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Un Natale Sereno e solidale

Da , 6 dicembre 2011 13:24

Luci, addobbi e pubblicità ci ricordano che il Natale si avvicina. E questo si accompagna inevitabilmente all’assalto ai centri commerciali e al nostro portafoglio. E, dopo, a cassonetti pieni di luccicante carta da regalo. Ma è proprio così inevitabile? No. Si può vivere un Natale senza sprechi senza per questo rinunciare allo spirito natalizio, anzi, magari facendo riacquistare un significato più vero e più importante al gesto del dono.

Soprattutto in questo periodo di crisi economica, possiamo ripensare il nostro approccio al Natale.

Le possibilità sono diverse. In primo luogo, possiamo produrre da soli i nostri regali. Cose semplici ma preziose, come un un disegno, una foto, un oggetto fatto da noi stessi appositamente per quella persona. Regalando ad esempio marmellate, conserve, biscotti preparati da noi, stiamo donando anche il nostro tempo e la nostra attenzione.

In alternativa, possiamo scegliere di acquistare i nostri regali in maniera solidale, sostenendo piccole imprese locali e piccoli artigiani. Le possibilità sono moltissime: aziende agricole locali se prediligiamo il cibo, o se invece optiamo per un oggetto possiamo rivolgerci ad artigiani locali o alle numerose associazioni ONLUS che in questo periodo vendono alcuni prodotti per reperire i fondi per le loro attività. O ancora, possiamo scegliere i nostri regali tra i prodotti del commercio equo e solidale, e contribuire in questo modo a sostenere i contadini e gli artigiani del Sud del mondo. E poi c’è sempre un classico intramontabile: il libro (acquistato in una piccola libreria, ovviamente). Un libro scelto con cura è sempre un regalo meraviglioso, che vive quando lo si riceve, quando viene letto, sfogliato, riletto, prestato. Per un Natale che sia sostenibile e che guardi anche all’ambiente, è bene preferire prodotti utili, durevoli, realizzati con materiali non inquinanti e riciclabili.

Anche la scelta di come presentare il regalo può fare la differenza. Dando libero sfogo alla nostra creatività, possiamo risparmiare noi e nello stesso tempo fare un piccolo gesto per il pianeta. Riutilizziamo cose che abbiamo in casa, e che altrimenti butteremmo: carta di giornali e riviste possono diventare incartamenti e fiocchi originali, e magari significativi.

Invitiamo tutti ad affrontare con particolare attenzione gli acquisti natalizi, perché ogni nostra piccola scelta può contribuire a far sì che sia per tutti un sereno Natale.

Nascosti dietro un dito

Da , 8 novembre 2011 17:05

Quello che sta accadendo al nostro Paese suscita un senso di viva preoccupazione ma anche un sincero stupore nei confronti di certe esternazioni dei nostri politici. Le continue richieste dell’Unione Europea di misure rassicuranti da parte del governo italiano sono la testimonianza che la nostra condizione economica è in una fase critica e allo stesso tempo confermano l’inadeguatezza delle misure anticrisi proposte da Berlusconi.

Però, quello che allarma, è soprattutto la scarsa credibilità di chi rappresenta l’Italia in Europa e nel mondo in questo momento difficile: Berlusconi è oggetto di scherno da parte degli altri leader europei, il ministro Sacconi si rivela un visionario certo del rischio di attentati terroristici al Paese, l’intera maggioranza è soggetta ad un’inaspettata spinta centrifuga che disperde i parlamentari scontenti (ma il buon Verdini è sempre al lavoro per recuperare i fuoriusciti!).

In tutto ciò il più sorprendente rimane (come suo solito…) Umberto Bossi, ormai palesemente incapace di svolgere qualsiasi attività politica e ridotto alla macchietta di sé stesso: messe da parte le rivendicazioni secessioniste e federaliste, rimane fedele a Berlusconi per un misto di necessità e opportunismo e limita i suoi interventi a qualche insulto biascicato se non direttamente al suo dito medio.

Il contributo della Lega Nord, affinché l’Italia esca dalla crisi, si riduce alla sola difesa del sistema pensionistico attuale sotto la minaccia di far cadere il governo. Non certo una proposta lungimirante per un Paese che, ora come ora, non ha la possibilità di garantire lo stesso trattamento ai lavoratori del futuro ma si tratta di un comportamento coerente da parte di chi non ha mai voluto fare i conti con le responsabilità che il suo ruolo richiede.

In una fase storica come quella attuale, l’Italia si dimostra debole, mal governata e priva di riferimenti. La classe politica che ci governa dà la netta impressione di essere priva della capacità di capire e risolvere la situazione ma soprattutto di essere totalmente sprovvista della credibilità necessaria in questi momenti: una crisi economica non si risolve con un dito medio!

Aperitivo con l’autore

Da , 18 settembre 2011 17:09

Quale futuro per l’Italia

Da , 8 settembre 2011 14:53

Durante la calura estiva la crisi che da tempo interessa l’economia mondiale si è aggravata a tal punto da richiedere delle misure straordinarie da parte dei governi per evitare il fallimento dei loro Stati. Anche il governo Berlusconi è stato chiamato ad un atto di responsabilità ma la sua risposta è stata di un’inadeguatezza ed incapacità sconcertanti. Il Premier ha negato a lungo l’esistenza di questa crisi, negandone la gravità (lo ha detto anche il Presidente Napolitano al meeting di CL a Rimini) e accusando le opposizioni di essere demagogiche e catastrofiste. Non potendo più negare l’evidenza, a fronte del rischio che speculatori stranieri prendessero il controllo dell’economia italiana, il governo, ad agosto, ha predisposto una manovra anticrisi.

In quell’occasione Berlusconi ha rivelato qual è il suo valore come uomo politico: un politicante con nessuna credibilità internazionale, abile mistificatore mediatico, irresponsabile verso il popolo italiano. Infatti, le misure più impegnative previste in quella manovra, come ad esempio il pareggio di bilancio, venivano rimandate al 2013 scaricando così l’impopolare onere dell’aumento delle imposte al prossimo governo del Paese.

Di fronte a questa ennesima dimostrazione di inaffidabilità politica è stata l’Europa a suonare il campanello d’allarme costringendo il governo ad assumersi la responsabilità di tamponare l’emergenza il prima possibile. La manovra, così corretta, è in discussione in questi giorni: un pasticcio frutto del disorientamento di una maggioranza sempre più litigiosa e divisa.

Da un lato il PDL è propenso all’aumento della tassazione dei contribuenti già noti al fisco, senza scalfire lo zoccolo dell’evasione, e al taglio dei trasferimenti agli enti locali mentre dall’altro, la Lega, punta alla salvaguardia di un sistema pensionistico che non dà futuro alle giovani generazioni e alla riduzione del numero di parlamentari. Tutto questo condito con le sparate più assurde di ogni singolo parlamentare ed improbabili “vertici di maggioranza” che si tengono ad Arcore (tra le numerose “distrazioni” del Premier) e non in una sede di Stato.

Visto che ogni giorno la manovra cambia come se non ci fosse in ballo il futuro di questo Paese, ci è difficile entrare nel merito di quello che sarà il contenuto definitivo della manovra. Non ci resta altro che l’amara constatazione che l’attuale classe dirigente italiana è la meno adatta e credibile ad affrontare questo periodo storico. Noi, che avremo in mano l’Italia di domani, sentiamo la nostalgia del nostro futuro.

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