Post taggati: berlusconi

Intese da Italicum

Da , 4 febbraio 2014 18:29

Riforma elettorale: Renzi tenta l?intesa con Berlusconi“La nuova legge elettorale deve essere condivisa con una maggioranza che sia la più ampia possibile”. Così ripetono ormai da parecchio i nostri politici e da ultimo anche il segretario del PD, Renzi, che al riguardo ha voluto pigiare il piede sull’acceleratore per avere subito tra le mani un risultato concreto da rivendicare o una scusa per far cadere il Governo.
Lo capiamo anche da soli e senza difficoltà che per fare le regole del gioco è auspicabile mettersi d’accordo con tutto il Parlamento ma non siamo riusciti a spiegarci, invece, il resto. Continua la lettura 'Intese da Italicum'»

E’ davvero finita?

Da , 10 dicembre 2013 19:13

img_4Lo scorso 27 novembre il Senato ha votato per la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore ponendo così fine a vent’anni di presenza nelle istituzioni italiane.

Nonostante l’esito scontato della votazione che ristabilisce il principio costituzionale di uguaglianza di fronte alla legge e quello morale d’incompatibilità tra condanna definitiva e ruolo istituzionale, la vicenda si è chiusa dopo ben quattro mesi di polemiche. In questo periodo il Parlamento è rimasto bloccato trascurando i suoi doveri nei confronti del Paese, con un Governo costantemente ricattato dal condannato più influente d’Italia. Continua la lettura 'E’ davvero finita?'»

La condanna di Silvio

Da , 9 settembre 2013 14:49

silvioIn questa fine d’estate l’Italia sembra protagonista di una barzelletta mal riuscita. Non tanto per il fatto che il principale protagonista della vita politica del Paese sia stato condannato al carcere, perché – si sa – chi sbaglia paga e i reati vanno puniti, ma per tutto quello che è seguito alla sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a Silvio Berlusconi.

Caduto anche l’ultimo velo, quello della decenza, il centro destra ha reagito in maniera scomposta alla notizia proponendo soluzioni rocambolesche come quella della grazia o l’appello alla Corte Europea dei diritti dell’uomo pur di salvare il proprio beniamino, completamente dimentichi della gravità del reato che ha commesso e dei soldi che avrebbe sottratto ai lavoratori. Tutto ciò lascia basiti. Continua la lettura 'La condanna di Silvio'»

Governo di larghe intese ma limitati orizzonti

Da , 2 giugno 2013 21:36

Senato - Fiducia Governo LettaIl 28 Aprile scorso il governo Letta ha giurato davanti al Presidente della Repubblica. Stiamo parlando di Enrico Letta del Pd e non dello zio Gianni, del Pdl. Precisazione doverosa visto che il nuovo esecutivo è composto da esponenti del Partito Democratico, del Popolo della Libertà e di Scelta Civica di Monti. Le elezioni di febbraio, che hanno visto l’exploit del Movimento 5 Stelle e la crisi dei vecchi partiti, ci hanno dunque riconsegnato la stessa maggioranza che ha sostenuto il governo tecnico nella parte finale della precedente legislatura.

Questa volta però la strana alleanza nata per motivi di “emergenza” è diventata addirittura una compagine di governo, lasciandosi alle spalle vent’anni di contrapposizioni e battaglie politiche. Continua la lettura 'Governo di larghe intese ma limitati orizzonti'»

Berlusconi: non c’è due senza tre, e la sesta vien da sè

Da , 7 gennaio 2013 22:12

Silvio non cambiaSi ricandida. Per la sesta volta. Aveva detto che avrebbe fatto un passo indietro, lasciando via libera alle primarie del Pdl per la scelta del suo successore, ma senza finanziarle, pur sapendo che ogni attività indetta dal suo partito dipende irrimediabilmente dal suo portafoglio. E invece, all’indomani della condanna nel processo Mediaset per frode fiscale, ha annunciato il suo ritorno in campo, forse temendo che questa prima consultazione popolare potesse dare agli elettori di centro destra l’impressione di votare per il candidato di un partito trasparente che non ha bisogno di barricarsi dietro un nome così importante. All’inizio ha fatto capolino timidamente e non si è candidato premier, poi invece sì. Primarie annullate e il fido Alfano, che tanto si era speso per promuoverle e per cambiare faccia al suo partito, retrocesso nuovamente a comparsa, ma pronto per essere esposto come capro espiatorio in caso di difficoltà.
Il Cavaliere non poteva rimanere indifferente alla richiesta di aiuto proveniente dal suo Paese, quello che lui ama e che è sconvolto dalla crisi! Un Paese che Berlusconi ha governato per otto degli ultimi undici anni, ma questo poco importa, perché la situazione attuale non è figlia delle sue scelte in quelle lunghe legislature, ma delle decisioni politiche di Mario Monti, che ha preso il suo posto a Palazzo Chigi poco più di un anno fa e che ha stretto l’Italia nella morsa dell’austerity. Tuttavia… Questi errori di poco conto si possono perdonare: se il Professore decidesse di candidarsi a premier per il centrodestra, Berlusconi farebbe un passo indietro. Anzi, è proprio lui a chiedergli di esporsi in prima persona per salvare il Paese dal pericolo comunista, incarnato da Vendola e Bersani. Per sconfiggere il nemico i “moderati” devono unirsi, anche se per il Nostro Fini e Casini sono “persone orridissime”.
Risulta evidente anche ai più scettici che siamo di fronte ad un eroe. Avrebbe voluto dedicarsi al Milan e alla costruzione di ospedali in Africa, invece si sacrifica e torna in campo per il bene di tutti noi proprio a ridosso dei processi che lo vedono coinvolto in prima persona. Meno male che Silvio c’è.

Nuova era o breve pausa?

Da , 6 dicembre 2011 13:12

Come ormai tutti sanno il governo Berlusconi non c’è più, è finito il 12 novembre con le dimissioni del Cavaliere ed è stato sostituito da un esecutivo completamente nuovo. Che è successo? Ha vinto la sinistra? C’è stato un colpo di stato? La maggioranza che doveva essere “sempre più forte” è “improvvisamente” crollata, dobbiamo ancora capire se sotto i colpi dei mercati (comunisti?) o sotto la sua stessa insostenibile inconsistenza politica. Fatto sta che il nuovo governo Monti è ormai completo di tutti (o quasi) i suoi componenti, votato e sostenuto da una nuova maggioranza che non osa definirsi tale composta da PD, Terzo Polo e PDL.

Purtroppo, nonostante il nostro sia ufficialmente un sistema parlamentare, dubitiamo di vedere qualche cosa sorgere dalle Camere poiché apparentemente nessuno è pronto ad assumersi la responsabilità di qualunque cosa succeda.

In assenza, per il momento, di provvedimenti definitivi del governo, vogliamo esprimere qualche pensiero riguardo alla squadra. Le riserve non sono poche, soprattutto riguardo al passato (ed al presente) di molti ministri, legati strettamente agli ambienti della finanza e delle banche, quegli stessi ambienti che stanno all’origine della crisi attuale. Ma vogliamo essere fiduciosi e sorvolare su queste questioni.

Senza dubbio l’Italia ha guadagnato molto in dignità e credibilità internazionale: un premier serio e pacato e dei ministri che per la prima volta hanno esperienza nella materia del loro ministero sono un notevole punto di discontinuità con il passato.

Ma quello che davvero avremmo voluto da questo nuovo governo è la voglia, da parte di tutti, di mettersi in gioco, di dire finalmente : “la crisi c’è, ce ne assumiamo tutti la responsabilità ed il costo”, invece la soluzione è stata ancora una volta quella di delegare, di chiamare qualcuno da fuori che rimetta a posto le cose quel tanto che basta, costi quel che costi, per poi potergli affibbiare la colpa di tutti i sacrifici e ricominciare a far quel che si stava facendo prima. Sono i partiti ed i politici “di professione” che hanno deluso in tutto ciò: coloro che dovrebbero farsi carico dei problemi continuano a disfarsene sperando che qualcun altro li risolva per loro.

Ma questo è l’oggi, e non è detto che il domani debba somigliargli. Se da qualche parte c’è qualcuno pronto a farsi carico della prossima epoca (ammesso e non concesso che l’attuale sia finita) questo è il momento migliore di proporsi, di farsi avanti, di ricominciare a costruire.

E dopo Berlusconi?

Da , 8 novembre 2011 17:09

C’è chi oggi è preoccupato per le sorti dell’Italia nelle mani di Berlusconi e pensa che qualsiasi cosa possa essere meglio dell’attuale governo. Altri sono molto preoccupati perché temono anche quel “qualsiasi cosa” .

L’azione più semplice da compiere è voltare lo sguardo dall’altra parte. Compiuto questo gesto, molti si accontentano di quello che trovano, pronti a votare turandosi il naso. Per molti altri voltare realmente pagina significa lasciarsi alle spalle non solo Berlusconi ma il sistema politico che gli ha permesso di governare tutti questi anni.

Il centro-sinistra, il PD in primis, è certo che sarà presto chiamato a governare perché sul piano storico rappresenta “l’altra parte” e senza bisogno di ulteriori definizioni riceverà un sufficiente numero di voti. Ma da qui cosa ne verrà di nuovo alla politica italiana? Il PD nasceva come progetto di un partito nuovo ma in questi anni l’attuale classe dirigente, una generazione politica che si è isolata dal resto dei cittadini, ha arenato il partito nel sistema di una politica vecchia, incapace di comunicare e di sincronizzarsi con le esigenze del proprio elettorato, limitando gli spazi anche di quelle nuove forze che volevano contribuire al rinnovamento. Si è accontentata della rendita esigua ma sicura che deriva dalla sua storia invece di rischiare investendo su qualcosa di diverso.

Sganciarsi dal passato non significa abbandonare la nostra storia ma volerne scrivere una nuova.

L’elettore medio del centro-sinistra vorrebbe una classe dirigente differente, sogna un leader capace, con una forte personalità e una buona capacità comunicativa ma che rappresenti la sintesi di un processo di confronto democratico, non il garante degli equilibrismi precari delle varie correnti.

Per presentarsi come innovatori, tuttavia, non è sufficiente essere giovani, bisogna promuovere idee che stimolino un processo politico differente, in grado di coinvolgere una nuova generazione politica. Più che immedesimarci in un personaggio politico è necessario guardare chi si trova alle sue spalle e verificare che lì ci siano persone nelle quali ci possiamo identificare.

L’elettore medio del centro-sinistra vorrebbe anche che i suoi partiti di riferimento esprimessero dei concetti chiari e inequivocabili, delle idee per l’Italia di domani ed è disposto a suggerire queste idee se solo trovasse qualcuno disposto ad ascoltare. L’associazionismo e il volontariato sono molto sviluppati in Italia: un gran numero di persone che dedicano il proprio tempo al bene comune rappresentano un serbatoio ricchissimo di azioni concrete che non aspettano altro di essere tradotte in pratiche di buona politica.

Il tempo stringe ma chi ha intenzione di proporsi come alternativa dovrebbe cominciare a calare le carte di una reale innovazione.

Lo strumento delle primarie potrebbe servire non solo a designare il prossimo candidato alla Presidenza del Consiglio ma ci potrebbe permettere di scegliere direttamente i parlamentari della prossima legislatura, anche se si dovrà votare con l’attuale legge elettorale. Ma forse un’eccessiva dose d’imprevedibilità spaventa ancora troppo gli strateghi della vecchia scuola. Parlare del nuovo è più semplice che realizzarlo.

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