Riforma costituzionale: così no, grazie – Questioni di merito

Da e , 4 ottobre 2016 06:49

img_2Nell’ultimo Strillone abbiamo criticato il modo in cui è stata portata ad approvazione la riforma costituzionale sulla quale vi sarà un referendum in autunno. Già queste critiche formali bastano, a parer nostro, per votare NO al referendum. Ma passiamo ora ad accennare alcune delle critiche sul contenuto.
Iniziamo dal fatto che la riforma in questione è nata, come sappiamo, nella culla del famigerato patto del Nazareno. Ci piacerebbe dunque sapere quali sono i motivi politici per cui la sinistra di Renzi, ma anche la destra berlusconiana, prima del dietrofront, hanno approvato questo progetto di modifica della Costituzione. La pubblicità della riforma fatta dal Governo infatti manca di mostrare il perché di tanti e tanto profondi cambiamenti alla Costituzione.
Ad esempio, perché verrebbe diminuito il numero dei Senatori, ma non quello dei deputati? Dato per assodato che un Parlamento di quasi mille onorevoli non è per nulla essenziale e vista la richiesta di diminuzione dei costi della politica proveniente dai cittadini, per quale motivo non si è pensato anche a ridurre il numero dei Deputati? In fondo sarebbe stata una modifica relativamente semplice rispetto ad altre.
Oltretutto i Senatori non sarebbero eletti, ma scelti tra Sindaci e Consiglieri regionali. E perché mai? Un senato delle autonomie avrebbe potuto essere tranquillamente eletto dai cittadini, come avviene in Germania, senza il bisogno di distrarre gli amministratori locali dal proprio lavoro sul territorio, chiamandoli a Roma per un doppio incarico.
Altro punto critico, per quale motivo è stato modificato tutto l’impianto dell’articolo 117, che distribuiva la potestà legislativa tra Stato e Regioni? L’obiettivo era centralizzare la gestione di più materie o vi erano altre esigenze?
Quelle appena poste sono solo alcune delle questioni fondamentali che vengono toccate dalla riforma. Le modifiche che questa apporta alla Costituzione sono talmente vaste e complesse da alterare pesantemente gli equilibri che con tanta oculatezza i costituenti del ’48 avevano cercato di allestire. Se da un lato siamo convinti che qualcosa si possa migliorare, dall’altro riteniamo che mettere mano in maniera così pesante ed approssimativa ad un sistema che presenta tali complessità possa davvero essere un rischio, soprattutto perché la Costituzione è la Carta garante dei diritti e delle libertà dei cittadini ed una sua eventuale modifica oltre che nascere da una riconosciuta necessità condivisa, dovrebbe anche essere discussa nella maniera più ampia, libera e ponderata possibile.

Commenta

*

Panorama Theme by Themocracy