ioSegnalOderzo: le segnalazioni in Comune

Da , 15 febbraio 2013 10:37

Ieri abbiamo portato all’attenzione del Sindaco e degli uffici competenti le segnalazioni finora presentate a ioSegnalOderzo
Ecco la richiesta protocollata:
segnalazionigennaio

Operazione: Monticano pulito!

Da , 14 febbraio 2013 15:01

PuliziaMonticano

Non è un paese per pendolari

Treni

Foto di Leandro Abarth Schizzi

Incuria, degrado e desolazione: il biglietto da visita della stazione dei treni di Oderzo lascia alquanto a desiderare. Lo stabile, per il quale la trattativa d’affitto è ferma da anni a causa dall’esosa cifra chiesta da Trenitalia, continua a rimanere inutilizzato. I problemi non si fermano qua. Già l’obliterare il biglietto diventa impossibile poiché le macchinette preposte non funzionano e quindi si è costretti a cercare il controllore o convalidarlo da sé. Per i pendolari le cose si fanno ancora più complesse. Il bar La Piramide non emette più gli abbonamenti ferroviari. Ciò significa rivolgersi alla vicina agenzia di viaggi pagando una commissione che si aggira sui 4€. A questa cifra va a sommarsi l’aumento degli abbonamenti. Trenitalia, però, ha comunicato l’intenzione d’installare una macchinetta per l’emissione di biglietti self-service entro l’anno appena iniziato. Ci chiediamo dove essa troverà spazio, vista la condizione odierna della stazione, e inoltre ci auguriamo che la sua installazione venga effettuata davvero in breve tempo a patto che sia preservata dagli atti vandalici.

Dobbiamo altresì segnalare che negli ultimi mesi, nella tratta Portogruaro-Treviso, si sono intensificati i ritardi e le soppressioni con motivazioni non sempre accettabili. Questa incertezza fa preferire l’utilizzo del trasporto su gomma.

Una nota positiva poteva arrivare dalla proposta di potenziare la linea raddoppiando i binari, prevista per il 2014. Tuttavia il nostro sindaco ha dato parere negativo in quanto questo progetto avrebbe riguardato solo il trasporto di merci e non di passeggeri e che il nostro territorio ne avrebbe risentito. Ma siamo certi che una volta costruita non possa servire anche per il trasporto pubblico migliorando così le attuali condizioni? Infatti se il raddoppio dei binari fosse destinato al transito dei treni merci ciò potrebbe significare maggiori possibilità per i pendolari del domani, perché l’impiego dei binari rimasti avrebbe modo di essere dedicato unicamente al trasporto pubblico.

Comunque i disagi registrati dall’utenza opitergina si ritrovano in tutta la penisola e purtroppo le persone che scelgono il treno come mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro o di studio sono le più colpite. Quindi, visti gli aumenti di biglietti e abbonamenti, ci aspettiamo un miglioramento qualitativo del servizio e una maggiore attenzione da parte delle singole regioni per le politiche di trasporto perché pensiamo che sia giusto da parte dei cittadini pretendere un servizio adeguato su cui si possa contare quotidianamente.

Il 24 e 25 febbraio tutti a votare!

Da e , 5 febbraio 2013 13:29

Vota AntonioIn un clima di crisi economica e di sfiducia, il 24 e il 25 di questo mese il Paese è chiamato alle urne per le elezioni politiche. La legge elettorale è la stessa “porcata” (per definizione del suo stesso autore) varata nel 2005. Evidentemente 7 anni non sono bastati a rimediare a questo scempio. Non potremo quindi indicare la preferenza per nessun candidato parlamentare, ma semplicemente votare una lista con i nomi già decisi dai partiti. Vediamo dunque quali sono le principali forze in campo.

Il premier uscente, il Prof. Monti, ha deciso di “salire” in politica, primo fra i Presidenti del Consiglio “tecnici” a scegliere la strada della candidatura. Ciampi e Dini non l’avevano fatto, mantenendo fede alla loro posizione di terzietà. In suo appoggio si sono schierati Fini e Casini, di certo volti anche troppo noti sulla scena, per un polo “centrista” che ambisce a rinnovare la politica italiana. Non candidato in prima persona, ma attivo nel sostegno al Professore con la sua Italia Futura, si schiera anche Luca Cordero di Montezemolo.

Il centrodestra si presenta con la formazione tipo Pdl-Lega, alleanza che ha segnato, sotto sigle diverse, gli ultimi 18 anni di storia italiana. Il premier indicato pare essere Alfano. Il Carroccio dopo gli scandali ha esibito le pulizie casalinghe con tanto di esposizione di scope e ramazze, ma di fronte all’opportunità di avere Maroni presidente della Lombardia ha ceduto alle lusinghe del Cavaliere. Sul leader del Pdl ormai diventa difficile esprimersi. Aveva abbondonato la scena, dopo c’ha ripensato. Ha aperto ad una coalizione dei “moderati” guidata da Monti, per poi dipingerlo come la rovina d’Italia e attaccarlo quotidianamente. L’ultima boutade di Berlusconi sono le liste pulite, introdotte cercando di recuperare il terreno perso nei confronti del PD, che hanno letteralmente gettato il partito nello scompiglio.

Il centrosinistra si presenta con Pd e Sel. Il candidato premier, scelto con le primarie, è Bersani. I sondaggi danno la coalizione in testa, ma c’è l’incognita del Senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale. Nonostante i tempi stretti le primarie hanno visto un’alta partecipazione, segno di un bisogno diffuso nella popolazione di poter scegliere i propri candidati. Anche se questo esercizio di democrazia è stato parzialmente vanificato dall’imposizione di alcuni nomi celebri nelle liste, è importante notare che non è stato necessario stravolgere l’organizzazione del partito per poter escludere dalle liste elettorali gli “impresentabili”.

In una posizione terza si pone il Movimento 5 Stelle, rappresentato da Grillo e che punta a spazzare via la vecchia classe politica. Ma tra epurazioni interne, aperture agli ambienti dell’estrema destra e proposte di eliminazione dei sindacati (salvo qualche eccezione), la confusione sembra essere tanta. Anche se un punto fermo si può riscontrare ed è il populismo, ben espresso dalla volontà di eliminare i corpi intermedi (partiti e sindacati appunto) tra il cittadino e le istituzioni.

Non poteva mancare, infine, un movimento che si propone in aperta polemica con gli schieramenti tradizionali ma che in realtà raccoglie in un unico calderone tutti i simboli che non sono riusciti ad avere una rappresentanza parlamentare nell’ultima legislazione. In questa tornata elettorale il privilegio spetta a “Rivoluzione Civile”, guidata dal magistrato Antonio Ingroia.

Il quadro non è dei migliori, ma noi Giovani per Oderzo auspichiamo un’alta affluenza alle urne, dalle quali possa scaturire una maggioranza solida e riformista, nel segno di un cambiamento incentrato sulla crescita e sull’equità sociale.

Elezioni 2013: un dibattito fuori dai partiti

Associazioni e politicaIl 24 febbraio saremo chiamati a votare. La campagna elettorale è entrata da tempo nel vivo, occupando buona parte degli spazi informativi nazionali: una campagna accesa e combattuta, ma che vede molte tematiche importanti lasciate ai margini del dibattito in favore dei consueti personalismi. Quest’anno però, forse più che in passato, la società civile ha dimostrato grande fermento, promuovendo numerose iniziative per affermare come l’interesse degli italiani vada ben oltre le dinamiche interne dei partiti, i “giochi” delle alleanze e le nomine in lista. La cultura come volano per il rilancio del Paese, per esempio, è al centro dell’appello di Ripartire dalla cultura, che vede tra i primi firmatari Tullio De Mauro, Tomaso Montanari, Luciano Canfora, Giuliano Montaldo e Salvatore Settis: investire nella scuola, nella ricerca e nella conoscenza come valorizzazione delle competenze, promuovere la produzione creativa e modernizzare la gestione dei beni culturali sono solo alcuni punti che promotori e firmatari propongono per una futura agenda di governo, con la convinzione che la cultura non sia un costo da tagliare ma un investimento irrinunciabile. Il Fondo Ambientale Italiano ha lanciato le primarie della cultura per fare in modo che temi come la tutela del paesaggio e dei beni culturali vengano posti in primo piano nelle decisioni politiche, dando ai cittadini la possibilità di votare e scegliere gli obiettivi prioritari da sottoporre al futuro governo. M’illumino di meno, l’ormai consueto invito annuale di Radio2 a un simbolico “silenzio energetico”, ha colto l’occasione della coincidenza con le elezioni per una campagna di sensibilizzazione sui temi della razionalizzazione dei consumi energetici, della produzione di energia pulita, della riduzione dei rifiuti e della mobilità sostenibile.
Questi sono solo tre esempi, ma l’elenco potrebbe continuare. Ciò che emerge da queste iniziative è come la società civile italiana abbia un grande potenziale di energie e di idee che non trova un terreno fertile all’interno dei partiti. La cittadinanza attiva cerca così nuovi spazi per esprimersi e farsi sentire, rinunciando a portare le proprie idee direttamente all’interno dei partiti, interlocutori ritenuti ormai poco affidabili, ma stimolata dalle loro carenze programmatiche. Il segnale lanciato alla politica è forte: questa volta non le sarà concesso di disattendere i buoni propositi né tanto meno di concentrarsi solo a raccogliere voti a scapito di idee e programmi.
Queste iniziative dimostrano come in Italia esista ancora una coscienza civile vitale e propositiva ma ci ricorda anche che esiste una politica che per troppo tempo ha ignorato le sue richieste e le ha poste ai margini dei  propri dibattiti.

Voto inadatto, voto scomodo, un voto che non conta

Studenti Erasmus non possono votare

Da più di vent’anni lo studente universitario ha la possibilità di fare un’esperienza all’estero con il programma Erasmus. Alla partenza gli viene consegnato la Carta dello Studente dove vengono elencati i suoi diritti e doveri. Peccato che non includa la possibilità di partecipare al voto senza dover ritornare in patria. Solo recentemente, grazie all’intervento della Commissione Europea, questo problema è stato sottolineato chiedendo allo Stato Italiano d’intervenire concretamente. Purtroppo la discussione parlamentare non è riuscita a trovare una soluzione soddisfacente. La loro motivazione è che gli ostacoli sono rappresentati dal poco tempo a disposizione e dall’effettiva organizzazione delle operazioni di voto. Inoltre, la questione sarebbe da allargare a tutti quegli studenti che stanno vivendo un periodo temporaneo all’estero.
Sin da piccoli, però, ci insegnano che il voto è un privilegio che ci spetta e questa scelta del governo ci sembra incostituzionale dal momento che delle soluzioni concrete ci sarebbero. Ad esempio fargli usufruire del voto per corrispondenza già attivo per le nostre forze armate impegnate in missioni all’estero e a professori e ricercatori universitari.
L’unico incentivo proposto allo studente, che desideri votare, è lo sconto attuato dalla compagnia di volo Alitalia. Tuttavia questa azienda non opera capillarmente in tutte le città d’Europa, non è un’alternativa low cost e questa promozione è limitata a coloro che partecipano al programma Erasmus.
Anche per gli studenti fuori sede del territorio italiano, votare diventa una difficoltà: per loro il solo espediente è quello di usufruire dello sconto sui biglietti emessi da Trenitalia.
Francamente non comprendiamo perché il nostro Governo non si sia posto questo problema anni fa visto che buona parte degli studenti non risiede vicino alla propria sezione elettorale. Sembra quasi che l’opinione espressa da questi studenti possa risultare scomoda e superficiale.

GiraMonticano: il video

Da , 2 febbraio 2013 14:35


Un video di Massimo Cappellotto per l’iniziativa “No GiraMonticano”
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