…e leggere ancora… al mercatino dell’antiquariato di Portobuffolè

Da , 8 luglio 2013 18:19

leggereporto

 

…e leggere ancora… l’appuntamento con lo scambio libri gratuito in una straordinaria edizione estiva/itinerante!
La seconda tappa ci porta a Portobuffolè, per il mercatino dell’antiquariato!

Vi daremo maggiori dettagli sulla nostra collocazione nei prossimi giorni!

Porta i libri che vuoi condividere, con le idee e le storie che vuoi far conoscere!
Scegli tra i libri esposti la tua prossima lettura…

E’ tempo di letture estive quindi…. dona un libro e fatti un regalo!

Musica e nuvole

OLYMPUS DIGITAL CAMERAE se il sole tornasse a spazzare via le nuvole della tristezza concedendoci un’altra giornata di festa?
Amarezza, sconforto e delusione. Con i vestiti ancora bagnati dalla pioggia, smontare tutte le strutture osservando il parco vuoto nel momento in cui dovrebbe essere stato pieno di gente in festa ti lascia quantomeno perplesso. Ma poi pensi ai sorrisi della gente che ti hanno circondato durante tutto il pomeriggio, prima del temporale, e capisci che fino a quel momento il progetto si stava realizzando: lo spirito di condivisione alimentava un meraviglioso clima di festa. Allora realizzi che una turbolenza improvvisa può rovinare un programma ma non può danneggiare l’energia positiva che l’evento aveva scaturito fino a quel momento.
Noi per primi ci siamo presi questo impegno (non indifferente per un’associazione piccola come la nostra) ma molte altre persone hanno creduto alla nostra iniziativa e hanno contribuito alla sua realizzazione.
Senza il sostegno di chi ha acquistato le quote del festival non avremmo potuto permetterci un evento di questo tipo.
Senza la partecipazione attiva delle numerose associazioni aderenti non sarebbe stato possibile creare il clima positivo che ha caratterizzato la giornata.
Alzi lo sguardo dalle scarpe sporche di fango e ti rendi conto che non sei solo. Allora pensi che vale la pena ritentare. Lo sforzo organizzativo non è indifferente e il rischio di non rientrare dei costi è sempre presente ma se, avvolto nel grigio, pensi che quei sorrisi si potrebbero moltiplicare la prospettiva cambia colore.
Uno dei messaggi che il Festival del Bene Comune vuole veicolare è che nei momenti di difficoltà si deve rischiare di più. Per affermare i valori in cui crediamo. Per ripartire mettendo al centro le cose più importanti. Insieme si può. Per questo abbiamo deciso di riprovarci, il 14 settembre. Noi ci siamo. E voi?

Non è più una Marca per sceriffi

Da e , 8 luglio 2013 17:41

img_1Un mese fa la città di Treviso salutava l’elezione di un nuovo sindaco: Giovanni Manildo, proveniente dalle file del PD e vittorioso nei confronti del più leghista dei candidati possibili, Giancarlo Gentilini, letteralmente travolto dal successo del centro-sinistra. Il tonfo leghista si è sentito lontano e la sconfitta dello “sceriffo” ha risvegliato gli entusiasmi di un’intera provincia, costretta da anni a sopportare l’imbarazzante presenza dello scomodo ex sindaco ed ex pro-sindaco del capoluogo.
Il risultato non sarà stato inaspettato per chi da tempo dava la Lega Nord per defunta: appena uscita da un pessimo risultato elettorale e confinata a silenziosa opposizione, vincitrice in Lombardia con l’obiettivo di creare la sedicente “macroregione del nord” di cui però già non si parla più e guidata da un segretario, Maroni, che nell’ambizione di rinnovare l’immagine e la classe dirigente ha finito per far precipitare ciò che restava del partito in un vortice di bieche epurazioni e tradimenti di identità (portare il popolo di Pontida, tutto fango ed elmetti cornuti, al Lingotto di Torino è stato forse l’azzardo più grande), la Lega non poteva certo far sperare in grandi risultati.
Eppure Gentilini era convinto di vincere con la sua solita, ignorante, arroganza, con la presunzione di chi crede che nell’Italia del 2013 ci sia ancora molta gente disposta a votare un sindaco alla soglia degli 84 anni, ebbro del suo ego al punto da considerare Treviso una sua proprietà dove instaurare il suo personale “ventennio”.
La sua retorica xenofoba, maschilista e conservatrice, fatta di parole nauseanti ancora intrise di fascismo e autarchia, è stata finalmente consegnata al passato con uno scatto di orgoglio che da tempo ci aspettavamo dai cittadini trevigiani.
Il futuro del trevigiano non lo conosciamo e possiamo solo proiettarvi speranze e aspettative per troppo tempo messe da parte e che solo ora vedono quanto meno la possibilità di concretizzarsi: ora sta al nuovo sindaco Manildo dimostrare quanto questo cambiamento fosse necessario per la città.  Il passato invece lo conosciamo bene e dovremo lavorare molto per levarci di dosso la nomea che ci ha consegnato a livello nazionale e internazionale. Ora però possiamo finalmente dire che questa non è più una Marca per sceriffi.

M5S tra dissenso interno ed elettori delusi

Img_3Ora che il cosiddetto “effetto novità” sta svanendo più velocemente di quanto Grillo potesse forse immaginare, anche il Movimento 5 Stelle si trova pian piano ad affrontare le proprie debolezze. Anche se è passato solo qualche mese dall’ exploit alle politiche, gli elettori non hanno scordato le promesse di rinnovamento totale ed ora pretendono fatti concreti.
Il M5S inizia presto ad arrancare di fronte alle critiche che gli vengono mosse ed evidentemente non si tratta solo di una rappresentazione errata creata ad arte dai giornali, additati spesso come un nemico.  Le difficoltà nella gestione del Movimento, dei suoi parlamentari e del progetto politico che cercano di portare avanti è sotto gli occhi di tutti. Uno dei meriti che questa nuova formazione politica ha avuto è stato quello di attrarre molti cittadini stanchi di vedere sulla scena politica le “solite facce note”. Ma è difficile ora spiegare a quegli stessi elettori che la democrazia diretta, dal basso, di cui si era tanto parlato, deve ora ridursi a delle votazioni su internet a cui partecipano pochissime decine di migliaia di persone, tra l’altro con modalità discutibili. Inoltre Grillo, che dovrebbe essere solo il portavoce del Movimento, ha un potere decisionale evidentemente rilevantissimo su questioni di vitale importanza per il Paese. L’articolo 67 della Costituzione stabilisce che ogni membro del Parlamento esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato, proprio al fine di garantire che possa decidere, in propria coscienza, per il bene del Paese. Dunque perchè tale rigore nei confronti dei propri rappresentanti in Parlamento, tanto da arrivare all’espulsione, quando questi non si attengono alla linea stabilita?
Forse nuove circostanze potrebbero suggerire un adattamento della strategia. In molti si chiederanno quanti dei propri obiettivi sarebbe riuscito a realizzare il M5S, se avesse accettato, anche con le dovute cautele, di partecipare in una qualsiasi forma ad un governo con la coalizione di centro-sinistra.
Invece ora la linea è quella dell’opposizione, sempre e comunque. Ma una volta che si è dichiarato di voler “mandare a casa tutti”, la gente si chiede cosa verrà dopo. Cosa si dovrebbe sostituire a tutto questo. E il M5S ci sembra stia dando, con le discussioni delle ultime settimane, una prospettiva per nulla chiara e priva di contraddizioni.

La voce di un popolo

Da e , 8 luglio 2013 17:39

Img_4È ormai da più di un mese che in Turchia si respira un clima d’instabilità politica e sociale.
Una semplice protesta contro l’abbattimento degli alberi di Gezi Park a Istanbul iniziata il 28 maggio, si è trasformata in una rivolta di massa contro il governo i cui protagonisti sono sia la cittadinanza che i partiti schierati all’opposizione e i sindacati.
Con il pretesto di questa insurrezione si è portato alla luce la mancanza di vari diritti fondamentali in primis la democrazia e la libertà. Inoltre risulta difficile per la stampa e la televisione locale riportare obbiettivamente i fatti che stanno sconvolgendo la nazione in quanto rischiano di essere sanzionati se fanno trapelare la realtà dei fatti.
Sebbene gli scontri abbiano provocato, a causa dell’utilizzo dei lacrimogeni e la violenza delle forze dell’ordine, molti feriti e alcuni morti, i turchi hanno avuto la forza di attivarsi in una protesta silenziosa e l’”Uomo in piedi”è diventato il simbolo della contestazione pacifica.
Il governo sembra sordo alle richieste del popolo e anzi è convinto di agire nel giusto opponendosi con violenza ai manifestanti. Nemmeno gli appelli provenienti dalle autorità estere sembrano aver sortito alcun effetto.
E l’Italia come si è posta di fronte a questa situazione?
Il nostro paese si è limitato a descrivere il ruolo della Turchi nel contesto europeo, sottolineando l’importanza della democrazia e di fatto non esprimendosi in modo chiaro sulla vicenda.
Tuttavia, se nel nostro paese l’effetto Turchia non ha preso forma in piazza, in Germania, paese con alto tasso d’immigrazione turca, ha visto molta gente affiancarsi alla voce di piazza Taksim.
Alla luce dei fatti che coinvolgono il nostro paese, potrebbe risultare inusuale agli occhi di un italiano la protezione e la salvaguardia di un parco cittadino. La protesta per la tutela dell’ambiente dovrebbe invece farci riflettere sull’importanza di ciò che ci sta intorno come bene comune da preservare per le generazioni nostre e future. Ci auguriamo anche che le violenze contro i manifestanti possano cessare a favore di un dialogo tra le parti come si ha in una società civile democratica.

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