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A proposito di inquinamento luminoso!

Da , 4 giugno 2012 19:49

In questo articolo vogliamo portare nuovamente l’attenzione del lettore sul risparmio energetico. Un tema che abbiamo già affrontato in passato, ma che desideriamo approfondire dal punto di vista dell’illuminazione pubblica: i cari vecchi lampioni, certo, ma non solo quelli!

Nell’ambito di un Comune la buona gestione dei consumi dell’energia elettrica può portare a cospicui vantaggi, sia in termini di denaro che di qualità e sicurezza della vita dei cittadini.

La Legge Regionale del Veneto n° 17 del 2009 stabilisce una serie di regole (e relative sanzioni) che devono essere rispettate in materia di riduzione dell’inquinamento luminoso; in questo i comuni svolgono un ruolo centrale. Questi devono infatti realizzare un piano organico per l’installazione di nuovi impianti di illuminazione e per la modifica di quelli esistenti, in modo tale che tutti rispondano a determinati criteri di efficienza energetica, limitazione dell’inquinamento luminoso ed efficienza nell’illuminazione sicura delle strade ( http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/inquinamento-luminoso o http://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/agenti-fisici/inquinamento-luminoso/cosa-dice-la-normativa
).

Inoltre, l’Amministrazione di un Comune capace di individuare le opportunità presenti nel proprio territorio, può spingersi oltre quelli che sono gli obblighi imposti dalla Regione, cercando di trovare soluzioni ancor più adatte per risolvere i problemi rilevati. Come abbiamo già scritto in passato, al giorno d’oggi sono a disposizione tecnologie come le luci a LED o sistemi di gestione intelligente dell’illuminazione pubblica, che permetterebbero di ottenere grossi risparmi sia di denaro che di energia e migliorare al tempo stesso l’efficienza degli impianti. Tutto ciò può avvenire senza dover gravare sul bilancio cittadino con grossi investimenti poiché non sono poche le aziende che offrono di pagare, ad esempio, la sostituzione delle luminarie pubbliche, con i soldi che si risparmiano negli anni rispetto alla spesa che si dovrebbe sostenere utilizzando delle luminarie vecchie.

Quello che chiediamo dunque alla nostra Amministrazione comunale è conoscere quali interventi siano già stati attuati o quali siano in programma, in questo ambito, per Oderzo. Agendo in modo mirato ed efficace si potrebbero consegnare agli opitergini strade più sicure, risorse da impiegare in altre utili attività e magari, perché no, delle notti con meno luci di lampioni ed un po’ più di stelle.

RINNOVABILI: NON SOLO ENERGIA PULITA, MA ANCHE UN BUON INVESTIMENTO

Da , 5 aprile 2011 16:46

Come potremmo non unirci al coro di proteste che negli ultimi tempi si è sollevato contro la presentazione in Parlamento del decreto Romani (Ministro dello Sviluppo economico), che dispone una drastica riduzione delle agevolazioni previste per l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari e fotovoltaici)?

Crediamo che questo provvedimento ponga l’Italia in una posizione molto difficile e rischiosa. Siamo davvero sicuri di voler infliggere un grosso danno al settore delle energie rinnovabili, che in Italia è uno dei pochissimi ambiti economici in forte crescita in questo periodo di crisi, per puntare su un controverso ritorno al nucleare che ci costerebbe moltissimi soldi e su cui la popolazione potrebbe avere idee molto diverse da coloro che ci governano (viste anche le ultime novità provenienti dal Giappone)?
Il punto di vista economico riguardante tale vicenda non è da sottovalutare. Un intero settore economico, quello delle energie rinnovabili, ritenuto strategico dal resto d’Europa e dagli Stati Uniti per il rilancio dell’occupazione e dell’economia più in generale, con l’interruzione degli incentivi statali previsti fino ad ora, è a rischio di un grave danneggiamento. La conseguenza naturale di provvedimenti di questo tipo è la chiusura delle linee di credito da parte delle banche, con conseguente minore disponibilità di fondi e quindi minori capacità di investimento. I primi effetti concreti si possono già riscontrare negli annunci di chiusura di diverse aziende e nell’aumento dell’utilizzo della cassa integrazione in questo settore.

Ci sembra inaccettabile che si mettano in gioco decine di migliaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di fatturato in un periodo in cui l’economia italiana si trova in condizioni critiche come quelle attuali.
Oltre a tutto ciò, la direzione intrapresa dal Governo con questo decreto, se venisse confermata, pregiudicherebbe significativamente il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Unione Europea riguardo alle fonti di energia rinnovabili: l’utilizzo del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

Dunque facciamoci furbi! Utilizziamo al meglio le più nuove tecnologie nel campo delle energie rinnovabili. Così potremo non solo realizzare un piano energetico efficiente e soprattutto sicuro per il nostro Paese, ma anche aiutare la nostra economia ad uscire dalla difficile situazione in cui si trova.

Una scomoda (e oleosa) realtà

Da , 9 novembre 2010 00:49

In quel di Colfrancui, lasciata la chiesa alla destra, un grazioso ponticello pone il viaggiatore all’ingresso di una tra le più belle ville della nostra zona. Potrà egli bearsi di cotanta bucolica grazia? No! Gli si presenteranno nutrie, pantegane, pannelli verdi, olezzi di varia natura. Questo è il disagio al quale vengono quotidianamente sottoposti gli abitanti della zona.

Causa comune di tutti questi mali risulta essere l’oleificio Medio Piave, presente in quell’area da decine d’anni. Già tre anni fa avevamo sottolineato il problema dalle colonne dello strillone unendoci alle proteste dei cittadini. Qual è stato il risultato? Orribili pannelli posti davanti alla fabbrica per nascondere ciò che non può essere nascosto.

Il problema più evidente (percepibile anche a qualche chilometro di distanza) è costituito dall’odore di olio bruciato che si diffonde nell’aria soprattutto d’estate nei giorni in cui l’afa si fa più pesante. Non solo l’aria ma anche il suolo e le acque subiscono gli effetti di questa presenza. Lo si può ben capire osservando il fosso che costeggia la struttura: presenza di residui biancastri che soffocano una vegetazione ormai ridotta in pessime condizioni e immondizia assortita che favorisce l’insediamento di animali insalubri. Tuttavia il danno maggiore lo subisce la strada comunale che dalla campagna porta a Colfrancui. Il passaggio incessante di mezzi pesanti causa vari problemi: il ciglio della strada ha ceduto per un tratto di una decina di metri, il manto stradale è gravemente compromesso da buche, crepe e sgretolamenti, l’aria è costantemente carica di polvere e lo spazio che separa le case dalla carreggiata si riduce sempre più accrescendo il rischio per ciclisti e pedoni. Come se non bastasse, a causa della scarsa manutenzione, gli alberi piantati per nascondere l’oleificio in caso di temporale rischiano di abbattersi sulla strada.

Dopo anni di inascoltate proteste da parte dei cittadini ci chiediamo come sia possibile che ancora non si vedano risultati concreti. Coscienti del fatto che il trasferimento della struttura potrebbe risultare troppo oneroso, ci auguriamo che le pubbliche amministrazioni interessate si adoperino congiuntamente per risolvere la situazione.

Energie Rinnovabili: un investimento a colpo sicuro

Da , 9 novembre 2010 00:45

Il primo passo è già stato fatto da tempo: una passeggiata per le vie di Oderzo può bastare a verificare come ormai molti cittadini abbiano compreso l’importanza ed il vantaggio di utilizzare le cosiddette fonti energetiche rinnovabili per produrre l’energia di cui hanno bisogno.

Quella del sole è, al momento, la fonte rinnovabile più sfruttata come testimoniano i tetti, sempre più frequenti, sui quali sono stati installati pannelli solari o fotovoltaici, ma quella solare non è l’unica energia alternativa disponibile. Sia su larga scala, sia al fine di un utilizzo familiare, infatti, si può ricorrere alla geotermia (calore prodotto dal terreno), all’eolico (energia dalla forza del vento), all’idroelettrico (energia dal moto delle acque) e a molte altre fonti rinnovabili di energia.

L’utilizzo di fonti rinnovabili è un campo in cui si gioca una partita fondamentale, la cui posta in gioco ha un valore altissimo: in primo luogo si tratta di fare un passo fondamentale verso una drastica riduzione dello sfruttamento e del danneggiamento dell’ambiente in cui viviamo, in secondo luogo le fonti energetiche rinnovabili hanno anche un forte potenziale economico.

Un ruolo fondamentale nella diffusione di queste fonti lo hanno gli Enti pubblici che hanno il dovere civile e morale di disporre, per i propri cittadini, delle risorse energetiche rinnovabili e potenzialmente inesauribili per evitare il rischio di pericolose dipendenze da monopoli energetici.

L’Italia è indietro rispetto ad altri Paesi nella produzione di energia alternativa ma non mancano le eccellenze: nei giorni scorsi il New York Times ha segnalato il caso del comune di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara. L’Amministrazione comunale del piccolo paese abruzzese ha investito da tempo in un sistema integrato di fonti rinnovabili che ha portato il Comune all’indipendenza energetica e a produrre un surplus di corrente elettrica che, rivenduta, ha permesso ai cittadini di non pagare tasse comunali e per lo smaltimento dei rifiuti oltre che un guadagno di 170.000 €.

Ci rivolgiamo, dunque, alla nostra Amministrazione comunale affinché intensifichi i suoi sforzi in una direzione già intrapresa, sia informando i cittadini, sia moltiplicando gli interventi sul territorio finalizzati alla produzione di energia rinnovabile.

Questa è un’ottima occasione per poter sperare in un futuro più eco-sostenibile, con meno inquinamento e, perché no, con un’economia un più solida.

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