Raccolta fondi locale per i terremotati dell’Emilia

Da , 18 giugno 2012 10:45

Un aiuto concreto e mirato per aiutare i terremotati dell’Emilia.

I soldi raccolti verranno consegnati direttamente alla delegazione del Comune di Sant’Agostino che sarà presente ad Oderzo nei prossimi giorni.

Nei negozi del Centro Storico di Oderzo sono già presenti delle cassette per raccogliere le vostre offerte!

Link agli eventi su Facebook:

Tra la via Emilia e il Nord Est: https://www.facebook.com/events/385281938201326/

Muoviamo la musica: https://www.facebook.com/events/312046272213081

Fosar underground festival: https://www.facebook.com/events/433695013317013

La place des artistes: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=391702924198985&set=a.391700974199180.80549.100000778422641&type=3&theater

Sede libera tutti!

Dateci un punto di appoggio e solleveremo il mondo. O almeno faremo la nostra parte.

Si è da poco conclusa la bellissima esperienza della Piazza del Baratto. La grande risposta che c’è stata è indice che la cittadinanza è sensibile a queste tematiche e ha voglia di partecipare ad eventi di questo tenore. Per fortuna che c’è qualcuno che li organizza! E questa volta l’organizzazione è stata eccezionale perché, grazie allo stimolo della nostra amica Marzia Val (cane sciolto al servizio della comunità, come ama definirsi lei), è stata avviata una progettazione condivisa che ha visto riunire attorno allo stesso tavolo i rappresentanti di numerose associazioni opitergine. Il rispetto per il Bene Comune, un diverso concetto di economia e la propensione ad attività sociali e culturali ha unito i Giovani per Oderzo a Cerchio Aperto, GAS, Spazio Zero, Pace e Sviluppo e KantiereMisto.

Ci conoscevamo già, per interessi affini e per aver già portato avanti iniziative comuni come la campagna per il referendum del giugno 2011.

La maggior parte di noi è unita anche da un’altra caratteristica comune: non avere una sede fissa.

A più riprese abbiamo esposto il nostro disagio e chiesto all’Amministrazione comunale di trovare un luogo dove poterci riunire e poter archiviare il nostro materiale, ma ci è sempre stato risposto che gli spazi a disposizione del comune sono esauriti. Mercoledì 30 maggio alcuni rappresentanti delle associazioni hanno avuto un colloquio con il Sindaco e protocollato una richiesta scritta. Ci è stata confermata l’assenza di spazi comunali e ci è stato promesso l’interessamento qualora si dovesse liberare qualcosa.

Nel frattempo rimaniamo quindi nella serie B delle associazione opitergine, quelle che non hanno una sede.

Siamo attivi da diversi anni nel territorio e pensiamo che sia chiaro che le attività a cui dedichiamo il nostro tempo non sono organizzate per svago o per diletto personale ma hanno lo scopo di trasmettere dei valori e di arricchire culturalmente la comunità. Siamo al servizio dei cittadini anche noi, come molte altre associazioni più fortunate a cui, chiariamo, non vogliamo rubare nessuno spazio.

Nell’ottica della condivisione e della gestione razionale degli spazi comunali, non abbiamo mai preteso una sede ad uso esclusivo. Sarebbe uno spreco assegnare una stanza ad una sola associazione che difficilmente la frequenterebbe a tempo pieno. Avere a disposizione un luogo da gestire in comune significherebbe inoltre incontrarsi più spesso e da questi incontri, unendo le forze, generare iniziative potenzialmente più strutturate a tutto vantaggio della comunità opitergina. Dateci una sede e solleveremo Oderzo.

Amministrative 2012: un Grillo da paura?

Le elezioni amministrative tenutesi recentemente in molti Comuni italiani sono state caratterizzate da due elementi che tutti gli analisti politici hanno sottolineato: l’altissimo grado di astensionismo e il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle. Se l’astensionismo era un fenomeno annunciato e prevedibile vista l’attuale situazione politica dominata dal malcontento e dalla sfiducia nei confronti dei partiti, i notevoli risultati conseguiti dal movimento creato da Beppe Grillo sono stati in buona parte inattesi, soprattutto la vittoria a Parma.

Perché questo risultato? Molti hanno liquidato questo successo considerandolo come il semplice frutto di un voto di protesta. Riteniamo invece che un simile risultato nasconda ragioni più profonde che originano dal vuoto di contenuti politici lasciato dai partiti storici. L’assenza di credibilità, l’incapacità di rinnovare la classe dirigente, la scarsa determinazione nell’affrontare i problemi del Paese e la distanza, che pare incolmabile, tra eletti ed elettori hanno spinto molti a sostenere un Movimento che dà voce e spazio a gente comune.

Grillo è e rimane un personaggio controverso, spesso populista e inopportuno nei toni che usa, ma non si possono attribuire questi difetti anche a chi ha sostenuto il Movimento Cinque Stelle. I partiti sembrano non aver colto questo aspetto, minimizzando e ridicolizzando il segnale lanciato dagli elettori. Dispiace inoltre che, di fronte al grandissimo numero di italiani che hanno scelto di non votare per esprimere il proprio disagio, anche politici responsabili come Bersani abbiano esultato per una vittoria poco convincente, confermando l’incapacità di fare un’autocritica seria, che tanto potrebbe giovare al Partito Democratico.

La via d’uscita da questa situazione dovrebbe darla infatti proprio la politica, che dovrebbe interrogarsi su sé stessa per recuperare la credibilità e il ruolo di rappresentanza democratica dei cittadini del Paese. Grillo e il suo movimento nascono come reazione all’inadeguatezza della politica attuale e non hanno le caratteristiche e la lungimiranza di un progetto a lungo termine, proprio per questo urge sempre più un cambio di rotta radicale, deciso e convinto da parte di chi guida questo Paese da trent’anni.

A proposito di inquinamento luminoso!

Da e , 4 giugno 2012 19:49

In questo articolo vogliamo portare nuovamente l’attenzione del lettore sul risparmio energetico. Un tema che abbiamo già affrontato in passato, ma che desideriamo approfondire dal punto di vista dell’illuminazione pubblica: i cari vecchi lampioni, certo, ma non solo quelli!

Nell’ambito di un Comune la buona gestione dei consumi dell’energia elettrica può portare a cospicui vantaggi, sia in termini di denaro che di qualità e sicurezza della vita dei cittadini.

La Legge Regionale del Veneto n° 17 del 2009 stabilisce una serie di regole (e relative sanzioni) che devono essere rispettate in materia di riduzione dell’inquinamento luminoso; in questo i comuni svolgono un ruolo centrale. Questi devono infatti realizzare un piano organico per l’installazione di nuovi impianti di illuminazione e per la modifica di quelli esistenti, in modo tale che tutti rispondano a determinati criteri di efficienza energetica, limitazione dell’inquinamento luminoso ed efficienza nell’illuminazione sicura delle strade ( http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/inquinamento-luminoso o http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/inquinamento-luminoso/cosa-dice-la-normativa
).

Inoltre, l’Amministrazione di un Comune capace di individuare le opportunità presenti nel proprio territorio, può spingersi oltre quelli che sono gli obblighi imposti dalla Regione, cercando di trovare soluzioni ancor più adatte per risolvere i problemi rilevati. Come abbiamo già scritto in passato, al giorno d’oggi sono a disposizione tecnologie come le luci a LED o sistemi di gestione intelligente dell’illuminazione pubblica, che permetterebbero di ottenere grossi risparmi sia di denaro che di energia e migliorare al tempo stesso l’efficienza degli impianti. Tutto ciò può avvenire senza dover gravare sul bilancio cittadino con grossi investimenti poiché non sono poche le aziende che offrono di pagare, ad esempio, la sostituzione delle luminarie pubbliche, con i soldi che si risparmiano negli anni rispetto alla spesa che si dovrebbe sostenere utilizzando delle luminarie vecchie.

Quello che chiediamo dunque alla nostra Amministrazione comunale è conoscere quali interventi siano già stati attuati o quali siano in programma, in questo ambito, per Oderzo. Agendo in modo mirato ed efficace si potrebbero consegnare agli opitergini strade più sicure, risorse da impiegare in altre utili attività e magari, perché no, delle notti con meno luci di lampioni ed un po’ più di stelle.

Vent’anni di antimafia dopo Falcone e Borsellino

Da e , 4 giugno 2012 19:37

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati due magistrati che all’interno del pool antimafia di Palermo contribuirono all’istruzione del Maxiprocesso, che con i suoi 400 imputati fu una prima grande risposta dello Stato nei confronti di Cosa Nostra. Continuarono poi a contrastare i fenomeni mafiosi fino ai due attentati che nel 1992 li uccisero, assieme a Francesca Morvillo e le loro scorte. Con quest’articolo cerchiamo di riflettere su cosa è cambiato nella lotta alla Mafia in questi vent’anni.

Innanzitutto lo Stato ha organizzato una reazione più dura contro le mafie. Nel 1992 fu introdotto il “carcere duro”, subito dopo la strage di Capaci, e pene a chi ostacolava l’esercizio del voto libero (contro il fenomeno dell’acquisto del voto da parte dei mafiosi). Furono istituite anche la Direzione Investigativa Antimafia, con compiti investigativi specializzati alla lotta alle mafie, e la Direzione Nazionale Antimafia, che coordina le indagini a livello nazionale. Falcone stesso fu ispiratore e promotore della creazione di questi organi durante il suo incarico al Ministero di Grazia e Giustizia.

Anche la società ha cercato di rispondere alla violenza di questi assassinii. Nel 1995 nasce Libera, associazione di volontariato fondata da Don Luigi Ciotti, e nel 1996 grazie a un milione di firme, fu per la prima volta possibile ottenere in gestione per uso sociale i beni confiscati alla mafia. Nel 2004 nasce il movimento Addiopizzo, altro importante fenomeno antimafia che vede protagonisti i cittadini della città di Palermo, invitati a non cedere alle pressioni per il pagamento del pizzo.

Tuttavia, anche se le mafie sono state colpite con arresti e confische, negli ultimi vent’anni hanno visto aumentare il proprio potere economico, soprattutto grazie alle attività legate al narcotraffico. Ciò ha consentito una maggiore infiltrazione in appalti, tangenti e di mantenere un saldo rapporto con politici corrotti. Le organizzazioni mafiose hanno poi superato la “linea gotica”, penetrando il Nord Italia.

La mafia, come disse Falcone, è un fenomeno umano, ha un principio, una sua evoluzione, e avrà quindi anche una fine. È importante non smettere di arrabbiarsi e indignarsi di fronte al crimine e alla corruzione, così come è importante ricordare, leggere, informarsi per cercare di cambiare quello che in vent’anni è rimasto immutato.

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