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A volte ritornano: la provincia di Treviso

Da , 4 ottobre 2016 06:54

img_2Lo scorso 18 settembre, quasi in sordina, si sono svolte le elezioni del Presidente e del Consiglio della provincia di Treviso. A differenza delle scorse tornate elettorali, però, questa volta i cittadini non sono stati chiamati a esprimere il proprio voto, conformemente a quanto disposto dalla riforma Delrio del 2014 che ha profondamente rivisto il ruolo delle vecchie province. Secondo la legge, il vecchio ente territoriale non è stato eliminato (come auspicato da molti) ma è diventato un ente di secondo livello, con competenze limitate seppur importanti (tra cui la viabilità, l’organizzazione scolastica e l’edilizia delle scuole secondarie superiori) e soprattutto con una componente politica ridotta ed eletta dagli amministratori locali. Per questo non ci sono state le consuete campagne elettorali e lo scarso dibattito tra candidati non è giunto alle orecchie dei cittadini anche perché, essendo il corpo elettorale composto dai sindaci e dai consiglieri comunali della provincia, possiamo dire che i risultati fossero facilmente prevedibili se non addirittura calcolabili.
Nei mesi precedenti alla votazione si è vociferato a lungo di un “listone” di amministratori PD e Lega ma alla fine la competizione ha visto contrapporsi il vincitore Stefano Marcon, sindaco leghista di Castelfranco, al sindaco dem di Treviso, Giovanni Manildo, che ha tentato di attirare a sé i voti degli amministratori civici.
La nuova provincia di Treviso nasce dunque in continuità con le passate amministrazioni del Carroccio ma la modalità di elezione indiretta consegna al nuovo Consiglio provinciale la pesante responsabilità di risarcire il rapporto con i cittadini che, seppur non interpellati nell’elezione, restano i destinatari dell’azione amministrativa. Soprattutto in questa fase della storia del nostro Paese, dominata dall’antipolitica, è importante che gli amministratori sappiano dimostrarsi aperti all’ascolto: diciamo che le elezioni provinciali non sono state un grande esempio in questo senso, complice anche il forte elemento di novità.
Marcon non ha ancora delineato quale sarà la sua attività come Presidente della provincia, limitandosi a dichiarare piena fedeltà e collaborazione al Presidente del Veneto Zaia… Avrebbe forse potuto essere altrimenti?

Treviso Pride è uguaglianza, diritti, ma soprattutto tanto AMORE

Da , 8 giugno 2016 18:45

prideSabato 18 giugno Treviso si colora di orgoglio. Per la prima volta la città ospiterà il Pride, la marcia dell’orgoglio LGBT.

Il corteo partirà alle 15.30 davanti alla stazione dei treni per giungere in Piazza Matteotti. Sul sito del Treviso Pride (www.trevisopride.it) è possibile consultare il percorso. Il comitato organizzatore ha messo in campo molte iniziative ed eventi di sensibilizzazione ed informazione in preparazione alla marcia.

I Giovani per Oderzo, come molte altre realtà territoriali, hanno scelto da diversi mesi di aderire come associazione alla manifestazione. Continua la lettura 'Treviso Pride è uguaglianza, diritti, ma soprattutto tanto AMORE'»

Un finesettimana di manifestazioni

Da , 14 ottobre 2013 18:29

Alcune foto dalle manifestazioni dell’11 e 12 ottobre, da Piazza del Baratto e lo scambio libri del 13 ottobre!

11 ottobre, “Si scrive scuola, si legge futuro

1391972_370755953056330_2056902510_n Continua la lettura 'Un finesettimana di manifestazioni'»

Non è più una Marca per sceriffi

Da , 8 luglio 2013 17:41

img_1Un mese fa la città di Treviso salutava l’elezione di un nuovo sindaco: Giovanni Manildo, proveniente dalle file del PD e vittorioso nei confronti del più leghista dei candidati possibili, Giancarlo Gentilini, letteralmente travolto dal successo del centro-sinistra. Il tonfo leghista si è sentito lontano e la sconfitta dello “sceriffo” ha risvegliato gli entusiasmi di un’intera provincia, costretta da anni a sopportare l’imbarazzante presenza dello scomodo ex sindaco ed ex pro-sindaco del capoluogo.
Il risultato non sarà stato inaspettato per chi da tempo dava la Lega Nord per defunta: appena uscita da un pessimo risultato elettorale e confinata a silenziosa opposizione, vincitrice in Lombardia con l’obiettivo di creare la sedicente “macroregione del nord” di cui però già non si parla più e guidata da un segretario, Maroni, che nell’ambizione di rinnovare l’immagine e la classe dirigente ha finito per far precipitare ciò che restava del partito in un vortice di bieche epurazioni e tradimenti di identità (portare il popolo di Pontida, tutto fango ed elmetti cornuti, al Lingotto di Torino è stato forse l’azzardo più grande), la Lega non poteva certo far sperare in grandi risultati.
Eppure Gentilini era convinto di vincere con la sua solita, ignorante, arroganza, con la presunzione di chi crede che nell’Italia del 2013 ci sia ancora molta gente disposta a votare un sindaco alla soglia degli 84 anni, ebbro del suo ego al punto da considerare Treviso una sua proprietà dove instaurare il suo personale “ventennio”.
La sua retorica xenofoba, maschilista e conservatrice, fatta di parole nauseanti ancora intrise di fascismo e autarchia, è stata finalmente consegnata al passato con uno scatto di orgoglio che da tempo ci aspettavamo dai cittadini trevigiani.
Il futuro del trevigiano non lo conosciamo e possiamo solo proiettarvi speranze e aspettative per troppo tempo messe da parte e che solo ora vedono quanto meno la possibilità di concretizzarsi: ora sta al nuovo sindaco Manildo dimostrare quanto questo cambiamento fosse necessario per la città.  Il passato invece lo conosciamo bene e dovremo lavorare molto per levarci di dosso la nomea che ci ha consegnato a livello nazionale e internazionale. Ora però possiamo finalmente dire che questa non è più una Marca per sceriffi.

Uno sceriffo extraterrestre

Da , 7 gennaio 2013 22:12

Gentilini texPer un momento sembravano spariti. Un anno di governo tecnico e la continua ansia da spread ci avevano quasi fatto dimenticare quel singolare movimento politico che è la Lega Nord. Ridotti a passare da governo ad opposizione, privati della sempre rassicurante compagnia di Berlusconi e soprattutto scossi dall’improvviso affondamento di Umberto Bossi, i leader nazionali del partito erano passati decisamente in secondo piano. Eppure, nel silenzio dell’ultimo anno, i rappresentanti del popolo padano stavano organizzando il loro ritorno, purificati da un periodo di opposizione che vorrebbero avesse fatto dimenticare le scelleratezze del loro operato nell’assurdo governo presieduto da Berlusconi (quello che credeva Ruby nipote di Mubarak).
Ecco che allora, di fronte agli appuntamenti elettorali del prossimo anno, la Lega Nord ritorna più agguerrita che mai: Roberto Maroni, nuovo capo dei padani, sarà il candidato del centro destra in Lombardia (candidatura ovviamente scelta a Roma o ad Arcore), con buona pace dei tentativi di dialogo e di democrazia interna che gli elettori tentano, sempre invano, di approntare.
Tuttavia è nel nostro territorio che come al solito sfoderano le armi migliori. Alle amministrative della città di Treviso pare che a candidarsi sarà niente meno che Giancarlo Gentilini, classe 1929! Lo sceriffo della tolleranza zero è tornato, come dice lui stesso, per completare il suo personale ventennio. Accogliamo la notizia con amarezza ed inquietudine: ma davvero la Lega Nord trevigiana non è in grado di superare la fase politica che ha visto protagonista Gentilini? Sarà pur vero che è un uomo attento alla sua città, che controlla personalmente il procedere dei lavori pubblici ma resta sempre colui che ha reso Treviso nota nel mondo per le sue esternazioni razziste ai limiti dell’idiozia, sintomo di una società violenta e deviata che vede in lui un capo carismatico in grado di inebriare e dare sfogo alle pulsioni più indicibili (come sparare agli immigrati). Il suo linguaggio populista e grossolano, il suo continuo richiamarsi al fascismo, il suo atteggiamento beffardo e sprezzante rischiano di tornare alla ribalta anziché essere confinati nella triste memoria. É proprio vero che nei momenti di maggior crisi, politica ed economica, di un paese si fanno sempre avanti gli affabulatori, i populisti, gli autoritari: la Lega Nord dà, in questo, il maggior contributo.

PaTreVe: un treno da non mancare

Da , 3 dicembre 2012 16:37

La grande città metropolitanaL’hanno chiamata la città infinita. Il Veneto Orientale è un’unica distesa di centri abitati, zone industriali e campagna urbanizzata. A questo territorio i tradizionali confini amministrativi stanno stretti e l’occasione di ripensarli viene dal taglio delle Province stabilito dal governo. Che conferma la trasformazione di Venezia in città metropolitana, già stabilita da tempo. Ma apre anche per Padova e Treviso un’opportunità: anziché unirsi tra loro, come previsto nella cartina del ministro Cancellieri, formare insieme al capoluogo un unico grande soggetto del Veneto Orientale.
Il nome non è il massimo: PaTreVe. Ma le sinergie potenziali sono molte. A cominciare dal turismo, prima industria della Regione. Venezia attira più visitatori di quanti ne riesce ad ospitare, una parte potrebbe essere indirizzata verso le strutture ricettive dell’entroterra. E accompagnata a visitare i centri minori, all’interno di percorsi storici o culinari. Altra opportunità è quella di una gestione integrata di energia e rifiuti, grazie ad una grande multiutility al servizio del territorio. Poi ci sono i trasporti pubblici, con tanti studenti e lavoratori pendolari che sentono il bisogno di una rete, su rotaia e su gomma, più razionale. Le interazioni tra le tre province sono già molte, il nuovo ente potrebbe essere in grado di governarle.
Molto dipenderà dal modo in cui sarà amministrato. All’inizio i vertici dovrebbero essere scelti dalle amministrazioni dei comuni aderenti, ma alcuni, come il sindaco di Padova Flavio Zanonato, sono favorevoli all’elezione diretta da parte dei cittadini. Di certo, per essere efficace, PaTreVe dovrà superare campanilismi e logiche spartitorie. Da qui l’importanza dello statuto che verrà scritto nelle prossime settimane. Un appuntamento da cui però Treviso rischia di autoescludersi. Il sindaco uscente della città Gianpaolo Gobbo è favorevole all’adesione alla città metropolitana, ma nella sua Lega Nord le resistenze sono molte, a cominciare da quella del governatore Zaia. Qualcosa di più si saprà dopo le comunali in riva al Sile. Ma il rischio, a quel punto, è che il treno sia già passato.

Province: lavori in corso

Da , 3 settembre 2012 12:20

Province: lavori in corso

Il 7 agosto 2012 è stata approvata la conversione del decreto legislativo 6 luglio 2012, meglio noto come “spending review”, comprendente, tra le altre misure, il riordino degli enti locali. Oltre all’accorpamento dei comuni più piccoli, si nota la riduzione delle province, che dalle attuali 107 passerebbero a circa una cinquantina, tramite l’unione di quelle che non rispettano determinati criteri di superficie e popolazione.

Per quanto riguarda il Veneto, le uniche province a sopravvivere sarebbero quelle di Verona, Vicenza e Venezia (nell’attesa che subentri, per quest’ultima, la disciplina della città metropolitana). Treviso, per non aver raggiunto la soglia prevista di 2500 Km2, si accorperebbe a Belluno e potrebbe guadagnare alcuni comuni veneziani; simile destino attende Padova e Rovigo. Su quanto detto finora pesa la valutazione del Consiglio delle autonomie locali che dovrà esprimersi a breve (al 25/08/2012).

Questo è il risultato di un percorso accidentato, cominciato con la proposta unanime di abolizione portata avanti nell’ultima campagna elettorale. Tutti i buoni propositi risolti nel nulla lasciano ipotizzare che non si tratti di un approdo definitivo; se così fosse, sarebbe da augurarsi che riforme strutturali di tale portata siano affrontate con una visione più a lungo termine e non sulla spinta di necessità contingenti.

Ammettendo che la riforma sia destinata a durare, c’è da chiedersi se i criteri adottati per la selezione siano i più opportuni. Dal momento, infatti, che tra le competenze che rimarranno alle province figurano ambiente e viabilità, sorge l’interrogativo se sia efficacie l’unione di territori molto diversi (quali il trevigiano e il bellunese).

Su tutto ciò pende inoltre la doppia spada di Damocle dei numerosi ricorsi (ai più disparati organi giurisdizionali) e del campanilismo (da sempre diffuso in Italia). Se da una parte, infatti, sono stati già sollevati conflitti di competenze da parte di alcuni presidenti di provincia, dall’altra, a capo dei Consigli delle autonomie locali, chiamati ad esprimersi sul riassetto, vi sono spesso proprio i responsabili degli enti a rischio, alcuni dei quali disposti a tutto pur di mantenere lo status quo. Si prospettano già trasferimenti ad hoc di comuni, al semplice fine di soddisfare i requisiti per la sopravvivenza. Non sembra quindi ancora dissipato il malcostume di anteporre interessi particolari a quelli comuni.

Che il match abbia inizio

Da , 9 aprile 2012 10:19

Giovani contro vecchi, precari contro garantiti, per andare fuori dagli schemi comuni. È possibile una conciliazione o sarà uno scontro all’ultimo sangue?

Questo è il tema dello spettacolo organizzato dalla Cgil di Treviso, in collaborazione con i Giovani per Oderzo e altre associazioni giovanili della Marca, che si terrà il prossimo 14 aprile nell’Auditorium del Sindacato trevigiano.

Il match sarà disputato con regole precise. Agli angoli dell’immaginario ring ci saranno 8 sfidanti: da una parte 4 rappresentanti della categoria “giovani & precari”, dall’altra 4 “vecchi & garantiti”. Al centro 2 arbitri d’eccezione, Ricky Bizzarro e Nicola Atalmi.

L’evento non sarà una conferenza convenzionale, infatti saranno vietati luoghi comuni, passività, scarsa partecipazione e rassegnazione. Nuove idee, racconti, esperienze, ironia, colpi duri ma leali animeranno la scena.

I pugili si riconcilieranno attraverso forme d’arte musicali e teatrali tra un round e l’altro. Il pubblico sarà parte attiva e ravviverà il conflitto con un innovativo modo di partecipare. All’ingresso noi Giovani per Oderzo distribuiremo delle cartoline ad ogni fazione, dove ciascuno potrà esprimere le proprie opinioni e domande. Le migliori saranno scelte per essere proiettate in diretta sullo sfondo del ring.

L’incontro sarà suddiviso in 4 round, ognuno con un proprio tema. Nel primo, lavoro e diritti: perché alcuni non ne hanno mentre altri sono giustamente tutelati? Come difendere impieghi con forme contrattuali sempre nuove? Nel secondo si dibatterà sul ruolo del sindacato nel 2012: può riuscire ancora a rappresentare i lavoratori? Il terzo round, invece, sarà incentrato sul futuro del lavoro precario: come è possibile fare progetti per un giovane senza uno stipendio fisso? Com’è cambiata la precarietà negli anni? Infine, il welfare: c’è e ci sarà ancora lo stato sociale? È tutt’oggi importante o possiamo rinunciarvi?

Sicuramente questi temi coinvolgono tutti noi, chi nel ruolo di “vecchio” e chi in quello di “giovane”. In questo “Scontro fra generazioni” avrete l’opportunità di incontrare le idee altrui e confrontarle con le vostre. Vi aspettiamo numerosi!

Ma che razza di lista è questa?

Da , 9 maggio 2011 14:29

Nelle ultime settimane la Provincia di Treviso è stata invasa da una quantità enorme di adesivi affissi su qualsiasi cosa: arredi urbani, lampioni, cartelli stradali, cassonetti, ecc… Tutti riportano l’immagine di un cavallo su sfondo rosso e una scritta: RAZZA PIAVE!

Si tratta, per chi non lo sapesse, di una lista civica provinciale a sostegno della candidatura a Presidente di Leonardo Muraro.
Senza entrare nel merito dei costi sostenuti per una propaganda di queste proporzioni in piena crisi economica e della totale mancanza di senso civico nell’imbrattare ogni cosa, ci vorremmo soffermare sugli aspetti più strettamente politici.

Prima di tutto il nome: ci chiediamo come sia possibile utilizzare in un Paese civile come il nostro il termine “razza” nella propaganda politica, per di più con tale disinvoltura ed irresponsabilità. Non sono lontani gli anni in cui, su distinzioni di razza, si è consumata una delle peggiori tragedie della storia contemporanea!

Inoltre, ci chiediamo perché una forza politica come la Lega Nord, che ha solidamente la maggioranza nella nostra provincia, debba inasprire il clima politico con una provocazione così bassa e volgare! Questa lista civica dimostra la necessità, tutta interna al Carroccio, di pesare le diverse correnti che con crescente difficoltà riescono a convivere assieme.

Infine ci pare assolutamente fuori luogo che un partito di maggioranza e di governo come è la Lega nel nostro territorio proponga una lista così “settoriale” come Razza Piave: chi ha avuto esperienza di amministratore dovrebbe sapere che, se eletti, si è presidente di tutti i cittadini di una provincia e non solo di chi si riconosce in una presunta identità locale!

Non sappiamo e non vogliamo neppure sapere cosa distingue un vero “razza Piave” da una persona che non è degna di far parte di questa élite di uomini, speriamo solo che, concluse queste elezioni, ci si dimentichi velocemente di questa nuova pagina di politica indegna per la nostra terra e per la nostra storia.

Un treno carico… di speranza?

Da , 10 gennaio 2011 19:55

Come ogni inverno si presenta a tutti noi pendolari il gravoso problema del ritardo dei treni causato dalle avverse condizioni atmosferiche che raggiungono i nostri territori (più o meno) di sorpresa. Puntualmente anche quest’anno, dopo la seconda metà di dicembre, ha nevicato e il servizio ferroviario ne ha subito le conseguenze: ritardi e soppressioni. Se l’assenza o ritardo di tali treni si può “giustificare” con le precipitazioni nevose, non è chiaro come mai superata l’emergenza neve si siano ripetuti ritardi e soppressioni senza particolari motivi. Facciamo riferimento al treno delle 13.38 in partenza da Portogruaro e diretto a Treviso di lunedì 20 e martedì 21 la quale mancanza ha causato la non circolazione del treno delle 14.10 in partenza da Treviso e diretto a Portogruaro. Tutto ciò ha obbligato l’utente a munirsi di biglietto del servizio autobus LaMarca in nome della falsa integrazione tra i due sistemi di abbonamento (coloro che hanno un abbonamento Oderzo – Treviso possono usufruire sia di autobus di linea che di treni, mentre quelli che si recano oltre il nostro capoluogo di provincia possono solamente servirsi del mezzo su rotaia). Il concentrarsi di questi disagi ha comportato la raccolta di 150 firme di pendolari che quotidianamente utilizzano i treni della tratta Treviso – Portogruaro. Quindi chiediamo agli amministratori regionali e locali che pongano maggior attenzione a questo problema in quanto alcuni pendolari, studenti o lavoratori che siano, sono fortemente condizionati dalla puntualità dei treni e dal ristretto intervallo tra una coincidenza e l’altra.

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