Festival del Bene Comune 2014: GRAZIE!!

Da , 29 giugno 2014 11:57

Il racconto del Festival 2014, foto per foto!

Festival del Bene Comune 27 e 28 giugno: il programma

Img_2Cari lettori non prendete appuntamenti per il 27 e 28 giugno: come avete letto in anteprima nell’ultimo numero dello Strillone, quest’anno il Festival del Bene Comune raddoppia, garantendovi due giornate ricche in programmazione e divertimento.

Sarà la North East Ska Jazz Orchestra a dare il via alla manifestazione venerdì 27. La serata di apertura vedrà infatti protagonisti questo interessante giovane gruppo di quindici elementi e la loro commistione tra le sonorità dello ska giamaicano ed il più raffinato jazz, per la prima volta in concerto ad Oderzo.

Il giorno seguente vi aspettiamo alle nove muniti di bicicletta per scoprire i luoghi nascosti in riva al fiume Monticano lungo il percorso ideato dal circolo Piavenire di Legambiente. La biciclettata si concluderà con un ottimo e rifocillante pranzo solidale.

Come per le precedenti edizioni, non mancherà il prezioso contributo di associazioni culturali, di volontariato e no-profit come il G.A.S.(gruppo d’acquisto solidale), la Bottega Pace e Sviluppo, Emergency, la Piazza del Baratto, EnergoClub, Istresco, UNHCR e altre ancora. Si potrà poi assistere alla performance artistica di Kantiere Misto che abbellirà il palazzetto con un intervento di street art. Inoltre l’editore Becco Giallo presenterà la graphic novel “Adriano Olivetti, un secolo troppo presto”.

Alle 18 vi sarà occasione di riflessione e approfondimento sul tema dell’edizione di quest’anno, con la conferenza dal titolo “Difendere i fiumi per salvare il paesaggio” tenuta dai relatori Alessandro Pattaro, ingegnere ambientale, Michele Zanetti, naturalista, Francesco Vallerani docente di geografia presso l’Università Ca Foscari e Nadia Breda, antropologa.

A seguire, la serata si animerà con l’esibizione musicale degli allievi dell’Istituto Celleghin per concludere alla grande con i balli popolari e il duo Folk Fiction.

Immancabilmente, tutta la manifestazione sarà accompagnata da buona birra e gustosi piatti, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

Vi aspettiamo numerosi, carichi di entusiasmo e di voglia di condivisione!

Evento Fb

Le acque della laguna si tingono di nero

Da e , 10 giugno 2014 19:15

Img_3Le acque della laguna si tingono di nero, sporcate dal malaffare e dalla corruzione della vicenda MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico), un’opera pensata per proteggere la laguna di Venezia dalle maree eccessive. I lavori sono iniziati nel 2003 e si pensa possa entrare in funzione entro il 2017: per la realizzazione di questa grande opera sono stati stanziati, al 2013, 4,987 miliardi di euro.

In seguito all’arresto di Giorgio Baita, amministratore delegato della ditta di costruzioni Mantovani, la procura di Venezia ha svelato una trama di tangenti, corruzioni, fondi sottratti alla costruzione dell’opera e finanziamenti illeciti ai partiti. Mercoledì mattina la Guardia di Finanza ha eseguito gli arresti di 35 persone, che rappresentano vent’anni di politica veneta, senza distinguere tra Partito Democratico, Forza Italia, dirigenti, imprenditori, ex magistrati delle acque, assessori e sindaci. Un evento non inatteso tra gli addetti ai lavori, soprattutto dopo l’inizio delle indagini su Baita, ma che evidenzia ancora una volta come politici e dirigenti locali e nazionali siano incapaci di gestire le grandi opere e i grandi appalti. L’accusa è quella di aver gonfiato i costi del MOSE per creare fondi neri, quantificabili in milioni di euro, con l’ammontare dei sequestri che mercoledì è salito a 40 milioni di euro.

Orsoni, sindaco di Venezia, PD, è ai domiciliari, così come Lia Sartori, “pezzo grosso” di Forza Italia in Veneto. Per Galan, ex presidente della Regione Veneto, ministro di questo e di quello e oggi senatore, dovremo aspettare il parere della Camera Alta. Arresto disposto anche per Renato Chisso, assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture, l’ideatore dell’orario cadenzato che da mesi fa penare i pendolari del Veneto.

Anche nell’operoso, ricco, rubano-solo-gli-altri Nord Est dilaga la corruzione, in una classe dirigente che ha governato la nostra regione per vent’anni a forza di grandi opere e cemento. In questi ultimi anni molto è stato fatto per la lotta alla corruzione, ma i soldi degli appalti restano sempre il miele per l’orso goloso. Ci si chiede allora quando arriverà un cambiamento nel paradigma con cui vengono spesi i soldi pubblici, quando si smetterà di finanziare a pioggia grandi opere, che portano solo cemento e corruzione, usando sistematicamente il meccanismo dell’opera in emergenza per ridurre i controlli ed evitare leggi e regolamenti, come avvenuto, per citare due esempi, con L’Aquila ed EXPO.

Le indagini sono all’inizio e vale sempre la presunzione d’innocenza, ma nel caso le accuse siano confermate in sede giudiziaria ci aspettiamo che anche questa classe dirigente se ne vada, nella convinzione che solo un cambiamento di metodo e mentalità possa evitare il costante ripetersi di queste situazioni.

Electrolux: non tutto è perduto

Da e , 10 giugno 2014 19:11

Img_4Il giorno 15 maggio, il Presidente del Consiglio Renzi, assieme ai Ministri dello Sviluppo e del Lavoro, appone la sua firma sulla vertenza Electrolux; vicenda travagliata quella di una delle maggiori industrie del Nord-Est, nelle sedi di Porcìa, Pordenone, Susegana.

Nessun testo pervenuto”, afferma Cinzia Colaprico, delegata sindacale Fiom dello stabilimento di Forlì. Vista la scarsa trasparenza garantita dai piani alti del governo nei riguardi dei gruppi sindacali locali, ci si interroga sulla reale utilità del referendum indetto per far votare i 6000 dipendenti.

Il 22 maggio non porta a nessun finale inaspettato: l’80,3 % dei sì sancisce definitivamente l’accordo. Dopo l’annuncio del gennaio scorso dei 1200 esuberi e la minaccia di chiusura dello stabilimento di Porcìa si torna a respirare. Non a pieni polmoni, ma si resiste.

La vertenza prevede l’impiego di ammortizzatori sociali per i cassintegrati, decontribuzioni, integrazioni al salario eventuali. Certo bisogna sforzarsi per vedere in tutto ciò un sostanziale miglioramento delle condizioni dei lavoratori, tenendo conto che si tratta pur sempre di misure da applicarsi nel momento in cui il lavoro lo si è già perso, o comunque esso non è più stabilmente garantito. Chi lavora resta un funambolo, con la vaga certezza, se cade, di farsi meno male.

Imperativo rimane quello di velocizzare la produzione. In catena di montaggio le ore per rendere una pari quantità di prodotti passano da 8 a 6. A Porcìa le pause sono dimezzate, dai 10 ai 5 minuti e vi è una maggiore flessibilità sulle ferie. Il ministro Guidi ha assicurato che due terzi degli investimenti previsti dall’azienda, 150 milioni di euro, saranno destinati all’innovazione.

Anche il segretario della Fiom, Landini, solitamente poco incline al garbato compromesso, ha sottoscritto l’accordo, affermando: “Un modello per coniugare la redistribuzione del lavoro, la difesa dell’occupazione e dei salari con la possibilità per le multinazionali di investire nel nostro Paese, migliorando la competitività aziendale”.

Noi, con gli operai, speriamo che, in un futuro non troppo lontano, qualcuno si accorga che loro, i mezzi, trattati alla bell’e meglio, si deteriorano.

Renzi fa cappotto alle europee

 

Img_1Il PD di Renzi stravince le europee con il 40,8% dei voti. Un risultato che va ben al di sopra del 30%, obiettivo che incarnava la famosa vocazione maggioritaria di un neonato Partito Democratico.

Questo successo non può essere sicuramente indice di un improvviso spostamento a sinistra del Paese, ma va semmai riconosciuto al Presidente del Consiglio di aver saputo allargare il proprio bacino elettorale. Il caso del Veneto è emblematico: il PD, primo partito con il 37,5%, ha dimostrato di saper raccogliere i voti di un elettorato tradizionalmente distante dalla sinistra e che nel carisma di Renzi ha scorto l’uscita veloce dalla crisi.

Tale risultato è ancor più rilevante se confrontato con quello del secondo partito, il Movimento 5 stelle, che ha ottenuto circa la metà dei voti del vincitore. Una sconfitta resa ancora più amara dalle grandi aspettative della vigilia e che sembra aver aperto all’interno dei cinque stelle una fase di dibattito e di messa in discussione della linea adottata nel presentarsi agli elettori.

Da segnalare la performance della lista italiana collegata a Tsipras, che ha riunito i movimenti e partiti alla sinistra del PD riuscendo a superare la soglia di sbarramento. Risultato notevole se confrontato con quello molto simile del Nuovo Centro Destra. Mentre quest’ultimo può infatti vantare dei propri rappresentanti anche all’interno del Governo in ruoli chiave, la lista Tsipras era all’esordio.

Un dato che desta preoccupazione è il risultato della Lega Nord di Salvini che sancisce lo spostamento del partito verso le posizioni della destra più estrema. Se nel nord Italia alcuni temi, come il federalismo secessionista, riscuotono ancora un discreto successo, nel centro e sud del Paese è stato il contributo dei movimenti di estrema destra a garantire le preferenze al partito. Il caso di Borghezio, rieletto nella circoscrizione centro con i voti dichiarati di Casa Pound è un segno allarmante della deriva che Salvini ha impresso al nuovo corso leghista.

Dal nuovo Parlamento e dalla Commissione ci aspettiamo ora politiche a favore dell’occupazione e della crescita, libere dai vincoli dell’austerity.

 

 

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