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Uno sceriffo extraterrestre

Da , 7 gennaio 2013 22:12

Gentilini texPer un momento sembravano spariti. Un anno di governo tecnico e la continua ansia da spread ci avevano quasi fatto dimenticare quel singolare movimento politico che è la Lega Nord. Ridotti a passare da governo ad opposizione, privati della sempre rassicurante compagnia di Berlusconi e soprattutto scossi dall’improvviso affondamento di Umberto Bossi, i leader nazionali del partito erano passati decisamente in secondo piano. Eppure, nel silenzio dell’ultimo anno, i rappresentanti del popolo padano stavano organizzando il loro ritorno, purificati da un periodo di opposizione che vorrebbero avesse fatto dimenticare le scelleratezze del loro operato nell’assurdo governo presieduto da Berlusconi (quello che credeva Ruby nipote di Mubarak).
Ecco che allora, di fronte agli appuntamenti elettorali del prossimo anno, la Lega Nord ritorna più agguerrita che mai: Roberto Maroni, nuovo capo dei padani, sarà il candidato del centro destra in Lombardia (candidatura ovviamente scelta a Roma o ad Arcore), con buona pace dei tentativi di dialogo e di democrazia interna che gli elettori tentano, sempre invano, di approntare.
Tuttavia è nel nostro territorio che come al solito sfoderano le armi migliori. Alle amministrative della città di Treviso pare che a candidarsi sarà niente meno che Giancarlo Gentilini, classe 1929! Lo sceriffo della tolleranza zero è tornato, come dice lui stesso, per completare il suo personale ventennio. Accogliamo la notizia con amarezza ed inquietudine: ma davvero la Lega Nord trevigiana non è in grado di superare la fase politica che ha visto protagonista Gentilini? Sarà pur vero che è un uomo attento alla sua città, che controlla personalmente il procedere dei lavori pubblici ma resta sempre colui che ha reso Treviso nota nel mondo per le sue esternazioni razziste ai limiti dell’idiozia, sintomo di una società violenta e deviata che vede in lui un capo carismatico in grado di inebriare e dare sfogo alle pulsioni più indicibili (come sparare agli immigrati). Il suo linguaggio populista e grossolano, il suo continuo richiamarsi al fascismo, il suo atteggiamento beffardo e sprezzante rischiano di tornare alla ribalta anziché essere confinati nella triste memoria. É proprio vero che nei momenti di maggior crisi, politica ed economica, di un paese si fanno sempre avanti gli affabulatori, i populisti, gli autoritari: la Lega Nord dà, in questo, il maggior contributo.

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