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Una legge che fa acqua

Da , 8 aprile 2016 11:38

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Il referendum del giugno 2011 sulla gestione pubblica dell’acqua sembrava aver definitivamente chiuso la partita: l’acqua è un bene comune e non può essere in nessun modo oggetto di interesse privato. Questo assunto viene oggi rimesso in discussione da un emendamento del PD alla proposta di legge che dovrebbe appunto recepire il risultato referendario. Il testo proposto sostituisce l’obbligo della gestione pubblica del servizio con un indirizzo preferenziale, aprendo di fatto la possibilità alla partecipazione di enti privati. Un provvedimento questo, che affianca la predilezione per la creazione di grandi multi-utility per la gestione centralizzata dei servizi comunali come previsto dallo “Sblocca Italia” e gli incentivi della Legge di Stabilità per i comuni che privatizzano i servizi pubblici a rete. Continua la lettura 'Una legge che fa acqua'»

Virata a babordo

Da , 9 febbraio 2015 17:26
Foto da La Tribuna di Treviso

Foto da La Tribuna di Treviso

A maggio i cittadini veneti saranno chiamati a rinnovare il consiglio regionale e, ad oggi, si profila la contrapposizione fra il presidente uscente, Luca Zaia, e la candidata del Partito Democratico Alessandra Moretti, già eurodeputata a Strasburgo, scelta a novembre mediante delle primarie molto discusse e a dir poco frettolose. Per contrapporsi alla potenza leghista il PD propone una strategia di alleanze allargate e di liste omnicomprensive a supporto della sua candidata. In quest’ottica, per quanto riguarda la provincia di Treviso, sono state proposte anche due liste a stampo civico in grado di raccogliere i voti dell’elettorato allergico ai simboli di partito. In una di queste due, di marcata connotazione centrista-moderata, potrebbe trovare posto anche il nostro sindaco Pietro Dalla Libera, o almeno queste sono le indiscrezioni che circolano in questi giorni sulla stampa locale (Tribuna di Treviso, 22/01/2015).

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Renzi fa cappotto alle europee

Da , 10 giugno 2014 19:04

 

Img_1Il PD di Renzi stravince le europee con il 40,8% dei voti. Un risultato che va ben al di sopra del 30%, obiettivo che incarnava la famosa vocazione maggioritaria di un neonato Partito Democratico.

Questo successo non può essere sicuramente indice di un improvviso spostamento a sinistra del Paese, ma va semmai riconosciuto al Presidente del Consiglio di aver saputo allargare il proprio bacino elettorale. Il caso del Veneto è emblematico: il PD, primo partito con il 37,5%, ha dimostrato di saper raccogliere i voti di un elettorato tradizionalmente distante dalla sinistra e che nel carisma di Renzi ha scorto l’uscita veloce dalla crisi.

Tale risultato è ancor più rilevante se confrontato con quello del secondo partito, il Movimento 5 stelle, che ha ottenuto circa la metà dei voti del vincitore. Una sconfitta resa ancora più amara dalle grandi aspettative della vigilia e che sembra aver aperto all’interno dei cinque stelle una fase di dibattito e di messa in discussione della linea adottata nel presentarsi agli elettori.

Da segnalare la performance della lista italiana collegata a Tsipras, che ha riunito i movimenti e partiti alla sinistra del PD riuscendo a superare la soglia di sbarramento. Risultato notevole se confrontato con quello molto simile del Nuovo Centro Destra. Mentre quest’ultimo può infatti vantare dei propri rappresentanti anche all’interno del Governo in ruoli chiave, la lista Tsipras era all’esordio.

Un dato che desta preoccupazione è il risultato della Lega Nord di Salvini che sancisce lo spostamento del partito verso le posizioni della destra più estrema. Se nel nord Italia alcuni temi, come il federalismo secessionista, riscuotono ancora un discreto successo, nel centro e sud del Paese è stato il contributo dei movimenti di estrema destra a garantire le preferenze al partito. Il caso di Borghezio, rieletto nella circoscrizione centro con i voti dichiarati di Casa Pound è un segno allarmante della deriva che Salvini ha impresso al nuovo corso leghista.

Dal nuovo Parlamento e dalla Commissione ci aspettiamo ora politiche a favore dell’occupazione e della crescita, libere dai vincoli dell’austerity.

 

 

Slot machine: giocata perdente!

Da , 7 gennaio 2014 16:58

Img_4Durante la settimana di Natale abbiamo assistito all’ennesima figuraccia all’italiana o, per meglio dire, alla “sinistra italiana”. Il Senato ha approvato un emendamento, parte del ddl così detto “salva Roma” (boh), che priva le Regioni e i Comuni che si battono contro il gioco d’azzardo dei fondi per l’anno a venire. Continua la lettura 'Slot machine: giocata perdente!'»

Primarie PD: l’occasione per scegliere il meglio (e non il meno peggio!)

Da , 7 dicembre 2013 09:42

img_1Siamo in dirittura d’arrivo. Ultima settimana di campagna elettorale in vista delle primarie del Partito Democratico. I tre candidati, Civati, Renzi e Cuperlo li abbiamo visti sfidarsi nel dibattito televisivo organizzato da skytg24 venerdì scorso e dopo mesi di preparazione si accingono ad affrontare la prova del voto.

Discutendo tra noi è emerso che, come elettori di centro-sinistra, dei tre contendenti alla segreteria del PD è Civati quello che ha convinto la maggior parte di noi. Continua la lettura 'Primarie PD: l’occasione per scegliere il meglio (e non il meno peggio!)'»

Domani è un altro Giorgio

Da , 6 maggio 2013 17:56

NapolitanoDopo sei votazioni delle Camere riunite, il 20 aprile scorso, Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica, primo caso nella storia italiana, con i voti di Pdl, Pd e Scelta Civica di Mario Monti.

L’elezione è arrivata dopo un percorso sofferto segnato soprattutto dalle divisioni interne al Pd che hanno portato all’affossamento delle candidature di Marini e di Prodi, nei confronti dei quali non si è trovato l’accordo dei principali gruppi parlamentari e non c’è stata unità nemmeno da parte del Partito Democratico. Il candidato proposto dal Movimento 5 Stelle Stefano Rodotà, uomo notoriamente di sinistra, è stato inspiegabilmente ignorato Continua la lettura 'Domani è un altro Giorgio'»

Dialogo tra sordi

Da , 9 aprile 2013 10:14

Grillo BersaniIl Porcellum ha fatto centro. Le ultime elezioni politiche hanno consegnato un paese in stallo, costretto a fare i conti con la più temuta tra le opzioni possibili: l’ingovernabilità. Il Pd guidato da Bersani può contare sulla maggioranza dei seggi alla Camera dei Deputati ma la composizione del Senato non consente la formazione di un governo guidato dalla coalizione che ha ottenuto più consensi, seppur per pochi voti.

Il nodo della questione è rappresentato dal Movimento 5 Stelle Continua la lettura 'Dialogo tra sordi'»

Il 24 e 25 febbraio tutti a votare!

Da , 5 febbraio 2013 13:29

Vota AntonioIn un clima di crisi economica e di sfiducia, il 24 e il 25 di questo mese il Paese è chiamato alle urne per le elezioni politiche. La legge elettorale è la stessa “porcata” (per definizione del suo stesso autore) varata nel 2005. Evidentemente 7 anni non sono bastati a rimediare a questo scempio. Non potremo quindi indicare la preferenza per nessun candidato parlamentare, ma semplicemente votare una lista con i nomi già decisi dai partiti. Vediamo dunque quali sono le principali forze in campo.

Il premier uscente, il Prof. Monti, ha deciso di “salire” in politica, primo fra i Presidenti del Consiglio “tecnici” a scegliere la strada della candidatura. Ciampi e Dini non l’avevano fatto, mantenendo fede alla loro posizione di terzietà. In suo appoggio si sono schierati Fini e Casini, di certo volti anche troppo noti sulla scena, per un polo “centrista” che ambisce a rinnovare la politica italiana. Non candidato in prima persona, ma attivo nel sostegno al Professore con la sua Italia Futura, si schiera anche Luca Cordero di Montezemolo.

Il centrodestra si presenta con la formazione tipo Pdl-Lega, alleanza che ha segnato, sotto sigle diverse, gli ultimi 18 anni di storia italiana. Il premier indicato pare essere Alfano. Il Carroccio dopo gli scandali ha esibito le pulizie casalinghe con tanto di esposizione di scope e ramazze, ma di fronte all’opportunità di avere Maroni presidente della Lombardia ha ceduto alle lusinghe del Cavaliere. Sul leader del Pdl ormai diventa difficile esprimersi. Aveva abbondonato la scena, dopo c’ha ripensato. Ha aperto ad una coalizione dei “moderati” guidata da Monti, per poi dipingerlo come la rovina d’Italia e attaccarlo quotidianamente. L’ultima boutade di Berlusconi sono le liste pulite, introdotte cercando di recuperare il terreno perso nei confronti del PD, che hanno letteralmente gettato il partito nello scompiglio.

Il centrosinistra si presenta con Pd e Sel. Il candidato premier, scelto con le primarie, è Bersani. I sondaggi danno la coalizione in testa, ma c’è l’incognita del Senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale. Nonostante i tempi stretti le primarie hanno visto un’alta partecipazione, segno di un bisogno diffuso nella popolazione di poter scegliere i propri candidati. Anche se questo esercizio di democrazia è stato parzialmente vanificato dall’imposizione di alcuni nomi celebri nelle liste, è importante notare che non è stato necessario stravolgere l’organizzazione del partito per poter escludere dalle liste elettorali gli “impresentabili”.

In una posizione terza si pone il Movimento 5 Stelle, rappresentato da Grillo e che punta a spazzare via la vecchia classe politica. Ma tra epurazioni interne, aperture agli ambienti dell’estrema destra e proposte di eliminazione dei sindacati (salvo qualche eccezione), la confusione sembra essere tanta. Anche se un punto fermo si può riscontrare ed è il populismo, ben espresso dalla volontà di eliminare i corpi intermedi (partiti e sindacati appunto) tra il cittadino e le istituzioni.

Non poteva mancare, infine, un movimento che si propone in aperta polemica con gli schieramenti tradizionali ma che in realtà raccoglie in un unico calderone tutti i simboli che non sono riusciti ad avere una rappresentanza parlamentare nell’ultima legislazione. In questa tornata elettorale il privilegio spetta a “Rivoluzione Civile”, guidata dal magistrato Antonio Ingroia.

Il quadro non è dei migliori, ma noi Giovani per Oderzo auspichiamo un’alta affluenza alle urne, dalle quali possa scaturire una maggioranza solida e riformista, nel segno di un cambiamento incentrato sulla crescita e sull’equità sociale.

Una candidata trevigiana alle primarie del centrosinistra

Da , 9 ottobre 2012 08:09

Bersani e Renzi preoccupatiNegli ultimi anni la politica italiana non se l’è passata affatto bene: la maggior parte degli italiani non si sente più rappresentata da una classe politica percepita come estremamente lontana dai problemi reali del Paese. Quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti non sanno più come dar voce alla propria comunità di riferimento anche perché, con la legge elettorale che li ha portati in Parlamento, non ne hanno una!

Forse è questa la ragione che ha portato sempre un gran numero di elettori a partecipare alle primarie organizzate dal centro-sinistra, fin dalla loro prima comparsa nella scena politica italiana, riconoscendo in esse un valido meccanismo democratico.

Sarebbe bello poter identificare lo stesso valido meccanismo anche stavolta. Il PD ha infatti messo in campo l’idea di nuove primarie, a quanto pare non per scegliere il proprio segretario, ma direttamente un candidato premier dell’eventuale coalizione di centro-sinistra, da presentare alle prossime elezioni. Il dibattito si è già acceso. Sarà questa questa un’occasione di sano confronto democratico, senza colpi di mano che stravolgano le regole del gioco in corso d’opera? Ce lo auguriamo.

Il dibattito vede già a fronteggiarsi grandi personalità. Da una parte l’attuale segretario Pierluigi Bersani, dall’altra il principale sfidante Matteo Renzi, sindaco di Firenze, il “rottamatore” della vecchia classe dirigente del PD. Dall’altra ancora l’attuale Presidente della Regione Puglia e Presidente di SEL, Nichi Vendola.

Un altro candidato però a cui vorremmo dedicare qualche riflessione in più, soprattutto perché proviene dal nostro territorio, ma anche semplicemente perché non gode della stessa visibilità di cui godono gli altri candidati, è Laura Puppato, attualmente Consigliere Regionale in Veneto per il PD.

Già conosciuta nel nostro territorio per le ottime iniziative messe in campo per la sua città, quando era Sindaco di Montebelluna, si candida ora sostenendo di avere idee chiare, supportate dall’esperienza accumulata sul territorio.

Come da lei stessa annunciato, condurrà una campagna all’insegna della sobrietà e del risparmio al fine di esporre le sue proposte per l’Italia e di farsi conoscere da tutto il Paese. Non possiamo non ammettere, infatti, il forte svantaggio iniziale verso gli altri sfidanti, ben più noti e visibili di lei. Tuttavia il suo punto di forza è aver spostato il dibattito dalla questione dei nomi di chi rimarrà e di chi sarà rottamato, alle idee; cioè su quello che è mancato alla politica negli ultimi anni, affrontando temi attualissimi, dalle proposte per il mercato del lavoro a quelle sullo sviluppo sostenibile, dalla parità di genere alla riduzione dei costi della politica e alla scelta dei parlamentari attraverso le primarie.

Un piccolo particolare ancora, che nella nostra cara vecchia Italia forse può essere sottolineato: il fatto che il candidato alle primarie sia una donna, autorevole e con buone idee potrebbe forse rivelarsi un’occasione da non sprecare.

Aria di elezioni, ma il vento non soffia

Da , 3 settembre 2012 12:20

Aria di elezioni, ma il vento non soffiaSiamo ormai a settembre e si apre per l’Italia il periodo che porterà alle elezioni e al rinnovo del Parlamento. Rispetto al passato l’incertezza domina la scena politica e non è semplice prevedere quali scenari si presenteranno prima e dopo le elezioni.

Nonostante le varie promesse e gli appelli del Presidente della Repubblica, l’attuale legge elettorale deve ancora essere modificata e a parte qualche dibattito poco partecipato non si sono ancora viste proposte concrete. Uno dei nodi che paralizza i partiti su questa riforma è il premio di maggioranza: alcuni propendono per assegnarlo al partito che otterrà più voti, altri alla coalizione. Questo è un punto fondamentale per capire cosa accadrà in futuro: nel caso di premio di maggioranza al singolo partito sono alte le possibilità di accordo post-elettorale, con la conseguenza di imprevedibili compromessi per uniformare programmi tra loro molto distanti.

Crediamo che presentarsi alle elezioni con un programma per poi disattenderlo nelle sue parti più caratterizzanti (cioè quanto può distinguere un partito di destra da uno di sinistra) sia un ennesimo tradimento ad un elettorato ormai sfiduciato e propenso all’astensionismo o al voto di protesta. A nostro parere solo la trasparenza nelle scelte, la chiarezza delle decisioni e la coerenza delle azioni possono motivare il voto ad una formazione politica.

Quello che ci interessa è ciò che accadrà a sinistra. Al momento il Pd, partito di maggioranza nello schieramento, ha dimostrato di non essere capace di dare garanzie all’elettorato. Infatti non è chiara quale linea verrà adottata: alleanze con il centro? Appello alla responsabilità nazionale per un nuovo governo di ampia maggioranza? Una più naturale e auspicabile alleanza con le forze di sinistra? O infine da solo ma con una linea fortemente identitaria?

In ogni caso ci auguriamo di poter votare una forza politica che proponga una reazione alla crisi basata sui principi di equità, solidarietà e giustizia, che sappia coniugare lotta agli sprechi e risanamento dei debiti senza rinunciare a lavoro, salute e istruzione. Insomma, una proposta di sinistra!

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