al termine.

La novità di quest’anno però l’apprendiamo dalla stampa locale: le nuove luci di natale, che illumineranno le fredde sere opitergine, saranno composte da lampade a LED e non più da vecchie lampadine che sprecano un sacco di energia! In passato ci siamo già occupati sullo Strillone di questo tema e da molto ormai ci auguravamo che questo passaggio avvenisse il prima possibile, visto il risparmio di elettricità che si sarebbe potuto ottenere su una installazione così grande di luci.

E finalmente tutto ciò è accaduto, grazie ad una società privata che si è accollata la maggior parte delle spese. Questa è l’associazione Forò che è composta da un gran numero di commercianti opitergini. Tuttavia non bisogna trascurare l’apporto dell’Amministrazione Comunale che, sebbene in parte decisamente più ridotta, ha comunque sostenuto alcuni dei costi, dimostrando un po’ di quella sensibilità che da tempo ci aspettavamo in questo ambito.

Ora, di certo questo può essere considerato un buon primo passo. Tuttavia lo slancio nella direzione del risparmio energetico è bene che non si fermi qui. Parlando di pubblica illuminazione, ciò che si potrebbe fare è molto. Perché ad esempio non applicare la tecnologia LED per l’ammodernamento anche dell’illuminazione stradale di Oderzo? Negli ultimi tempi lo sviluppo tecnologico in questo ambito ha prodotto molte soluzioni efficienti ed innovative, che potrebbero portare grossi vantaggi sia per la viabilità cittadina, sia per l’economia della nostra città. Una migliore visibilità sulle strade nelle ore notturne e la riduzione dell’inquinamento luminoso possono benissimo coniugarsi con un considerevole risparmio energetico e con ulteriori vantaggi, come ci dimostra l’esempio di altri Comuni italiani all’avanguardia su queste tematiche.

Dunque crediamo che incoraggiare l’Amministrazione Comunale a proseguire per questa strada sia il modo migliore per valorizzare la buona scelta fatta in questo caso.

Nuova era o breve pausa?

Da e , 6 dicembre 2011 13:12

Come ormai tutti sanno il governo Berlusconi non c’è più, è finito il 12 novembre con le dimissioni del Cavaliere ed è stato sostituito da un esecutivo completamente nuovo. Che è successo? Ha vinto la sinistra? C’è stato un colpo di stato? La maggioranza che doveva essere “sempre più forte” è “improvvisamente” crollata, dobbiamo ancora capire se sotto i colpi dei mercati (comunisti?) o sotto la sua stessa insostenibile inconsistenza politica. Fatto sta che il nuovo governo Monti è ormai completo di tutti (o quasi) i suoi componenti, votato e sostenuto da una nuova maggioranza che non osa definirsi tale composta da PD, Terzo Polo e PDL.

Purtroppo, nonostante il nostro sia ufficialmente un sistema parlamentare, dubitiamo di vedere qualche cosa sorgere dalle Camere poiché apparentemente nessuno è pronto ad assumersi la responsabilità di qualunque cosa succeda.

In assenza, per il momento, di provvedimenti definitivi del governo, vogliamo esprimere qualche pensiero riguardo alla squadra. Le riserve non sono poche, soprattutto riguardo al passato (ed al presente) di molti ministri, legati strettamente agli ambienti della finanza e delle banche, quegli stessi ambienti che stanno all’origine della crisi attuale. Ma vogliamo essere fiduciosi e sorvolare su queste questioni.

Senza dubbio l’Italia ha guadagnato molto in dignità e credibilità internazionale: un premier serio e pacato e dei ministri che per la prima volta hanno esperienza nella materia del loro ministero sono un notevole punto di discontinuità con il passato.

Ma quello che davvero avremmo voluto da questo nuovo governo è la voglia, da parte di tutti, di mettersi in gioco, di dire finalmente : “la crisi c’è, ce ne assumiamo tutti la responsabilità ed il costo”, invece la soluzione è stata ancora una volta quella di delegare, di chiamare qualcuno da fuori che rimetta a posto le cose quel tanto che basta, costi quel che costi, per poi potergli affibbiare la colpa di tutti i sacrifici e ricominciare a far quel che si stava facendo prima. Sono i partiti ed i politici “di professione” che hanno deluso in tutto ciò: coloro che dovrebbero farsi carico dei problemi continuano a disfarsene sperando che qualcun altro li risolva per loro.

Ma questo è l’oggi, e non è detto che il domani debba somigliargli. Se da qualche parte c’è qualcuno pronto a farsi carico della prossima epoca (ammesso e non concesso che l’attuale sia finita) questo è il momento migliore di proporsi, di farsi avanti, di ricominciare a costruire.

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