Post taggati: Movimento cinque stelle

Dialogo tra sordi

Da , 9 aprile 2013 10:14

Grillo BersaniIl Porcellum ha fatto centro. Le ultime elezioni politiche hanno consegnato un paese in stallo, costretto a fare i conti con la più temuta tra le opzioni possibili: l’ingovernabilità. Il Pd guidato da Bersani può contare sulla maggioranza dei seggi alla Camera dei Deputati ma la composizione del Senato non consente la formazione di un governo guidato dalla coalizione che ha ottenuto più consensi, seppur per pochi voti.

Il nodo della questione è rappresentato dal Movimento 5 Stelle Continua la lettura 'Dialogo tra sordi'»

Il 24 e 25 febbraio tutti a votare!

Da , 5 febbraio 2013 13:29

Vota AntonioIn un clima di crisi economica e di sfiducia, il 24 e il 25 di questo mese il Paese è chiamato alle urne per le elezioni politiche. La legge elettorale è la stessa “porcata” (per definizione del suo stesso autore) varata nel 2005. Evidentemente 7 anni non sono bastati a rimediare a questo scempio. Non potremo quindi indicare la preferenza per nessun candidato parlamentare, ma semplicemente votare una lista con i nomi già decisi dai partiti. Vediamo dunque quali sono le principali forze in campo.

Il premier uscente, il Prof. Monti, ha deciso di “salire” in politica, primo fra i Presidenti del Consiglio “tecnici” a scegliere la strada della candidatura. Ciampi e Dini non l’avevano fatto, mantenendo fede alla loro posizione di terzietà. In suo appoggio si sono schierati Fini e Casini, di certo volti anche troppo noti sulla scena, per un polo “centrista” che ambisce a rinnovare la politica italiana. Non candidato in prima persona, ma attivo nel sostegno al Professore con la sua Italia Futura, si schiera anche Luca Cordero di Montezemolo.

Il centrodestra si presenta con la formazione tipo Pdl-Lega, alleanza che ha segnato, sotto sigle diverse, gli ultimi 18 anni di storia italiana. Il premier indicato pare essere Alfano. Il Carroccio dopo gli scandali ha esibito le pulizie casalinghe con tanto di esposizione di scope e ramazze, ma di fronte all’opportunità di avere Maroni presidente della Lombardia ha ceduto alle lusinghe del Cavaliere. Sul leader del Pdl ormai diventa difficile esprimersi. Aveva abbondonato la scena, dopo c’ha ripensato. Ha aperto ad una coalizione dei “moderati” guidata da Monti, per poi dipingerlo come la rovina d’Italia e attaccarlo quotidianamente. L’ultima boutade di Berlusconi sono le liste pulite, introdotte cercando di recuperare il terreno perso nei confronti del PD, che hanno letteralmente gettato il partito nello scompiglio.

Il centrosinistra si presenta con Pd e Sel. Il candidato premier, scelto con le primarie, è Bersani. I sondaggi danno la coalizione in testa, ma c’è l’incognita del Senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale. Nonostante i tempi stretti le primarie hanno visto un’alta partecipazione, segno di un bisogno diffuso nella popolazione di poter scegliere i propri candidati. Anche se questo esercizio di democrazia è stato parzialmente vanificato dall’imposizione di alcuni nomi celebri nelle liste, è importante notare che non è stato necessario stravolgere l’organizzazione del partito per poter escludere dalle liste elettorali gli “impresentabili”.

In una posizione terza si pone il Movimento 5 Stelle, rappresentato da Grillo e che punta a spazzare via la vecchia classe politica. Ma tra epurazioni interne, aperture agli ambienti dell’estrema destra e proposte di eliminazione dei sindacati (salvo qualche eccezione), la confusione sembra essere tanta. Anche se un punto fermo si può riscontrare ed è il populismo, ben espresso dalla volontà di eliminare i corpi intermedi (partiti e sindacati appunto) tra il cittadino e le istituzioni.

Non poteva mancare, infine, un movimento che si propone in aperta polemica con gli schieramenti tradizionali ma che in realtà raccoglie in un unico calderone tutti i simboli che non sono riusciti ad avere una rappresentanza parlamentare nell’ultima legislazione. In questa tornata elettorale il privilegio spetta a “Rivoluzione Civile”, guidata dal magistrato Antonio Ingroia.

Il quadro non è dei migliori, ma noi Giovani per Oderzo auspichiamo un’alta affluenza alle urne, dalle quali possa scaturire una maggioranza solida e riformista, nel segno di un cambiamento incentrato sulla crescita e sull’equità sociale.

Quel grullo di Grillo

Da , 7 gennaio 2013 22:12

Grillo nuotaDi recente ha fatto molta notizia il Movimento 5 Stelle e la predominanza della figura “leader” di Beppe Grillo. Le ultime azioni del comico ligure hanno fatto ben discutere l’opinione pubblica e messo in discussione la credibilità del Movimento stesso. In effetti, benché il gruppo si proponga come un movimento e non come un’organizzazione partitica, nelle sue scelte rivela l’esatto contrario. Le prime crepe nella democrazia del Movimento si sono potute notare durante le elezioni Amministrative del maggio 2012, quando Grillo aveva invitato i suoi candidati alla non partecipazione ai talk show televisivi. Successivamente ricordiamo il “caso” Favia: il consigliere regionale dell’Emilia Romagna rilasciò delle dichiarazioni scomode, rincarando la dose durante le sue apparizioni successive.
Con la traversata dello Stretto di Messina, avvenuta lo scorso ottobre, Grillo ha voluto dimostrare la forza e il vigore del Movimento pronto a conquistare l’isola siciliana in vista delle imminenti Amministrative. Questa prova olimpica ha portato i suoi frutti, ma il vento “favorevole” ha soffiato per poco più di un mese. L’ondata di dissenso ha travolto il Movimento a causa dell’apparizione di Federica Salsi alla trasmissione “Ballarò”. Presenza non gradita dal vertice, che ha fatto scoppiare subito le polemiche rispetto alla sovranità o meno dei militanti e al costante influsso di Grillo e del “guru” Casaleggio. La fine dell’esperienza politica all’interno del Movimento per Favia e Salsi si è conclusa pochi giorni fa con l’epurazione dei due dettata dal comico tramite un video sul suo blog. Dimostrando una parvenza di apertura verso l’elettorato sono state indette le primarie online per il Parlamento. Abbiamo assistito ad una partecipazione assai scarsa, degna di una circoscrizione di quartiere: nonostante queste elezioni fossero state pubblicizzate efficacemente si sono rivelate per pochi intimi, anche perché bisogna tener presente che gli epurati citati sopra non sono stati gli unici ma solo i casi più celebri tra i tanti.
Prendendo quindi in esame gli ultimi mesi di attività del Movimento, considerandone gli alti e i bassi, a questo punto sorge spontanea una domanda: in che modo Beppe Grillo sceglierà di muoversi sul palcoscenico politico?

Amministrative 2012: un Grillo da paura?

Da , 4 giugno 2012 19:54

Le elezioni amministrative tenutesi recentemente in molti Comuni italiani sono state caratterizzate da due elementi che tutti gli analisti politici hanno sottolineato: l’altissimo grado di astensionismo e il successo elettorale del Movimento Cinque Stelle. Se l’astensionismo era un fenomeno annunciato e prevedibile vista l’attuale situazione politica dominata dal malcontento e dalla sfiducia nei confronti dei partiti, i notevoli risultati conseguiti dal movimento creato da Beppe Grillo sono stati in buona parte inattesi, soprattutto la vittoria a Parma.

Perché questo risultato? Molti hanno liquidato questo successo considerandolo come il semplice frutto di un voto di protesta. Riteniamo invece che un simile risultato nasconda ragioni più profonde che originano dal vuoto di contenuti politici lasciato dai partiti storici. L’assenza di credibilità, l’incapacità di rinnovare la classe dirigente, la scarsa determinazione nell’affrontare i problemi del Paese e la distanza, che pare incolmabile, tra eletti ed elettori hanno spinto molti a sostenere un Movimento che dà voce e spazio a gente comune.

Grillo è e rimane un personaggio controverso, spesso populista e inopportuno nei toni che usa, ma non si possono attribuire questi difetti anche a chi ha sostenuto il Movimento Cinque Stelle. I partiti sembrano non aver colto questo aspetto, minimizzando e ridicolizzando il segnale lanciato dagli elettori. Dispiace inoltre che, di fronte al grandissimo numero di italiani che hanno scelto di non votare per esprimere il proprio disagio, anche politici responsabili come Bersani abbiano esultato per una vittoria poco convincente, confermando l’incapacità di fare un’autocritica seria, che tanto potrebbe giovare al Partito Democratico.

La via d’uscita da questa situazione dovrebbe darla infatti proprio la politica, che dovrebbe interrogarsi su sé stessa per recuperare la credibilità e il ruolo di rappresentanza democratica dei cittadini del Paese. Grillo e il suo movimento nascono come reazione all’inadeguatezza della politica attuale e non hanno le caratteristiche e la lungimiranza di un progetto a lungo termine, proprio per questo urge sempre più un cambio di rotta radicale, deciso e convinto da parte di chi guida questo Paese da trent’anni.

Panorama Theme by Themocracy