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Il 24 e 25 febbraio tutti a votare!

Da , 5 febbraio 2013 13:29

Vota AntonioIn un clima di crisi economica e di sfiducia, il 24 e il 25 di questo mese il Paese è chiamato alle urne per le elezioni politiche. La legge elettorale è la stessa “porcata” (per definizione del suo stesso autore) varata nel 2005. Evidentemente 7 anni non sono bastati a rimediare a questo scempio. Non potremo quindi indicare la preferenza per nessun candidato parlamentare, ma semplicemente votare una lista con i nomi già decisi dai partiti. Vediamo dunque quali sono le principali forze in campo.

Il premier uscente, il Prof. Monti, ha deciso di “salire” in politica, primo fra i Presidenti del Consiglio “tecnici” a scegliere la strada della candidatura. Ciampi e Dini non l’avevano fatto, mantenendo fede alla loro posizione di terzietà. In suo appoggio si sono schierati Fini e Casini, di certo volti anche troppo noti sulla scena, per un polo “centrista” che ambisce a rinnovare la politica italiana. Non candidato in prima persona, ma attivo nel sostegno al Professore con la sua Italia Futura, si schiera anche Luca Cordero di Montezemolo.

Il centrodestra si presenta con la formazione tipo Pdl-Lega, alleanza che ha segnato, sotto sigle diverse, gli ultimi 18 anni di storia italiana. Il premier indicato pare essere Alfano. Il Carroccio dopo gli scandali ha esibito le pulizie casalinghe con tanto di esposizione di scope e ramazze, ma di fronte all’opportunità di avere Maroni presidente della Lombardia ha ceduto alle lusinghe del Cavaliere. Sul leader del Pdl ormai diventa difficile esprimersi. Aveva abbondonato la scena, dopo c’ha ripensato. Ha aperto ad una coalizione dei “moderati” guidata da Monti, per poi dipingerlo come la rovina d’Italia e attaccarlo quotidianamente. L’ultima boutade di Berlusconi sono le liste pulite, introdotte cercando di recuperare il terreno perso nei confronti del PD, che hanno letteralmente gettato il partito nello scompiglio.

Il centrosinistra si presenta con Pd e Sel. Il candidato premier, scelto con le primarie, è Bersani. I sondaggi danno la coalizione in testa, ma c’è l’incognita del Senato, dove il premio di maggioranza è assegnato su base regionale. Nonostante i tempi stretti le primarie hanno visto un’alta partecipazione, segno di un bisogno diffuso nella popolazione di poter scegliere i propri candidati. Anche se questo esercizio di democrazia è stato parzialmente vanificato dall’imposizione di alcuni nomi celebri nelle liste, è importante notare che non è stato necessario stravolgere l’organizzazione del partito per poter escludere dalle liste elettorali gli “impresentabili”.

In una posizione terza si pone il Movimento 5 Stelle, rappresentato da Grillo e che punta a spazzare via la vecchia classe politica. Ma tra epurazioni interne, aperture agli ambienti dell’estrema destra e proposte di eliminazione dei sindacati (salvo qualche eccezione), la confusione sembra essere tanta. Anche se un punto fermo si può riscontrare ed è il populismo, ben espresso dalla volontà di eliminare i corpi intermedi (partiti e sindacati appunto) tra il cittadino e le istituzioni.

Non poteva mancare, infine, un movimento che si propone in aperta polemica con gli schieramenti tradizionali ma che in realtà raccoglie in un unico calderone tutti i simboli che non sono riusciti ad avere una rappresentanza parlamentare nell’ultima legislazione. In questa tornata elettorale il privilegio spetta a “Rivoluzione Civile”, guidata dal magistrato Antonio Ingroia.

Il quadro non è dei migliori, ma noi Giovani per Oderzo auspichiamo un’alta affluenza alle urne, dalle quali possa scaturire una maggioranza solida e riformista, nel segno di un cambiamento incentrato sulla crescita e sull’equità sociale.

Berlusconi: non c’è due senza tre, e la sesta vien da sè

Da , 7 gennaio 2013 22:12

Silvio non cambiaSi ricandida. Per la sesta volta. Aveva detto che avrebbe fatto un passo indietro, lasciando via libera alle primarie del Pdl per la scelta del suo successore, ma senza finanziarle, pur sapendo che ogni attività indetta dal suo partito dipende irrimediabilmente dal suo portafoglio. E invece, all’indomani della condanna nel processo Mediaset per frode fiscale, ha annunciato il suo ritorno in campo, forse temendo che questa prima consultazione popolare potesse dare agli elettori di centro destra l’impressione di votare per il candidato di un partito trasparente che non ha bisogno di barricarsi dietro un nome così importante. All’inizio ha fatto capolino timidamente e non si è candidato premier, poi invece sì. Primarie annullate e il fido Alfano, che tanto si era speso per promuoverle e per cambiare faccia al suo partito, retrocesso nuovamente a comparsa, ma pronto per essere esposto come capro espiatorio in caso di difficoltà.
Il Cavaliere non poteva rimanere indifferente alla richiesta di aiuto proveniente dal suo Paese, quello che lui ama e che è sconvolto dalla crisi! Un Paese che Berlusconi ha governato per otto degli ultimi undici anni, ma questo poco importa, perché la situazione attuale non è figlia delle sue scelte in quelle lunghe legislature, ma delle decisioni politiche di Mario Monti, che ha preso il suo posto a Palazzo Chigi poco più di un anno fa e che ha stretto l’Italia nella morsa dell’austerity. Tuttavia… Questi errori di poco conto si possono perdonare: se il Professore decidesse di candidarsi a premier per il centrodestra, Berlusconi farebbe un passo indietro. Anzi, è proprio lui a chiedergli di esporsi in prima persona per salvare il Paese dal pericolo comunista, incarnato da Vendola e Bersani. Per sconfiggere il nemico i “moderati” devono unirsi, anche se per il Nostro Fini e Casini sono “persone orridissime”.
Risulta evidente anche ai più scettici che siamo di fronte ad un eroe. Avrebbe voluto dedicarsi al Milan e alla costruzione di ospedali in Africa, invece si sacrifica e torna in campo per il bene di tutti noi proprio a ridosso dei processi che lo vedono coinvolto in prima persona. Meno male che Silvio c’è.

Il declino dell’impero del Celeste

Da , 5 novembre 2012 15:55

Il 26 ottobre il Consiglio regionale della Lombardia si è riunito per l’ultima volta in questa legislatura, che tramonta prematuramente investita dalle inchieste in cui sono state coinvolte 14 persone tra consiglieri e assessori. L’ultimo atto è stato la votazione per la modifica della legge elettorale e la conseguente rimozione del listino bloccato; dopodichè tutto il Consiglio ha presentato le dimissioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto la Lega a privare del suo sostegno Formigoni è stata l’arresto dell’assessore alla casa Domenico Zambetti, accusato di voto di scambio con la ‘ndrangheta e concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo aver ingerito molti rospi nel corso dei mesi passati, il Carroccio, di fronte al coinvolgimento con la malavita organizzata meridionale, ha preferito staccare la spina alla giunta del Celeste. Lo stesso Presidente della Regione Lombadia, la più ricca e produttiva d’ Italia, è indagato per corruzione nel noto caso Daccò-Maugeri e, come se non bastasse, è coinvolto in un processo per diffamazione. Alla luce di tutto questo, Formigoni rischia di perdere il sostegno di Comunione e Liberazione, la potente organizzazione cattolica che proprio grazie anche alla sua opera detta legge in Lombardia, soprattutto nella sanità.

Noi Giovani per Oderzo affrontiamo questi temi con molta indignazione, non potendo rimanere indifferenti davanti a certi atteggiamenti della classe dirigente, emersi in Lombardia come nel Lazio. Si getta discredito sull’immagine del Paese, che si sta tanto faticosamente rialzando dopo l’era del bunga bunga e delle Minetti candidate nonostante l’ostentata impreparazione. Tutto questo non fa che aumentare il solco tra governanti e cittadini, specialmente i più giovani, chiamati a prendere le redini di un sistema sempre più frantumato. Colpisce le coscienze, specie in un periodo di crisi economica, scoprire che i soldi pubblici vengono gestiti illecitamente e per proprio tornaconto personale da chi è stato scelto dagli elettori per amministrare la res publica. C’è da sperare che le elezioni che verranno coinvolgano personalità capaci di risollevare il tenore della vita amministrativa.

Quanti giovani per Oderzo?

Da , 10 gennaio 2011 19:44

Era il lontano 2006: alcuni giovani spinti dalla voglia di rinnovamento e di partecipazione alla gestione della cosa pubblica avevano iniziato la loro esperienza politica nell’ambito di associazioni e gruppi informali, arrivando, poi, alla loro prima esperienza di campagna elettorale nelle amministrative che si svolsero lo stesso anno.
Tra quei giovani non c’eravamo solo noi, Giovani per Oderzo: ogni candidato sindaco era sostenuto da liste di giovani che, tuttavia, terminate le elezioni amministrative, sono sparite dalla circolazione nel giro di breve tempo.
Oggi siamo felici di non essere più soli: sembra, infatti, che sia recentemente nato il gruppo dei Giovani e Liberi per Oderzo, almeno così ci pare di capire dalla firma di un articolo pubblicato sul periodico Qui Oderzo.
Di loro sappiamo poco se non che, collocandosi nell’alveo del PdL, sollevano problemi che noi abbiamo evidenziato da anni. Nell’articolo distribuito alle famiglie opitergine, infatti, rimproverano al sindaco di esagerare con le premiazioni (Strillone di dicembre 2007 e marzo 2008) e di affrontare il tema della sicurezza solo con parole e non con fatti (Strillone di ottobre 2009).
Ci auguriamo pertanto che, da un lato, l’Amministrazione rifletta ancora su questi argomenti, viste le critiche giunte da più parti, dall’altro di poter conoscere meglio questi giovani e di poter capire il loro eventuale rapporto con il PdL.
Noi, infatti, non possiamo in alcun modo sentirci vicini ad un partito (e ad un governo!) che costantemente demolisce il nostro futuro, condannandoci ad una vita di precariato, che concepisce la ricerca universitaria solo in termini di profitto immediato, che considera la scuola pubblica come una spesa scomoda e consegna a chi è più giovane di noi una preparazione scadente e inadeguata. Di pari non possiamo neppure sentirci vicini ad un’opposizione che è sostanzialmente assente a livello nazionale, spesso incoerente e gerontocratica a tutti i livelli.
Non ci resta che augurare un buon lavoro ai nostri “colleghi” Giovani e Liberi per Oderzo: l’impegno giovanile in politica rimane, forse, l’ultima risorsa per un Paese come il nostro.

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