Festa Nazionale della Liberazione 2012

Da , 26 marzo 2012 18:55

Anche quest’anno… èVENTICINQUE

I Giovani per Oderzo vi invitano alla 4a edizione del ciclo di eventi dedicato alla Festa Nazionale della Liberazione.

L’edizione 2012 s’intitola “Partigiani si diventa!” e vuole essere l’occasione per rilanciare anche a Oderzo la partecipazione all’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

Gli eventi si svolgeranno a Palazzo Moro, in via Garibaldi 14, ODERZO

 

venerdì 13 aprile – ore 20.30 – CONCERTO READING

La voce del bluesman Davide Drusian, la chitarra di Cocco Marinoni e la fisarmonica di Lele Marcon, ci accompagneranno, attraverso le letture e i brani musicali più suggestivi, in un viaggio evocativo che ci condurrà al periodo della Resistenza.

La serata sarà inaugurata dall’intervento di Umberto Lorenzoni, presidente provinciale dell’ANPI.

 

mercoledì 18 aprile – ore 20.30 – PROIEZIONE FILM

Sarà proiettato il film di montaggio FASCISTA (1974) realizzato da Nico Naldini, poeta, scrittore, cugino di Pier Paolo Pasolini.

Il regista, Nico Naldini, interverrà alla serata per presentarci il suo film.

Governo tecnico. E poi?

Da e , 5 marzo 2012 22:58

Nelle ultime settimane il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti ha ricevuto numerosi apprezzamenti dalla stampa estera e dalla maggioranza dei quotidiani nazionali. Il Time dello scorso 20 febbraio titolava sopra una sua foto “Può quest’uomo salvare l’Europa?”, mentre Monti nei suoi viaggi internazionali incassava costantemente il favore dei vari leader.

Il Presidente e i suoi ministri hanno effettivamente portato un cambiamento nello stile e nelle procedure della politica italiana. La reazione positiva dell’opinione pubblica di fronte a questo mette in luce, tuttavia, lo stato di crisi dei partiti italiani, ridotti ad associazioni autoreferenziali e totalmente spaesati di fronte al vuoto politico provocato dalle dimissioni di Berlusconi, prima, e dall’operato dei tecnici, poi. Questi hanno inoltre intercettato la voglia di cambiamento dei cittadini dando una risposta alla voglia di concretezza e sobrietà che i partiti non riuscivano più a fornire. Coerentemente con questo modo di fare, Monti ha dichiarato che l’esperienza politica dell’esecutivo si concluderà con il termine naturale della legislatura, il 2013. Cosa resterà alla fine di quest’esperienza? I partiti non potranno più ignorare le conquiste nel campo della credibilità, della pragmaticità e della trasparenza raggiunte in cento giorni dal governo tecnico.

Oggi le forze politiche non sembrano capaci di rispondere positivamente a queste sollecitazioni e non danno l’impressione di aver iniziato un percorso di rinnovamento e autocritica.

Da un lato il Pdl, in crisi di leadership, si chiede se cambiare nome ascoltando intanto il suo nuovo inno, composto personalmente dall’ex-premier. Dall’altro il Pd fatica ancora a trovare una sua identità, lacerato da contrasti interni che provocano una dispersione del consenso verso altri partiti più a sinistra. Entrambi dimostrano la difficoltà nell’affrontare il futuro corteggiando alcuni ministri dell’attuale esecutivo per un’eventuale candidatura a Premier.

Nonostante tutto siamo però convinti che la voglia di confronto, le idee, la politica nella sua più nobile accezione non siano concetti lontani dalla sensibilità degli italiani e che i partiti, se capaci di rinnovarsi profondamente, abbiano ancora la possibilità di svolgere la loro funzione di rappresentanza. Questo anno di governo tecnico costituisce quindi un’occasione unica e non più ripetibile perché le forze politiche cambino e ritrovino la sintonia persa con l’elettorato.

Il mistero dell’aula magna

Scuole medie Francesco Amalteo: la situazione è riprovevole. Sono ormai più di due anni che l’aula magna, sede di molte attività culturali, non solamente concernenti le scuole, è caduta in disuso a causa del crollo del tetto. Grazie alla sua posizione adiacente al centro cittadino e al suo grande spazio, permetteva svolgere numerose attività che è stato necessario dislocare altrove. Ma a vivere la scomodità di questa situazione sono, primi tra tutti, gli studenti dei due istituti lì situati: il Liceo classico e linguistico A. Scarpa e le scuole secondarie di primo grado F. Amalteo. Ragazzi e professori sono costretti a chiedere ospitalità ad altre scuole per poter svolgere con regolarità le loro attività, o a rinunciare a conferenze, assemblee d’istituto, mostre e molto altro per l’inagibilità di quest’aula che riusciva ad ospitarli tutti assieme.

Quindi, vista l’importanza di questa struttura, ci chiediamo: perché nessuno è ancora intervenuto? Sembrerebbe che i progetti per l’inizio dei lavori di ristrutturazione ci siano. Infatti tra le varie attività dell’assessorato all’urbanistica del comune, come annunciato nel numero 16 di novembre 2010 della rivista “Qui” di Oderzo, è prevista la “ristrutturazione antisismica dell’aula magna, […] al fine di consentirne l’utilizzo autonomo rispetto alla scuola, al servizio della collettività.” È stato inoltre esposto un cartellone all’ingresso dell’area, il quale illustra il progetto edilizio, ma non presenta alcuna informazione relativa alla data d’inizio dei lavori. E sono già passati due anni!

Una buona notizia riguarda il progetto d’intervento stesso. I consiglieri comunali discutendo sull’opera di ristrutturazione (durante la seduta del 14 giugno 2010!), avevano proposto e approvato una mozione per promuovere l’applicazione di energie rinnovabili agli edifici pubblici. Tra gli stabili citati come possibili “ospiti” di pannelli fotovoltaici c’era anche l’aula magna delle scuole F. Amalteo, sulla scia dell’intervento realizzato alle scuole primarie Parise.

Riteniamo che fornire edifici scolastici adeguati per lo svolgimento delle quotidiane attività didattiche debba essere un obiettivo fondamentale da perseguire per l’amministrazione comunale e, dato che i progetti sono già stati approvati e che il consiglio comunale ha dimostrato interesse per l’area in questione, ci auguriamo che i lavori inizino quanto prima per riportare al più presto la situazione alla normalità.

Prossima fermata, Pedibus!

Già da qualche anno in tutta Italia, ed anche in provincia di Treviso, assistiamo all’evoluzione di un progetto innovativo che ci sentiamo di sostenere pienamente: stiamo parlando del Pedibus!

Come si intuisce dal nome, si tratta di un bus che va a piedi, dove una fila di bambini delle elementari, i passeggeri, camminano per andare e tornare da scuola guidati da due adulti, un ”autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila. Si tratta di un servizio gratuito, retto dai volontari accompagnatori, spesso genitori o nonni degli alunni che ne usufruiscono, che, turnandosi, si impegnano a garantire il passaggio del Pedibus.

È come un vero e proprio mezzo di trasporto “di linea”, con tratte, fermate ed orari prestabiliti. I bambini sono muniti di pettorina catarifrangente e di una mantellina impermeabile in caso di maltempo.

Si tratta di un progetto di grande impatto educativo, che mira a rendere gli alunni più autonomi nei loro spostamenti, stimolarli alla mobilità sostenibile e incentivarli a seguire stili di vita più sani. Dal punto di vista della salute, percorrere a piedi il tragitto da casa a scuola migliora la coordinazione del bambino e, stimolandolo al movimento, contribuisce a ridurre il rischio di obesità. Favorisce inoltre le relazioni, sia tra i bambini di età diverse che tra genitori. Per tutta la città, meno macchine significa maggior vivibilità, meno pericolo, aria più pulita.

Il pedibus circola regolarmente in molti comuni della provincia. Alcuni di questi, tra cui Motta di Livenza e Fontanelle per citare i più vicini a noi, hanno aderito al progetto dell’associazione Pedibus di Treviso (per informazioni, www.pedibustreviso.org e www.piedibus.it).

Abbiamo saputo in questi giorni che qualcosa si sta muovendo anche qui a Oderzo. Speriamo davvero che i lavori per la nascita del Pedibus opitergino procedano per il meglio e si possano concretizzare al più presto. Confidiamo che la cosa possa trovare l’entusiasmo di tanti volontari e di tutti gli adulti coinvolti. Su quello dei bambini, potremmo metterci una mano sul fuoco!

Sfigati, precari e bamboccioni. I giovani visti da chi li ha dimenticati

Da e , 5 marzo 2012 22:53

Nell’ultimo mese alcuni esponenti del Governo hanno usato discutibili affermazioni per fotografare l’attuale condizione giovanile in Italia. Riproponiamo qui le loro affermazioni permettendoci di sottolineare alcune sfumature e aggiungere il nostro punto di vista.

“Sfigato chi non si laurea prima dei 28 anni” questa l’infelice uscita del viceministro del Lavoro Michel Martone. L’analisi brillante di un iper-raccomandato, non tiene conto dei motivi per cui un giovane italiano si può trovare in questa condizione. Nel terzo paese in Europa con le tasse universitarie più alte, in media 1100 euro all’anno, più del 40% degli studenti sono costretti a lavorare per mantenere i propri studi. Alle tasse vanno sommate le spese per l’alloggio (o per il trasporto nel caso dei pendolari) oltre al costo dei libri e del cibo. Le borse di studio non sono sufficienti a coprire questi costi e, visti i tagli al Diritto allo Studio sempre maggiori, saranno in diminuzione. Ecco che gli studenti che non hanno alle spalle una famiglia con qualche risparmio non hanno altra alternativa se non quella di trovarsi un lavoro sottraendo del tempo allo studio e prolungando la propria permanenza nelle università oltre i 28 anni.

“Il posto fisso è monotono” l’uscita del nostro presidente del consiglio Mario Monti. Purtroppo, il 30% dei giovani italiani non conosce questa monotonia visto che non ha nemmeno un posto di lavoro. Quasi la metà di chi lavora è precario ma sicuramente preferirebbe affrontare la monotonia di un posto fisso che offre, tramite un reddito costante, la possibilità di fare programmi a lungo termine.

I giovani vogliono “il posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà” sostiene il Ministro Anna Maria Cancellieri. Una recente ricerca di Datagiovani smentisce il ministro rivelando che solo il 14% cerca lavoro sotto casa, mentre ben il 23% è pronto a muoversi: il 15% in tutto il Paese e l’8% (quasi 85.000 giovani) sarebbero pronti ad emigrare per lavorare. Se è vero che i giovani fanno fatica a staccarsi dalla propria famiglia è dato dal fatto che, come afferma la stessa Banca d’Italia, nel nostro Paese l’unico ammortizzatore sociale funzionante è proprio la famiglia. Senza un posto fisso allontanarsene è un grosso rischio.

Sembra proprio che saremo destinati a vivere peggio dei nostri genitori. Ma allora perché tutti continuano a scagliarsi contro di noi? Ecco la spiegazione di Ilvo Diamanti, che, pur appartenendo alla generazione di chi accusa, azzarda un mea culpa chiarificatore: “Se il mercato del lavoro è chiuso, il debito pubblico devastante, il sistema pensionistico in fallimento, il futuro dei giovani un buco nero, non è per colpa loro, ma delle generazioni precedenti […]. Forse è per questo che ce la prendiamo tanto con i giovani. Per dimenticare e far dimenticare che è colpa nostra.”

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