A.A.A. Memoria cercasi

Da e , 6 maggio 2013 17:57
Monumento Girardini e Tonello

Monumento Girardini e Tonello

Il 25 aprile di 68 anni fa il nostro Paese, l’Italia, veniva liberato dall’occupazione delle forze nazifasciste uscendo così dal secondo conflitto mondiale. In questo giorno si celebra la Resistenza italiana, periodo in cui partigiane e partigiani lottarono contro i nazifascisti per liberare il territorio italiano e mettere fine al ventennio che tanto lo aveva dilaniato.

Per questo il 25 aprile è Festa Nazionale e per questo noi Giovani per Oderzo abbiamo deciso di partecipare all’annuale cerimonia promossa dai comuni dell’opitergino-mottense che quest’anno si è tenuta nella nostra città.

Siamo rimasti perplessi e delusi per la scarsa partecipazione della cittadinanza e per il taglio che si è voluto dare alla manifestazione, trasformata da Festa della Liberazione Nazionale a generica commemorazione dei caduti di tutte le guerre.

Durante i saluti non è stato fatto alcun cenno al nazifascismo e alla Resistenza, cioè alle ragioni per cui esiste questa festività, arrivando al paradosso di ricordare la liberazione del nostro Paese senza dire da cosa fu necessario liberarlo. Dopo aver deposto la corona al monumento alla Resistenza, il corteo, composto quasi esclusivamente dai rappresentanti delle associazioni d’arma e dagli amministratori comunali, si è spostato al monumento ai caduti dell’ex Foro Boario, nel tentativo maldestro di aggirare la realtà storica.

Noi Giovani per Oderzo, assieme ad un gruppo di cittadini e amici, abbiamo omaggiato con una corona d’alloro il monumento alla Resistenza e quello dedicato a Giovanni Girardini e Bruno Tonello, giovani studenti che avevano partecipato alla lotta partigiana impiccati dai Fascisti per rappresaglia a Oderzo.

Il significato del 25 aprile è questo: ricordare coloro che sono stati uccisi perché credevano in un paese libero e democratico e rendere onore ai sacrifici che hanno garantito il ritorno della libertà in Italia. I rappresentanti delle amministrazioni sembrano essersene dimenticati o, peggio, sembrano voler offrire una visione dei fatti plasmata in funzione dell’opportunismo e del quieto vivere. Questo atteggiamento, unito alla scarsa partecipazione dei cittadini a momenti come questo, è la rappresentazione dell’emergenza che il nostro Paese sta subendo per negligenza, mancanza di memoria e di riconoscenza verso gli uomini e le donne che hanno costruito la società di cui oggi facciamo parte. Un comportamento del genere soprattutto da parte delle autorità civili non è tollerabile. Ci auguriamo che le amministrazioni prendano coscienza di ciò e riconoscano di aver tremendamente sbagliato giorno: non era il 4 novembre!

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